Tredici milanisti partiti, una rivoluzione in parte dovuta ad Allegri. Ma è così terribile il mister?

In questa calda estate di riparazione per i bilanci delle milanesi vale forse la pena soffermarsi su due novità che riguardano il Milan. La prima è di carattere statistico. In 26 anni di presidenza Berlusconi non si era mai verificata una rivoluzione nei nomi come quest’anno. Facendo il raffronto con gli effettivi della rosa da gennaio a giugno, abbiamo assisitito ad una vera ecatombe. Non saranno più rossoneri almeno 13 giocatori, e non è detto che il numero non possa aumentare.

 La squadra aveva sicuramente l’esigenza di svecchiarsi oltrechè di allegerire il monte ingaggi, e finora ha colto perfettamente nel segno. Gattuso, Nesta, Inzaghi e Seedorf erano i senatori di lungo corso, rossoneri da oltre dieci campionati. Con loro altri due vecchietti: Zambrotta e Van Bommel. Quindi Aquilani, perché il riscatto era piuttosto alto; idem per Maxi Lopez, mentre l’altro acquisto invernale, cioè Mesbah, andrà via perché inadeguato.

Aggiungiamo i botti dell’estate, ovvero Ibrahimovic e Thiago Silva e siamo già arrivati a 11. Con il terzo portiere Roma (1 presenza in tre anni) in pensione, il cerchio si chiude (per ora) con il giovane e promettente Merkel che giocherà di nuovo nel Genoa. Tredici giocatori in partenza (anzi, ormai si può dire partiti) tutti in una volta costituiscono certamente un primato da quando Galliani e il fido Braida si occupano del mercato.

La seconda osservazione riguarda i dissidi tra alcuni di questi giocatori e il tecnico Allegri, che evidentemente non è il tipo tranquillo che vuol far credere.

Di Pato oltre ai problemi di convivenza con Ibra si sapeva anche che non andava particolarmente a genio all’allenatore. Pare che Allegri avesse preparato le bottiglie di champagne da stappare quando sembrava che l’attaccante stesse partendo a Parigi nel gennaio scorso.

Dopo l’ultima di campionato Inzaghi fece una questione di puntiglio nel salutare e ringraziare uno ad uno tutti i componenti di squadra e società, senza fare un minimo cenno al tecnico.Ovviamente c’era Ibra col suo carattaraccio che in diverse circostanze al buon Max  non gliele ha mandate a dire.

Ed è delle ultime ore la sparata di Gattuso, reduce dal debutto nel campionato svizzero col Sion, che ha dichiarato senza mezzi termini: “Io e Nesta siamo dovuti andare via dal Milan perché l’allenatore non ci voleva”.Rimarrebbero da sentire Seedorf e Zambrotta, e magari proprio l’olandese che giocherà in Brasile col Botafogo, avrebbe potuto rincarare la dose. Ma è davvero così terribile questo Allegri?

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10 Pensieri su &Idquo;Tredici milanisti partiti, una rivoluzione in parte dovuta ad Allegri. Ma è così terribile il mister?

  1. Allegri il terribile o Allegri l’aziendalista? Una rivoluzione troppo grande e, secondo me, non programmata.
    13 giocatori sono difficili da rimpiazzare……Sono proprio curioso di vedere cosa tireranno fuori….

    • Ti dico la verità, per un direttore sportivo o generale che dir si voglia, queste sono le condizioni migliori per lavorare. Galliani quest’anno secondo me si sta divertendo moltissimo perchè ha incassato l’impossibile e svacchiato altrettanto. E ora scenderà in campo per acquistare.

      • Sono d’accordo con te Nanni…situazione ideale per un direttore sportivo o uomo mercato in genere….Ma Galliani lo possiamo chiamare cosi’?

        • Beh, il mercato del Milan in tutti questi anni lo ha fatto Galliani seguendo le direttive di Berlusca sul budget e sulle scelte… politiche, e avvalendosi del procuratore di turno. Prima Damiani, poi Bronzetti e ora Raiola. Che poi lo stesso Galliani abbia voce in capitolo anche in Lega, in tivù e sugli arbitri mi sembra altrettanto assodato

  2. Allegri, che apparentemente non è terribile ma ha un bel caratterino ( è difficile che gli mettano salive nal naso, come suol dirsi), ha fatto nel Milan quello che Ranieri avrebbe dovuto fare nell’Inter e che in parte è stato fatto quest’anno. Ci sono dei senatori ( e quanti erano nelle due squadre milanesi !)che se non li fai giocare ti rompono le scatole (figuriamoci ! con Allegri, che di rompiscatole se ne intende), e quando li utilizzi sbuffano e magari ti fanno anche mano contraria. Ben vengano, pertanto, certe “ripulitine” se si fa per il bene della squadra, della Società e degli altri giocatori ( che magari gudagnano un decimo degli ex intoccabili). Il Cagliari, a suo tempo ( Presidente, Efisio Corrias; allenatore, Manlio Scopigno) , non esitò a cedere Boninsegna perchè tecnicamente ( e non solo) non andava d’accordo con Riva. Arrivato Gori, oltre a Domenghini e Poli, il Cagliari vinse lo scudetto. Gori, da centravanti, non segnò molti gol (6, due meno di Domenghini) ma risultò il compagno ideale per Riva ( 21 gol):svariava per tutto il fronte d’attacco, si sacrificava non poco per agevolare gli inserimenti centrali di Riva e, soprattutto, era felice di giocare accanto ad un campione. E finì in nazionale.

  3. Premesso che sono contrario a cambiare così tanti giocatori in un solo anno, credo che questo processo di svecchiamento andasse avviato già da qualche anno e in maniera più graduale: Inzaghi, Seedorf e Zambrotta potevano salutare già dallo scorso anno. Sugli ingaggi il Milan sta invece pagando a caro prezzo i rinnovi esagerati dopo la vittoria della Champions ad Atene nel 2007. Su Allegri: è un allenatore che sa il fatto suo, non guarda in faccia nessuno (vedere la gestione del cocco di Berlusconi -Ronaldinho-).

    • Non sarei così convinto. Credo che Allegri anche senza darlo a vedere sia molto aziendalista e che la squadra più che Berlusconi la gestisca Galliani. Ecco, credo che lui prenda ordini da Galliani o perlomeno è d’accordo con lui sulle scelte drastiche da attuare.

  4. Sono convinto anche io che si dovesse procedere gradualmente, ma credo che Allegri abbia fatto un eccellente lavoro in due anni al Milan dimostrando di non avere paura dei senatori (Gattuso e Seedorf oggettivamente avevano un’età e una corsa non più da squadra che ha grandi ambizioni), ha saputo valorizzare Boateng e Nocerino presi decisamente sotto traccia e ha lavorato con una squadra decisamente inferiore a quelle di cui ha disposto Ancelotti.. Nonostante questo ha dominato il primo anno in Italia e si è giocato sino all’ultimo lo scudetto quest’anno..
    In ogni caso secondo me questa è una buona occasione per il Milan di ringiovanire la squadra e, perchè no, di puntare su qualche giovane italiano (Poli e Destro per esempio, Per Astori da tifoso del Cag spero proprio di no).
    Per quello che è poi oggi il livello del campionato italiano si può anche puntare a un piazzamento tra le prime tre.. Il problema sarà semmai in Europa dove oggettivamente il gap è considerevole.

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