Quarant’anni dopo Riva anche Di Natale ha rifiutato la Juventus e il Milan

Antonio Di Natale parla un po’ come Checco Zalone e per questo non sempre risulta comprensibile. In conferenza stampa a Udine ha dichiarato che “la squadra ha comprato un sacco di gente nuovi” e a quel punto qualcuno si è guardato intorno pensando che uscisse fuori il comico napoletano di “Casco dalle nubi”. L’attaccante che due anni fa rifiutò il trasferimento alla Juventus è stato però molto chiaro quando una giornalista gli ha chiesto se fossero tutte cavolate le voci di un interessamento del Milan per il suo acquisto. Non molto convinta evidentemente del quesito che probabilmente gli era stato suggerito e non era farina del suo sacco, la cronista non si è neanche resa conto della risposta: “No, no, è tutto vero – ha detto Di Natale –  si sono fatti vivi a giugno ma ormai non lascerei Udine neanche per il Real Madrid”. A quel punto mentre il brusio in sala aveva lasciato spazio ai commenti di meraviglia, la stessa cronista ha capito: “Ma allora stai dicendo che era vero!”. E’ venuto così a galla un episodio che sarebbe passato probabilmente inosservato. Tra l’altro nel giorno in cui Berlusconi ha dichiarato che la politica del Milan è orientata verso il ringiovanimento della rosa (Di Natale ha 35 anni!).

A distanza di quarant’anni la storia si ripete. Allora fu Gigi Riva a dire di no alla Juve (l’ultima nel 73) e al Milan (nel 74), ora con la stessa successione Di Natale ha preso l’identica decisione che in un mondo avido di soldi e di guadagni pochi avrebbero preso. Naturalmente il paragone finisce qui. Però l’augurio per Di Natale è che anche lui possa coronare il sogno di vincere lo scudetto con una squadra fuori dal giro delle grandi. E Udine lo meriterebbe per quello che ha fatto in tutti questi anni.

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5 Pensieri su &Idquo;Quarant’anni dopo Riva anche Di Natale ha rifiutato la Juventus e il Milan

  1. Parafrasando quanto scrisse Dante del Conte Ugolino della Gherardesca nel XXXIII canto dell’Inferno, potremmo dire su Di Natale: più che i baiocchi potè il riguardo per se stesso. Meglio continuare e magari concludere la carriera calcistica a Udine, tra gente che gli vuole anche quando non segna (per la verità è capitato di rado), che in un grande club dove ti chiedono soltanto di segnare. Quasi una ripetizione della bella storia scritta da Gigi Riva. A resistere, ci provò anche Virdis, ma poi cedette anche, si dice, per le pressioni che il club bianconero fece sullo zio di Riola Sardo, il politico Giovannino del Rio. Bravo, quindi, Di Natale, che non si è fatto incantare dalle sirene torinesi; e brava l’Udinese che non ha fatto pressioni sul suo giocatore perché accettasse di lasciare il Friuli per tanti soldi che sarebbero arrivati al club che davvero meriterebbe di ripetere quanto riuscì al Cagliari ed al Verona.

  2. Alludo al fatto che ha bisogno di avere il fronte di attacco solo per lui senza prime punte ingombranti.
    Infatti a Udine ha fatto sognare solo in coppia con il nino meravilla.

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