27 società professionistiche non sono in regola con la Covisoc. Ha un senso tenerne 96 nella Lega Pro?

Il calcio va dimensionato secondo i propri limiti. Lo sentiamo da anni, ora sembra che i grandi club provino a fare qualcosa, almeno a giudicare dalla cessione dei tesserati che hanno ingaggi diventati ormai insopportabili.

Ma il calcio non è solo quello di A e neanche quello di serie B. Per la mastodontica struttura che si è dato, comprende anche 96 squadre professionistiche di Lega Pro, divise in due gironi da 18 per la Prima Divisione e addirittura tre gironi da venti per la Seconda Divisione.

Il presidente di Lega Pro, Macalli, da sempre in prima fila per combattere gli eccessivi introiti della serie A, ha assicurato che anche la prossima stagione vedrà l’iscrizione dello stesso numero di 96 squadre. Quello che non ha spiegato è come intende reclutarle, visto che per problemi finanziari 4 società della Prima Divisione e addirittura 23 della Seconda Divisione non sono in regola con la Covisoc, la commssione di vigilanza delle società di calcio.

Otto di queste società sono già state dichiarate fallite: Foggia, Siracusa, Spal, Taranto, Piacenza, Triestina, Giulianova e Pergocrema.  Se la struttura non si regge, perché ostinarsi a tenerla in piedi? In nessun’altra parte al mondo esistono tante società tra i professionisti.

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4 Pensieri su &Idquo;27 società professionistiche non sono in regola con la Covisoc. Ha un senso tenerne 96 nella Lega Pro?

  1. A parte le otto dichiarate fallite (comunque, mai disperare !) sono certo che troveranno il sistema per salvare tutte le altre. Sempre che, naturalmente, si trovi qualche “fesso” pronto a rilevare le Società in crisi. Ma dietro promesse di aiuti, e magari sperando di poter cedere qualche buon giocatore ( sempre che non vi abbiano già provveduto i dirigenti che hanno determinato la crisi), qualche piccolo imprenditore delle …zone colpite o vicine si farà avanti. Il caso Bologna di qualche anno fa è molto indicativo . Ma torniamo al perché non si ridmensiona il numero di Società inserite nella Lega Pro. Ma perché non conviene a nessuno:nè agli attuali dirigenti ( sarebbe uno smacco che pagherebbero cara alle successive elezioni), nè a chi aspira a sostituire coloro che, da anni, compongono i quadri dirigenti del settore maschile e ora anche quello femminile. Non conviene perchè; ogni anno, ci sono i ripescaggi e quindi favori da fare agli amici e perfino a qualche club della serie A( acquistare per pochi Euri Società in crisi).E’ un movimento, quello della Lega Pro, che nessuno ha interesse a ridimensionare; a costo di far fallire anche quegli imprenditori che, magari, prendono in mano Società con la volontà di salvare, ed invece finiscono per annegare ( nel mare di debiti).

  2. Indubbiamente è triste veder fallire Società gloriose come Triestina, Spal e Foggia che per tanti anni anni militato anche in serie A. E’ ancora più triste sapere che a nessuno dei dirigenti federali passerà per la testa l’idea di ridisegnare tutto il settore. Essere passati dalla C 1 alla Prima divisione e dalla C 2 alla Seconda divisione pareva ( chissà poi perché,e, soprattutto, che cosa potesse cambiare)un passo decisivo verso la “pulizia di due campionati sempre in deficit ( per i dirigenti delle Squadre che hanno sempre lottato soltanto per la salvezza). Naturalmente non è cambiato un bel nulla; anzi, per certi versi, la situazione è peggiorata se tante Società “chiuderanno per fallimento”.

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