L’assalto alla baionetta di Deschamps, il Ct voluto da Platini

Lo manda Platini e per uno che di mestiere è stato appena nominato Ct della Francia, credo che basti e avanzi. Didier Deschamps a 44 anni ha coronato il sogno di riprendersi la nazionale con cui, fascia di capitano e lancia in resta (pardon, baionetta in resta, visto che è di Bayonne, la patria di quell’arma), aveva vinto tutto quello che c’era da vincere: Mondiale del 1998 ed Europeo del 2000 (ahimè a nostre spese) dopo aver debutatto appena ventenne sotto la guida di Le Roy Michel.

Non è simpatico, secondo molti non è neanche particolarmente competente, però senti i suoi ex compagni e giocatori, guardi il suo ruolino di marcia e ti accorgi che la sua bacheca è una miniera di trofei e che lui è sempre stato un vero leader.

Nato nella cittadina basca, sud della Francia atlantica, nella zona dei Pirenei, Deschamps  ha cominciato la vita del calciatore professionista ad appena 17 anni. Dopo Nantes, Bordeaux e soprattutto tanto Marsiglia, vinse tutto nei cinque anni juventini (94-99) prima di chiudere ancora giovane la carriera con Chelsea (dove seguì Vialli) e Valencia. Conobbe la Juve di Moggi e il Marsiglia di Tapie (niente ironia), con entrambe oltre a 5 scudetti scudetti sollevò la coppa dei Campioni, in bianconero anche l’Intercontinentale, oltre a varie supercoppe e coppe nazionali (anche in Inghilterra).

 In nazionale (103 presenze) deve la promozione di capitano alle mattane del mito Eric Cantona che un bel giorno decise di imitare Bruce Lee scalciando con un volo plastico dal campo di gioco alle tribune un tifoso maleducato del Cristal Palace che lo aveva insultato durante una partita con il suo Manchester United.

Così come da calciatore, è stato un enfant prodige anche in panchina avendo cominciato la carriera a 33 anni nel Principato di Monaco. Ha vinto di nuovo lo scudetto col Marsiglia dopo aver riportato la Juventus in A.

Ora ci prova con la nazionale che ha già portato sul tetto del mondo. Da calciatore ha vinto tutto, da tecnico è sulla buona strada, per due volte è stato premiato come miglior allenatore in Ligue 1.  Credo che a Bayonne, possano essere felici di lui.

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2 Pensieri su &Idquo;L’assalto alla baionetta di Deschamps, il Ct voluto da Platini

  1. Tra il fare l’allenatore di un club e il C.T. di una nazionale c’è una bella differenza. Difficile stabilire se è più facile un ruolo oppure l’altro. I pro ed i contro sono moltissimi per entrambi i compiti. Non è improbabile ( ovviamente non glielo auguro) che Dechamps trovi non poche difficoltà a fare il C.T. dopo i successi come tecnico di club. Il lavoro quotidiano con una “rosa” ben definita può essere monotona, ma alla lunga paga ( se si è bravi e si ha a disposizione buoni giocatori). Il lavoro con la nazionale può essere esaltante perchè si
    convocano i giocatori più bravi di un intero campionato e che meglio si adattano al concetto di gioco del C.T. , ma è più difficile lavorare in profondità perché è necessario
    ottenere subito dei risultati. E se mancano questi, a ribellarsi è un intero Paese e non soltanto i tifosi di una città.

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