La Spagna ci magna

Li chiamano genericamente “fratini”, e sono dei corpetti che indossano i calciatori negli allenamenti, utili per distinguere gli appartenenti a questa o quella squadra. L’Uefa, così pressante nel mandare un esercito di arbitri e maggiordomi per tutte le gare di Euro 2012, non aveva pensato che potessero tornare utili nel corso della finale. Ed ha preso una topica micidiale, perché mai come stasera la Spagna ha dato l’impressione di sostenere una partitella senza troppo impegno. Tipo quelle d’allenamento appunto.

Vincendo il terzo Europeo della sua storia dopo quelli del 1964 e di quattro anni fa, ha giocato a poker con l’Italia e sembra quasi una legge del contrappasso visto quel che abbiamo passato dalle nostre parti con i giochi d’azzardo  stile calciopoli (che non è purtroppo lo sport praticato a Paperopoli o nei fumetti Disney).

Ninna nanna Spagna avevo titolato dopo la noiosissima vittoria iberica nella semifinale con il Portogallo, ma stavolta il titolo calza a pennello alla squadra dell’Italia che rispetto ai suoi milioni di sostenitori ha avuto comunque una grandissima fortuna: quella di vedere la partita in formato naturale dal vivo piuttosto che davanti agli schermi o sulle costosissime tribune da 600 euro per posto. Lì, ovviamente senza pagare ma a spese nostre sedeva tra gli altri anche Mari o Monti, l’uomo dall’eterno dubbio e dagli incerti conti. Alla fine aveva il sorriso forzato di chi è costretto ad ascoltare l’ultima dei carabinieri un attimo prima di finire sulla sedia elettrica.

Ma non divaghiamo. La Spagna ha regalato uno spettacolo fantastico, difficile da vedere soprattutto in una finale. Ci ha annientati dal primo minuto dando una grandissima prova di forza e ricordando al mondo intero che non si vincono Europei, Mondiali ed ancora Europei di seguito solo per caso. Da Xavi a Iniesta sino alla nostra bestia nera Fabregas (ci aveva fatto gol al debutto e ieri ha inventato l’assist dell’1-0 di Villa con un’azione ubriacante da cinque minuti di applausi), sono risultati tutti imprendibili. L’Italia sicuramente ha pagato la stanchezza accumulata nel corso del torneo, anche se per la verità me la sarei attesa più con la Germania (un esempio su tutti: Marchisio, sempre tra i migliori e ieri forse il peggiore). Ma ha pagato anche l’eccesso di sfrontatezza con cui aveva sfidato i campioni nel loro campo, quello del palleggio e del gioco in senso architettonico.

Fabregas poi è un po’ il simbolo del crollo azzurro. Non a caso è nato il 4 maggio, giorno della tragedia del grande Torino. In quanto ad assist bellissimi, niente male anche quelli di Xavi per Jordi “Jessica” Alba, e del redivivo Torres cui è bastata una decina di minuti per siglare un gran gol e inventare il passaggio per il 4-0 di Mata. Ha poi fatto l’ultimo tentativo per Sergio Ramos, ma almeno quello non è andato a segno. Ridendo e scherzando il signor Fernando Torres quest’anno pur fra mille problemi ha portato a casa la Coppa d’Inghilterra, la Champions League e l’Europeo con annesso titolo di capocannoniere seppur in affollata coabitazione.Vedrete che  riuscirà a prendere anche una discreta votazione al Pallone d’Oro.

Cassano e Balotelli? Poca gloria, Antonio tra l’altro è uscito al 45’ ma non per la consueta staffetta che avrebbe meravigliato tutti visto il clamoroso anticipo, bensì per un acciacco. L’ennesimo rimediato in questa sfida dall’Italia che dopo 20’ aveva già perso Chiellini (peraltro inguardabile) e che dal 60’ (ma bisogna dire che eravamo già sul 2-0) è rimasta in dieci per l’infortunio di Thiago Motta appena entrato.

Ringraziamo comunque la squadra di Prandelli anche se un passivo così pesante l’avevamo preso poche volte. Ricorda alcune scoppole patite ai tempi della grande Ungheria di Puskas, dell’Inghilterra di Mortensen e del Brasile a Mexico 70. Ce ne faremo una ragione

Annunci

6 Pensieri su &Idquo;La Spagna ci magna

  1. Il preannunciato calo fisico di alcuni uomini è arrivato con una partita di ritardo. Forse Prandelli poteva rendersene conto e poteva fare qualche cambio ( Marchisio e Chiellini su tutti). Comunque è stato un bell’europeo, anche grazie a questi articoli.

  2. Piuttosto che goderci il secondo posto abbiamo miseramente tirato fuori la storiella del calo fisico e del problema calendari…Proprio non sappiamo ammettere una superiorità di un avversario che è anni che gioca bene “malgrado” le 80 partite l’anno che fanno il Real e il Barca…Meditate gente meditate.
    Il Sig. Prandelli avrebbe potuto fare qualche cambio negli 11 titolari visti i problemi fisici ( Nocerino…Diamanti….Giovinco….etc).
    Granzie ai tuoi articoli, caro Nanni, siamo arrivati secondi all’Europeo e ora dedichiamoci al nostro Cagliari.
    Portaci in Europa! ( più che un giornalista in questo caso saresti un mago!).
    Grazie.

  3. Brava la Spagna ! Ha vinto meritatamente, dimostrando di essere una vera grande squadra. Non credevo che avrebbe fatto un sol boccone degli azzurri, che sono arrivati a disputare la finale con poche energie in corpo. Purtroppo, come si suol dire, erano…fisicamente provati, e si è visto fin dall’inizio. Gli infortuni (sintomo di fatica accumulata e non smaltita)hanno fatto il resto. La Spagna, è bene ripeterlo, ci ha dato lezione di gioco, vitalità ed entusiamo. A noi, tra le tante cose, è mancato il gol. Dopo aver “mostrato i muscoli” contro la Germania, questa volta abbia mostrato di non saper fare neppure un vero tiro in porta ( a parte un bel rasoterra di Cassano (peraltro partito da troppo lontano). Ma questo è quanto, in questo momento, passa il convento e dobbiamo accontentarci. In fondo, avere raggiunto la finale superando, tra le altre, nazioni come l’Inghilterra e la Germania,ci aveva già riempito di gioia. Nessuno, infatti, pronosticava l’Italia in finale. Ora, senza fare ( come ho già sentito)inutili e inopportuni processi, è bene riflettere sul cosa fare in vista dei prossimi mondiali. Non sappiamo se Pirlo reggerà e, se non dovesse, ci sarebbe da cercare un regista vero; anche in difesa occorrono dei cambiamenti; all’attacco non parliamone. Prandelli ha ragione: è indispensabile lavorare tra i giovani. Che non mancano, ma non giocano per fare spazio agli stranieri che arrivano, e ripartono, senza lasciare traccia e, soprattutto, rendendo tutto più complicato al Commissario tecnico di turno della nostra nazionale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...