l’olandese Raiola le suona a Hollande

Dicono che la fortuna aiuti gli audaci e sicuramente il neo presidente della Francia, Francois Hollande, deve appartenere alla categoria se è vero che per arrivare all’Eliseo ha sfruttato alcune congiunture favorevoli. Per esempio l’avvicinamento alla politica quando neanche ci pensava grazie alla fidanzatina, nipote di un deputato socialista molto vicino a Mitterand. E in tempi più recenti, quando l’arresto del compagno del partito socialista Dominique Strauss Kahn  (fino ad un anno fa direttore generale dell’ Fmi, il fondo monetario internazionale) per tentata violenza sessuale ai danni di una cameriera, gli spalancò inaspettatamente le porte alle primarie contro Sarkozy.

Ma in questa sede vogliamo parlare di Hollande per la recente e indignata reazione all’enorme ingaggio (14,5 milioni di euro netti all’anno per tre anni) concesso dal Paris St Germain, la squadra della famiglia Al Thani, all’ex milanista Ibrahimovic.

 Hollande, che ha detto quello che tutti avevano già pensato perché certe cose non stanno né in cielo né in terra, ha confezionato un regalino niente male al Psg,  con l’aliquota al 75 per cento per salari superiori al milione di euro. Confezionato è proprio il termine adatto visto che il nostro uomo è stato anche sindaco di Tulle, la città che ha dato il nome alla simpatica decorazione usata proprio per le confezioni.

Ma se Hollande ha dichiarato guerra a Ibra che guadagnerà novanta volte più di lui, non ha fatto però i conti con il procuratore del giocatore, l’agguerritissimo Mino Raiola.

Questo signore, nato in Campania da una famiglia di Angri 44 anni fa, trasferitosi in Olanda all’età di un anno dove il padre cominciò vendendo panini per poi crescere con pizzerie e ristoranti, è diventato il numero uno al mondo  dei procuratori dei calciatori, o come si dice adesso degli agenti. Cominciò a 24 anni a portare in italia il velocissimo e filiforme Roy al Foggia di Zeman, e poi non si è più fermato. Oltre a Ibrahimovic ha fatto diventare milionari Nedved, Balotelli, Hamsik, e ha messo gli occhi su Insigne, il piccolo talento del Napoli che, c’è da giurarlo, gli darà a breve la sua procura. Cura gli interessi anche del giovanissimo Pogba, il diciannovenne francese che ha mandato su tutte le furie sir Alex Ferguson perché non ha rinnovato il contratto col Manchester United ed è scappato alla Juventus. Non solo, ma da anni il prode Mino ha soppiantato Bronzetti come consigliori di Galliani al Milan ed è stato il vero regista dell’operazione che ha portato da un lato Silva e Ibra sotto la Torre Eiffel, dall’altro una valanga di quattrini nelle casse rossonere.  

Visti i chiari di luna con la nuova tassazione francese, Raiola ha firmato il contratto di Ibrahimovic al netto delle tasse, così da scaricarle tutte su Al Thani che non solo è… miro, ma evidentemente è anche un po’ allocco. Immaginarsi se Carmine (il nome intero di Raiola) poteva preoccuparsi per l’indignazione di Hollande. La sua risposta è stata immediata, rilasciata alla radio napoletana Kiss Kiss. “Le polemiche in Francia sull’ingaggio di Ibra? Bisogna capire delle cose. I soldi spesi nel Psg non sono pubblici, ma di un investitore privato. Credo che la Francia e la Ligue 1 debbano solo essere solo felici che gli uomini del Qatar abbiano investito nel calcio. Mi risulta che questi signori del Qatar investano anche in altri grandi settori. Se ho letto bene, loro investono anche comprando armi e altre cose, ed il signor Hollande farebbe bene ad avere un equilibrio molto più vasto. O li vuole come investitori o non li vuole e nel secondo caso dovrebbe cacciarli dal Paese. Poi, ricordo che lo stipendio di Zlatan produce un introito notevole con le tasse francesi”.”. Per la serie béccati questo Francois. Altro che le stilettate dell’ex compagna Segolene Royal!

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2 Pensieri su &Idquo;l’olandese Raiola le suona a Hollande

  1. Raiola fa i propri interessi (percentuali altissime sul guadagno dei propri assistiti),oltre che, ovviamente, dei giocatori dei quali si è assicurato la procura. Hollande, dal canto suo, indignato come molti altri nel mondo, deve fare gli interessi del suo Paese. Che poi le tasse le debba pagare il PGS ( nel caso specifico) poca importa; meglio, riguarda i ricchi-sciocchi. Se poi, questi ultimi, fanno pure altri affari con la Francia tanto di guadagnato per i nostri cugini transalpini. Medesima …attenzione verso chi guadagna tanto in Italia (non soltanto nel mondo del calcio) ci vorrebbe anche in Italia da parte dei governanti. Ma da noi è praticamente impossibile: chi dovrebbe decidere è direttamente interessato a non aumentare le tasse ai tanti ricconi che stanno in giro. E che, in buona parte, sono pure evasori fiscali.

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