Cellino e lo stadio a Quartu: un impianto che chiede deroghe ancor prima che nasca

“Fratello ricordati che devi morire” diceva il prete a Troisi e Benigni in “Non ci resta che piangere”. Il film era ambientato alle fine del 1400, ma il detto era entrato in voga sin dai tempi dell’antica Roma ed i monaci monaci trappisti intorno al XVII secolo lo fecero diventare il loro motto. Veniva usato come monito contro la superbia ed invitava a considerare le cose terrene come passeggere.

Trasposto ai giorni nostri il senso di questa caducità, o meglio di questa provvisorietà è stato preso alla lettera dal presidente Cagliari sulla stucchevole, annosa e deplorevole vicenda riguardante lo stadio. Passi che per anni abbia contribuito allo sfascio del Sant’Elia non pagandone l’affitto come l’ultimo dei morosi. Passi, anzi non passi perché è una macchia che rimarrà indelebile nella storia del Cagliari calcio, che abbia trasferito a Trieste la sede degli incontri casalinghi. Ma che adesso costruisca a Quartu uno stadio chiedendo la deroga alla Lega calcio prima ancora che sia finito è davvero vergognoso.

Come è noto per gli incontri della serie A la capienza minima fissata per regolamento è di 20mila posti. Il nuovo impianto di Is Arenas ne conterrà invece 16mila e 800 e quindi non è abilitato per gli incontri della massima serie. Cosa fa il magico presidente? Non fa costruire uno stadio secondo regola, chiede una deroga preventiva. Il massimo della provvisorietà. O forse il massimo dell’avvedutezza perché immagina che con questa squadra rischia seriamente di scendere in B e quindi di avere lo stadio a norma.

Ma forse ha ragione lui. Fedele al motto “fratello ricordati che devi morire” cosa volete che rappresenti una quisquilia del genere nei confronti dell’eternità?

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5 Pensieri su &Idquo;Cellino e lo stadio a Quartu: un impianto che chiede deroghe ancor prima che nasca

  1. E se le deroga non venisse concessa posto che si tratta di uno stadio di nuova costruzione, o meglio, ristrutturato ? Certo che continuare a vivere alla giornata non è uno spettacolo decoroso che viene offerto all’esterno della Sardegna ( ma anche in Sardegna, sia ben chiaro). Ma come si fa pretendere di giocare in serie A e non risolvere per tempo il problema stadio ? Anch’io so che il Sant’Elia poteva essere rimesso a norma e che, soprattutto, le struture in cemento armato non rischiano di cedere. Bastava che la manutenzione, ordinaria e straordinaria, si fosse sempre fatta regolarmente e lo stadio sarebbe stato ancora agibile. Magari,aggiungo, impedendo la realizzazione di quelle inguardabili tribune in metallo e salvando la pista. Invece si è fatto poco dopo i lavori di ristrutturazione eseguiti per i mondiali del ’90 ed, anzi, si è lasciato che tutto andasse in malora. Se, per Cellino, il Sant’Elia è un capitolo chiuso, quanto meno si recuperi lo stadio facendovi giocare, come è stato già proposto, la squadra rionale che non ha un campo dove disputare il campionato di competenza. Giocare a Quartu non significa una perdita di prestigio; a patto, però, che vengano rispettate tutte le norme ( comprese quelle Uefa)che consentiranno di poter giocare senza richiesta di deroghe e permettano di riportare nella nostra regione la nazionale azzurra che manca oramai da una ventina d’anni.

  2. Is Arenas è un campetto di periferia con degli spalti fatti in tubi innocenti….altro che stadio…
    E ancora ci son da fare gli spogliatoio a norma e l’illuminazione.
    Forse forse bastava investire due soldini ogni anno nel sant’elia per avere uno stadio dignitoso.
    Le deroghe sulla capienza nemmeno le commento…prima voglio vedere se il resto lo sistema per l’inizio della stagione!

  3. Come al solito la colpa è degli altri. Il Cagliari non ha ancora avviata la campagna abbonamenti ? La colpa è di coloro che hanno preteso il rimborso delle quote -partite non godute nello scorso campionato. Nel mondo del calcio ci sono pretese che definire assurde sarebbe un eufemismo. Ho sbagliato tenendo un comportamento non lecito ( che poi si chiami omessa denuncia non ha molta importanza) ? Bene: al massimo potete condannarmi a tre mesi di sospensione e ad una ammenda da devolvere in beneficenza.Prendere o lasciare. La commissione disciplinare non ha preso nè lasciato. Ha detto no al patteggiamento e tanti saluti (anche al procuratore federale Palazzi, che si era dichiarato d’accordo con la richiesta di patteggiamento). E i dirigenti bianconeri protestano.
    Ho una squadra in serie A e manca lo stadio dove farla giocare ? La porto in un’altra città e se gli abbonati protestano se la prendano in prima istanza con chi non concede di costruire un nuovo stadio dove voglio io, quindi con quegli abbonati che hanno chiesto il rimborso di parte degli abbonamenti pagati con largo anticipo. E forse ci sarebbero tanti altri esempi di richieste irragionevoli. Ci pensino Lega e Federcalcio a porvi rimedio, altrimenti finiremmo davvero nell’anarchia.

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