Inzaghi? Lo batte solo la Ferrari

San Nicolò a Trebbia è un paesino dell’Emilia, frazione di Rottofreno, vicino a Piacenza. Poche anime, tanta voglia di fare e darsi da fare. Ha visto crescere due giocatori della nazionale, fratelli, Simone e Pippo Inzaghi, ed è di quest’ultimo che voglio parlare oggi, perché nonostante stia per compiere 39 anni, ha ancora voglia di far gol.

L’unico intoppo potrebbe essere rappresentato dal Milan, la sua casa negli ultimi undici anni. Con i rossoneri ha giocato l’ultima partita nel maggio scorso segnando, tanto per cambiare, una rete al Novara. Di continuare non se ne parla anche perchè i rapporti con Allegri sono tutt’altro che buoni, come dimostrò il lunghissimo elenco di ringraziamenti che comprendeva cuochi, guardiani e magazzinieri ma non l’allenatore. Galliani però gli ha offerto la panchina degli Allievi nazionali, e a giorni Superpippo darà una risposta.

Lui vorrebbe continuare a far gol anche per tenere in esercizio la memoria. Non credete a quei giocatori che dicono di non ricordare le loro prodezze, tutte balle salvo rarissime eccezioni. Ma uno statistico come Filippo Inzaghi, per gli almanacchi Inzaghi I, ancora non lo si era visto. E’ capace di descriverti tutta l’azione che lo portò alla rete segnata alla dodicesima giornata di campionato 92-93 con il Leffe, dove l’allenatore era Bortolo Mutti e il presidente Maurizio Radici che poi lo volle all’Atalanta in A. Fu il trampolino di lancio per la Juve e il grande calcio perché a Bergamo vinse il titolo di capocannoniere con 24 gol.

La carriera di Pippo Inzaghi è quanto di più noioso possa sussistere per gli amanti dei racconti e, al contrario, quanto di più elettrizzante possa esistere per gli amanti dei numeri. Si condensa in 694 partite e 316 gol. Per avere un’idea, in tutta la storia del calcio, gli italiani che hanno superato quella quota prima di lui si contano sulle dita di una mano e rispondono alla leggenda: Meazza, Piola e Baggio. Poi ci è arrivato anche Del Piero, il suo “nemico” che lo convinse a cambiare aria dalla Juve, mentre a breve il cerchio potrebbe essere chiuso da Francesco Totti, a sette reti dal prestigioso traguardo.

Le vittorie sono state fedeli compagne di vita, tra l’altro di gran prestigio. I 15 trofei messi in bacheca non ammettono dubbi: 1 Mondiale con la Nazionale, 1 Europeo con la nazionale U.21, 3 scudetti, 3 Supercoppe Europee, 2 Champions League, 1 Mondiale per Club, 1 Coppa Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 Intertoto.

Se proprio vogliamo muovergli un rimprovero, così come fu bravo a ottimizzare i 20 miliardi spesi dalla Juventus per acquistarlo, limitandoci al campionato non si può dire che col Milan abbia fatto altrettanto per giustificare la spesa  di 40 miliardi più il cartellino di Cristian Zenoni (uno che ai tempi aveva il suo bel valore). Considerato che nelle ultime tre stagioni ha vissuto di rendita giocando poco e segnando appena 5 reti. Ma considerando soprattutto che in 6 di questi 11i campionati non ha superato quota 3. Colpa di brutti infortuni oltrechè dell’età, peraltro abbondantemente rimpiazzati dai 50 gol nelle coppe Europee, 70 in totale di carriera, dietro il solo Raul.

Per uscire dalla droga del gol che lo ha portato per una vita a pranzare con riso in bianco e bresaola non basterebbero i migliori istituti per tossicodipendenti. Ed è fondamentalmente su questa dipendenza che puntano il Malaga e il Watford di Pozzo, insieme un paio di club Usa e canadesi per convincerlo a continuare.

Vai Superpippo, niente ti è precluso, salvo il titolo di star di Piacenza. Quello appartiene a Isabella Ferrari e anche se di gol ne facessi mille non riusciresti mai ad ottenerlo.

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2 Pensieri su &Idquo;Inzaghi? Lo batte solo la Ferrari

  1. Ma forse è meglio che la smetta qui. Ha avuto tanto dalla vita ( e dal calcio9 per cui continuare, magari attendendo di essere utilizzato verso la fine della partita, sarebbe semplicemente offensivo per un giocatore che ha dato molto al calcio, e, meritatamente, ha ricevuto molto dal calcio.,

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