Troppe stampelle azzurre: che la logica vada a farsi benedire

Nello sport c’è una legge (bella o brutta decidete voi) per cui chi vince è il più forte e ha sempre ragione. E chi perde non può accampare scuse perché il verdetto del campo è insindacabile. Un modo di considerare le cose  che ci insegna una filosofia di vita, quella della sportività e del farcene una ragione. Ma se è giusto e sacrosanto per lo sconfitto complimentarsi con il vincitore senza se e senza ma, l’osservatore neutrale deve saper leggere tra le righe.

In quest’ottica molti giudizi cambierebbero. Per esempio quello sul Brasile del ‘70 più forte di tutti i tempi. Non avesse trovato l’Italia piegata con le mani sui fianchi quattro giorni dopo la maratona ai supplementari contro la Germania, altro che verdeoro imbattibili. Lo ammise persino Tostao, divenuto poi un apprezzato commentatore: “Noi speravamo di trovarli stanchi, perché li temevamo molto. E così fu. Resistettero un’ora e poi crollarono”.

Allo stesso modo se oggi la Germania rispettasse i pronostici sarebbero tutti concordi nel dire che al momento la squadra di Loew è la più forte del mondo e via di questo passo. Può darsi che sia proprio così, ma non sarà la partita di stasera a stabilirlo.

Perché se è vero che Prandelli ha intenzione di recuperare tutti assieme gli acciaccati Abate, Chiellini, De Rossi che sicuramente non si trovano nelle migliori condizioni; se ha intenzione di schierare Cassano dall’inizio anzichè sfruttare meglio la sua ridotta autonomia, magari inserendolo quando la fatica comincia a farsi sentire anche per gli avversari; se vuole puntare ancora su Montolivo che non può non pagare i 120’ con l’Inghilterra dopo mesi di assenza.  Se le intrenzioni del Ct sono davvero queste sembra difficile poter contrastare il passo ad una Germania in gran forma.

E allora speriamo nei miracoli calcistici che ogni tanto si verificano e nella tradizione favorevole. Perché gli azzurri hanno troppe stampelle e la logica stavolta ci è nemica. Che vada a farsi benedire

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2 Pensieri su &Idquo;Troppe stampelle azzurre: che la logica vada a farsi benedire

  1. Non essendoci Tot(t)i, non ci saranno stampelle. Si corre e si gioca con le proprie gambe, si pensa con la testa, si agisce da vero italiano. La Germania non può farci paura, anche se esistono dei commentatori ” disposti” a vederlaforte e con talento . E i nostri ? Poche ore ancora, e poi vedremo. Forza Italia !

    • Visto che Montolivo è combattuto dall’avere il padre italiano e la mamma tedesca, potrebbe giocare un tempo in azzurro e uno in bianco. Magari facendo lo scambio con Gomez che è mezzo spagnolo e quindi latino come noi

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