Ma il diesse Sabatini è un eroe o un asino?

Leggo che il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini, classe 1955, ruolo da giocatore mezz’ala, ex promessa mai mantenuta nel Perugia di Castagner e da anni apprezzato diesse, sarebbe in prossimità di un processo di beatificazione perché da giugno a oggi avrebbe “sganciato” da vincoli contrattuali con la Roma ben 43 giocatori, ottenendo una diminuzione delle spese di ingaggio di 19,7 milioni di euro. Ricordando che appena l’anno scorso questo signore è stato l’artefice dell’arruolamento di un inventore del calcio che corrisponde al nome di Luis Enrique; che sempre l’anno scorso ha fatto spendere alla società degli americani (per questo in fuga o quasi) settanta milioni di euro per ottenere la miseria di un settimo posto. E ricordato che questi 43 giocatori sono stati ceduti per buona parte se non tutti a costo zero, cioè rinunciando completamente al valore di mercato degli stessi giocatori, vorrei capire dove sta la beatificazione di Sabatini.

Ah, dimenticavo, gli ingaggi di alcuni giocatori concessi l’anno scorso sono da corte marziale per il diesse: il portiere di riserva Curci (il terzo dopo Stekelenburg e Lobont), noto “saponetta” o anche “talpa” perché non vede i tiri da lontano, prendeva 1milione e 100 mila euro! L’esterno destro Rosi, che non si capiva se facesse il terzino o l’ala e comunque si trovava sempre nel punto opposto a quello in cui viaggiava il pallone, guadagnava 700mila euro. Ma il più incredibile era il centrocampista Greco, un carneade che per giocare è dovuto emigrare in Grecia per l’appunto, pigliava 1milione e 250mila euro. Si parla di ingaggi al netto delle tasse.Se Sabatini è da beatificare Mengele era San Francesco.

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2 Pensieri su &Idquo;Ma il diesse Sabatini è un eroe o un asino?

  1. Improvvisamente i dirigenti di Società hanno scoperto che gli “stipendi esentasse” ai giocatori incidono troppo sui bilanci. Lo hanno scoperto in ritardo e ora cercano di porvi rimedio non ridimensionando gli stipendi ( chi ci sta ci sta) ma cedendo “a gratis o quasi” una componente del capitale. E’ chiaro che Sabatini molte situazioni le ha ereditate, ma il problema, a prescindere, non è Sabatini ( o soltanto Sabatini); i problemi sono sorti con i presidenti paperoni ( i cosidetti ricchiscemi),e già molti anni fa, Rozzi, il vecchio presidente dell’Ascoli costruttore di stadi in tra mesi, denunciò l’insostenibilità di certi ingaggi. Rimase inascoltato e in certi casi perfino sbeffeggiato se non insultato, e non poche Società gli scipparono i migliori giocatori offrendo loro ingaggi che Rozzi non poteva proporre. Rozzi non c’è più, ma i nodi sono venuti al pettine. Con buona pace di gente come Moratti, Galliani (o chi per lui) e di tanti altri sull’orlo della bancarotta.

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