Baggio in panchina? No, titolare

Quando ho letto la proposta sull’Ansa mi è scappato un istintivo Nooo! Ma ve l’immaginate Roby Baggio in panchina? L’ipotesi è meno fantascientifica del previsto. Il Divin Codino, rientrato da qualche anno nel calcio come presidente del Settore tecnico di Coverciano e da una settimana promosso allenatore di Prima categoria (cioè abilitato a sedersi a pieno titolo anche su una panchina di serie A), è stato contattato dal suo storico agente Antonio Caliendo (dalla fase buddista in poi lasciò il posto a Vittorio Petrone), neo patron del Modena dove proprio ieri ha presentato il nuovo presidente Commini, da lui contattato e i dirigenti Secco (ex Juve) e Cannella (anche un breve passato a Cagliari).

Caliendo, che è originario del napoletano ma che da decine di anni ha stabilito la sua residenza nel centro emiliano, è stato per un certo periodo il procuratore più importante d’Italia e fra i più quotati nel mondo. Si vanta di aver avuto la procura di 12 giocatori su 22 nella finale Germania-Argentina dei mondiali del 1990. Caliendo conosce Baggio da quand’era ragazzino a Vicenza e fu lui contro il parere dei dirigenti veneti a metà degli anni Ottanta, a portarlo in Francia dal professor Bousquets per la ricostruzione del legamento crociato che era andato in frantumi.

Il Modena prima di Baggio aveva pensato per la verità di ingaggiare l’ex palermitano Mangia, ma non sapeva che Sacchi gli aveva proposto l’Under 21 al posto di Ferrara e così il giovane tecnico ha rifiutato.

Ora c’è questa proposta ufficiale, sbandierata ai quattro venti. Per chi ha sempre visto Baggio come un campione di calcio, immaginarlo in un altro ruolo è sicuramente limitativo. Anche se non tutti i grandi campioni hanno poi fallito in panchina. Crujiff ha vinto parecchi trofei con Ajax e Barcellona, Beckenbauer è diventato campione del mondo come Ct.  Liedholm è arrivato alla finale della Coppa Rimet da calciatore e alla finale di Coppa dei Campioni da allenatore della Roma  (che poi le abbia perse entrambi non significa che non fosse un grande). Tra i campioni del campo e poi in panchina mi piace ricordare anche Vujadin Boskov, slavo capace e furbo come pochi. Certo, finora Maradona è stato un pianto, Platini ha virato sulla carriera dirigenziale e Zico si è arrangiato soprattutto in Giappone. Mancini è diventato un grande come tecnico ma da giocatore lo sapevamo solo in Italia che era grande, così come Ferguson che aveva incantato da giocatore solo in Scozia. Rivera, Riva, Di Stefano, Mazzola, Pelè, Bobby Charlton non ci hanno mai provato. Forse per pudore, forse perché quelle gioie vissute e regalate erano irripetibili per sperare di riproporle su una panchina. Chissà se la pensa allo stesso modo Zinedine Zidane cui hanno proposto la guida dei  Bleus.

In ogni caso con tutto il rispetto del Modena, squadra in cui giocarono i grandi Cinesinho e i meno grandi Seghedoni e Jorge Toro, Baggio non potrebbe mai cominciare dalla B, anche se,  a ben vedere, Baggio comincia proprio per B.

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4 Pensieri su &Idquo;Baggio in panchina? No, titolare

  1. A parte alcune eccezioni, è vero che non sempre i grandi calciatori sono stati pure bravi allenatori. Su tutti vorrei ricordare Luisito Suarez. Forse non è stato fortunato, certamente non è riuscito a trasmettere la sua sapienza calcistica ai giocatori che gli sono stati messi a disposizione. Senza successo anche la breve parentesi a Cagliari. Tra i grandi campioni non…brillanti da allenatori, vorrei ricordare Carlo Parola, Corso, Domenghini, Prati, Lido Vieri e chi sa quanti altri. Insomma, non sempre essere stati grandi giocatori ha portato fortunato agli stessi poi diventati allenatori.
    Certamenmte non auguro a Baggio la stessa carriera di Suarez e degli altri indicati, ma il ruolo che lo attende non sarà facile. Tanto più se le cose non andranno subito benissimo: gli faranno rigore il rigore sbagliato ai mondiali, così come fecero pesare per tanti anni a Mondino Fabbri la sconfitta subita dall’Italia con la Corea.

    • Beh, con tutte le gioie che ci ha regalato, mi sembra quasi un insulto paragonare Baggio a Mondino Fabbri. L’allenatore sarà stato inseguito ingoiustamente da quel grido “Corea Corea” in tutti gli stadi, ma Baggio di sconfitte così non ne ha mai subite e anche sul rigore contro il Brasile nella finale dei mondiali del 94 poi farei chiarezza una volta per tutte. Prima di lui avevano già sbagliato Franco Baresi e Massaro, Roby diede il colpo di grazia, ma la situazione era già fortemente compromessa.

  2. che grande R. Baggio, per me è stato l’ultimo giocatore italiano per il quale valeva la pena guardare qualsiasi partita pur di vederlo giocare. Anche a me di primo achito non mi fa’ una bella impressione immaginarlo seduto in panchina, ma a ripensarci penso che un mito come lui abbia sempre e comunque qualcosa di bello da offrire al calcio. Ma il codino l’avrà sempre ?

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