Altro che Italia-Inghilterra. Grazie a Valentini abbiamo conosciuto la Gladio del calcio con Albertini e Sacchi

Premesso che si è visto di peggio e che lo spettacolo non mi ha neanche annoiato più di tanto, mi domando che senso abbia organizzare amichevoli in questa fase della stagione se poi una sfida del calibro di Italia-Inghilterra vede da una parte 12 esordienti azzurri e dall’altra un portiere (quello del primo tempo che acchiappava farfalle ma non certo i tiri indirizzati nello specchio della porta) che gioca nella quarta serie inglese. Delle due l’una, o cambiano calendario, o cambiano Ct e ci mettono quelli delle formazioni sperimentali o dell’under, come preferiscono

Tra l’altro, a conferma di quanto scrivevo ieri, probabilmente i due migliori esordienti sarebbero stati quelli che non hanno giocato a Berna ma che il monarca Sacchi ha fatto convogliare nell’Under 21 del suo pupillo Devis Mangia per consentirgli un esordio in pompamagna come poi è avvenuto. Mi riferisco a Insigne e Immobile che ci hanno messo 12 minuti per stendere l’Olanda a domicilio con un gol a testa, per poi chiudere sul 3-0 grazie a una rete di Florenzi, altro fiore all’occhiello del vivaio della Roma che con il Crotone l’anno scorso ha fatto vedere numeri da vero campione (altro escluso eccellente dalla nazionale maggiore sempre per far bello Mangia) . Rispetto ai pur promettenti El Sharaawy, Gabbiadini e Fabbrini in questo momento hanno sicuramente più frecce al loro arco gli ex allievi di Zeman.

A proposito dell’intrusione di Arrigo Sacchi, vedo che parallelamente alla Nazionale ufficiale, quella che tutti conosciamo con Abete presidente e Prandelli Ct, ne è nata un’altra, almeno così si è capito dalle parole del sempiterno e immarcescibile Antonello Valentini, passato dal ruolo di capoufficio stampa a quello di direttore generale della Figc. Valentini ai microfoni Rai (poi ci arrivo alla Rai…) durante l’intervallo ha parlato del Club Italia con Demetrio Albertini presidente e Arrigo Sacchi coordinatore. Ho pensato ad un errore, ma poi mi sono informato ed ho scoperto che il Club Italia è l’organismo che unifica e coordina  la gestione di tutte le squadre nazionali. Insomma, si sono inventati una sorta di Gladio del calcio fatta a uso e consumo di casa Milan (l’estrazione è quella, non ci possono essere dubbi), Continuando di questo passo non ci sarà da meravigliarsi se a breve Abete e Prandelli torneranno a casa, visto che i sostituti già ci sono.

Il finalino mi sia concesso, vorrei dedicarlo al telecronista Rai Bruno Gentili, che tra i suoi compiti dovrebbe occuparsi di apprendere la pronuncia dei cognomi dei giocatori e non inventarsi gli accenti. Sirìgu non si può sentire, e il bello è che al suo fianco Dossena pronunciava giustamente Sìrigu. Gentili, che probabilmente ha passato troppi anni come secondo del grande Sandro Ciotti per pretendere di diventare un buon “primo” radiotelecronista, sembrava la buonanima di Gino Rancati da Torino che si ostinava a chiamare Caùsio il giocatore della Juve.

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4 Pensieri su &Idquo;Altro che Italia-Inghilterra. Grazie a Valentini abbiamo conosciuto la Gladio del calcio con Albertini e Sacchi

  1. Nanni, non vorrei sbagliarmi, (e credo tu lo sappia, ne fai solo un caso di “uso comune”) ma credo la pronuncia esatta fosse proprio Caùsio, così come il Tarcisio nazionale si pronunciasse Burgnìch, con l’accento tonico sulla “i”, e con la “ch” dura: “Burgnìk”, insomma.
    D’accordissimo che Gentili e Dossena non si possono sentire, tanto e vero che dopo 15 minuti di orrori, e di critiche al nostro Astori (fosse di una grande non si sarebbero permessi) ho optato per guardarla dal satellite in un canale straniero… Ma solo il primo tempo, poi sinceramente mi sono stufato e ho preferito fare altro.

    • Vabbè, allora mettiamola così: Gino Ràncati era l’unico che ci avesse visto giusto. Seguendo il suo percorso degli accenti immagino che allo stesso modo dicesse Nuòro e non Nùoro. Ps: segnalami il canale straniero, la prossima volta lo seguo anch’io.

  2. Nel tempo, non sono stati pochi gli errori commessi nella pronuncia dei nomi e cognomi. In occasione di un giro d’Italia ( era l’anno 1960 ed alcune tappe si svolsero in Sardegna)sentimmo Macòmer, Paulilatìno, Arbòrea, appunto Nuòro, fino ad Iglesìas. Si dirà: cose che capitano. Certo possono capitare, ma chi lavora per una Tv ( specie se si tratta della Rai)certi errori non dovrebbe commetterli.Ma oramai passa tutto. Su Bruno Gentili sarei meno severo: è stato radiocronista in un periodo dominato da Enrico Ameri e Sandro Ciotti, e come terzo non sfigurava affatto.Il problema, ora nasce dal fatto che il commento di una partita in Tv vuole ritmi e pause differenti rispetto alla radio. Ma Gentili, per me, resta un ottimo professionista, anche se meriterebbe voto zero per quel Sirìgu pronunciato in alternanza con Sìrigu. E questo ha dell’incredibile.

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