“Gli scudetti della Juve? 28 sono pure troppi”. Il dubbio di Zeman è lecito

Non mi rivolgo certo ai tifosi juventini, ma neanche a quelli di squadre che guardano in cagnesco i colori bianconeri, per esempio Inter e Fiorentina. Mi piacerebbe che a questo interrogativo rispondessero i tifosi neutrali, meglio, gli appassionati di calcio neutrali.

Sono più creddibili le dichiarazioni dei tesserati della Juventus che dicono: “Quanti sono gli scudetti? 30, perché i due revocati li abbiamo vinti sul campo”.

Oppure quelle pronunciate da Zeman un mese fa e ribadite nel ritiro della Roma a Brunico: “Quanti sono gli scudetti? 28 mi sembrano pure troppi”.  

L’unico a prendere le distanze dal passato tra i calciatori della Signora è stato Del Piero, anche se la sua frase non è stata evidenziata come avrebbe meritato. “Sì, gli scudetti li ho vinti sul campo, ma anche le sentenze vanno rispettate”. Una frase del genere, se proprio non vogliamo entrare nel merito della discussione tre stelle-due stelle, meriterebbe un applauso. Perché in un mondo che ha perduto il rispetto dei ruoli quella di Del Piero rappresenta una vera lezione per tutti.

Ma tornando al merito dei due scudetti revocati e comunque ri…evocati a ogni occasione, non solo dagli amici della Juve ma anche da svariati giornalisti, bisognerebbe capire cosa intende Zeman per “28 sono pure troppi”.

Non c’è astio come potrebbe sembrare apparentemente, la Juve per Zeman non è un nemico da battere e da abbattere. Tra l’altro lo zio del boemo, Cestmir Vyckpalek, fu dapprima giocatore e quindi allenatore dei bianconeri, con cui vinse lo scudetto al cardiopalma del 71-72, quello contrassegnato dal gol dcisivo di Cuccureddu a tre minuti dalla fine a Roma, mentre il Milan perdeva 5-3 nella fatal Verona e la Lazio, altra pretendente in corsa per il titolo, veniva battuta da misura a Napoii.

La frase di Zeman sostanzialmente voleva dire questo: il duo Moggi-Giraudo gestiva la Juve già da diversi anni, ma le intercettazioni che decretarono le condanne dei due dirigenti e la retrocessione a tavolino della squadra, sono durate solo un anno e mezzo. Come a dire che se fossero cominciate un po’ prima magari avrebbero cancellato altri scudetti conquistati sul campo.

Che poi anche su questo punto bisogna intendersi. Dire che “li abbiamo vinti sul campo” non significa che fossero puliti. Se, come è stato accertato dai giudici, venivano designati arbitri ad hoc per gli incontri della Juve, e se questi arbitri dovevano poi rispondere sostanzialmente a Moggi, così come i loro designatori Pairetto e Bergamo, dove starebbe la legalità?

Capisco che queste pagine penose del nostro calcio andrebbero ripulite al più presto, ma fare finta di nulla non serve. Ben vengano dunque gli Zeman, anche a costo di apparire antipatici, piuttosto che i tanti giornalisti, opinionisti e commentatori che continuano a parlare di tre stelle o che festeggiano Ibrahimovic perché a parte il Milan dell’ultimo anno, in Italia aveva sempre vinto lo scudetto. Portandosi l’arbitro da casa sono capaci tutti. O no?

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6 Pensieri su &Idquo;“Gli scudetti della Juve? 28 sono pure troppi”. Il dubbio di Zeman è lecito

  1. Premetto che a me, della Juventus, non interessa proprio niente. Trenta scudetti ? di più ? Di meno ? E chi se ne frega.L’importante è
    che venga fatta chiarezza su quanto negli anni in discussione è stato fatto di illecito.A me, invece, interessano i provvedimenti che verranno presi dalla giustizia ordinaria e da quella sportiva. Chi ha sbagliato deve pagare, ma in modo definitivo. Lo sport non può accettare che tra i praticanti, i dirigenti, gli
    arbitri e categorie varie vi siano dei truffatori. Non sono accettabili i pianti di coccodrillo. Soltanto facendo piazza pulita si può sperare in un calcio pulito. Appunto come da tempo lo vorrebbe Zeman e tutti quelli che la pensano come lui. Ovvero le vere persone oneste.

  2. D’accordissimo su Del Piero e su Zeman penso che faccia bene a dire quello che pensa. Oggi purtroppo ci sono giornalisti, ma anche allenatori, che si nascondono dietro le solite frasi di circostanza solo per pararsi il c..o (scusate, ma quando ci vuole, ci vuole) davanti ai poteri forti. Quindi ben venga Zeman, mai banale.

  3. Zeman non è mai banale ed è provocatore il tanto giusto per mettere un po’ di pepe a questo precampionato….Gli scudetti della Juve? 20 o 30 poco cambia….l’importante è che si faccia piazza pulita in un campionato marcio come pochi al mondo…Certe volte mi chiedo cosa ci porta a parlare e scrivere di calcio dopo cio’ che abbiamo letto in questi ultimo 4 o 5 anni (almeno)….
    La risposta è una: il calcio e lo sport piu’ bello del mondo e dobbiamo difenderlo a tutti i costi da chi lo vuole rovinare.

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