Juventus regina anche nel mercato dei giovani talenti

Si parla tanto di Asamoah e Isla  ed è giusto, perché in attesa della punta rappresentano con Lucio i pezzi forti per della campagna acquisti, ma nella Juventus che parte per la nuova stagione ci sono alcuni giovani di cui poco o nulla si è parlato e che invece hanno tutte le caratteristiche per imporsi nel calcio professionistico.

Il primo è il diciannovenne ghanese Richmond Yiadom conosciuto come Boakye. Attaccante capace di giocare sia come prima che come seconda punta, debuttò in serie A a 17 anni segnando subito un gol al Livorno. L’allenatore del Genoa Gasperini, che l’aveva portato per la prima volta in panchina, non esitò a farlo entrare dopo appena 12’ in seguito all’infortunio di Suazo.

 Boakye non ha seguito percorsi tortuosi, ma si è sempre imposto finora con il biglietto da visita più spendibile, quello che esibiscono i migliori in campo. Fece così anche nel 2008, a 15 anni, quando prese per la prima volta l’aereo per giocare un torneo giovanile a Vicenza con la sua squadra di Accra, il D.C. United. Una volta tanto gli osservatori italiani (e segnatamente del Genoa) non si trovavano in Brasile, Argentina o nel resto del mondo, ma proprio nel capoluogo veneto. Vederlo e prenderlo è stato un tutt’uno, così come avvenne per il centrocampista Cofie, di due anni più “anziano” e anche lui pronto per la A, che con Boakye ha fatto poi la trafila sia nel Genoa che l’ultimo anno a Sassuolo in B.

Giunto in prestito alla società emiliana, ha trovato l’allenatore Pea che fino all’anno scorso aveva allenato Sampdoria e Inter nei settori giovanili e che era stato punito più volte dalle giocate di questo attaccante veloce e scattante, difficilmente marcabile anche dai difensori più dotati. Non a caso il Genoa Primavera con lui in campo aveva fatto il pieno vincendo campionato, coppa e supercoppa.

A Sassuolo Boakye non ha giocato a tempo pieno, entrando spesso in corso d’opera, ma tanto gli è bastato per andare comunque in doppia cifra in campionato (10 reti) e per segnare un altro paio di gol in coppa.

Tra l’altro, lui e il mediano Busellato del Cittadella sono stati i due ’93 più impiegati nel torneo cadetto, e il dato statistico non è di poco conto se si pensa che l’anno passato i più utilizzati del ’92 erano stati due signori che si chiamavano El Shaarawy e Verratti.

 La Juve lo ha preso in comproprietà e lo ha portato in ritiro insieme al più giovane Stefano Padovan (classe ’94 del vivaio, altro attaccante che farà parlare di sé). Da seguire anche il giovane difensore Masi (’92) che ha vinto il campionato di C1 con la Pro Vercelli giocando titolare. In questo caso a mangiarsi le mani è stata la Sampdoria che lo aveva dato in comproprietà e poi ha lasciato che la gloriosa società piemontese lo riscattasse. Non immaginavano i dirigenti blucerchiati che il duo Marotta-Paratici, rispettivamente  direttore generale e sportivo della Juve, ma prima alla Samp, non l’aveva mai perso di vista dopo averlo portato nel vivaio genovese. Così a far spenti hanno aspettato che la Pro Vercelli lo riscattasse per poi acquistarlo a una cifra comunque accessibilissima.

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4 Pensieri su &Idquo;Juventus regina anche nel mercato dei giovani talenti

  1. Credo che il vero esperto di mercato giovanile sia Paratici…..Complimenti alla Juve che dai tempi di Moggi non aveva cosi’ tanti giocatori giovani bravi in prestito nelle serie minori.

    • Nel pezzo non l’ho citato per non mettere troppa carne al fuoco, ma c’è anche Gabbiadini che hanno preso dall’Atalanta e prestato al Bologna. E questa trattativa, è una mia idea, potrebbe sbloccare l’assalto a Ramirez. Anche se a quel punto non capirei perchè avrebbero ripreso Giovinco

  2. Qualche complimento, comunque, va fatto al sig. Boi, che conosce tanti giovani talenti. Peccato che altrett5anto non si possa dire di coloro che avrebbero il compito di individuare i giovani da valorizzare e magari acquistare per poco denaro. Ma sembrerà un paradosso: non tutte le Società hanno interesse ad acquistare giovane talenti a poco prezzo; meglio, molto meglio ( e qui sta il presunto paradosso) acquistare mezze cartucce all’estero spacciandole per porssibili futuri campioni. Ecco i misteri ( ?) del calcio mercato sempre aperto.

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