Venti paganti a Trieste: perchè Cellino espone il Cagliari a queste figure?

A una settimana dall’inizio del campionato il Cagliari si è reso protagonista di un’altra figuraccia storica, di quelle che nella sua gloriosa storia non avrebbe mai immaginato di dover fare. Venti spettatori paganti per l’uscita in Coppa Italia contro Lo Spezia, ancora una volta a mille chilometri di distanza dalla sua sede. Perché avviene tutto questo, mi chiedo? E’ giusto che la società più rappresentativa nel panorama sportivo regionale (col rischio concreto che il Banco di Sardegna di Sassari la soppianti) debba sottostare alle decisioni insensate del suo presidente? E’ giusto che una società che percepisce introiti nell’ordine dei trenta se non quaranta milioni di euro l’anno, si esponga a figuracce del genere per non aver investito un euro per decenni sull’impiantistica?

Figuracce che fanno il paio con i quattro incontri giocati sempre a Trieste l’anno scorso, incontri interni di campionato si badi bene, con relativa presa per i fondelli degli abbonati oltrechè di tutti i tifosi sardi. Figuracce che sono destinate a riproporsi con l’assurda vicenda dello stadio di Is Arenas, un impianto costruito in fretta e in furia con l’avallo della giunta quartese che solo per questo si è infilata in un ginepraio di polemiche (milioni e milioni di euro stanziati con tutti i problemi che ci sono a Quartu, solo per i buoni rapporti tra sindaco e presidente rossoblù, con grave detrimento delle società locali di calcio, basket e volley che non hanno più un campo e neanche il palazzetto). Un impianto nato monco prima di cominciare, assolutamente inadeguato per i parametri imposti per la serie A, come si evidenzia dalla deroga richiesta per una capienza inferiore a quella stabilita, e per tutta una serie di mancanze che l’ingegner Carlo Longhi, ex arbitro internazionale e rappresentante dell’impiantistica per la Lega calcio (fa parte anche dell’Osservatorio Nazionale sulle manifestazioni sportive istituito dal dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno), fingerà di non vedere rischiando anche in proprio. Perché sulla sicurezza degli spettatori in quella scatoletta di tonno nessuno può metterci la mano sul fuoco. Sento parlare di stadio all’inglese, con i tifosi finalmente in condizioni di vedere lo spettacolo da due passi. Ma in Inghilterra non esistono stadi costruiti sui tubi – più colpevoli che Innocenti a questo punto – che rischiano di crollare al minimo rollìo dei tifosi. Ci sarà da divertirsi poi con i problemi di viabilità, con il traffico presumibilmente in tilt in entrata e in uscita. Tutto questo per l’avidità di voler sempre prendere e mai dare, neanche il dovuto. Perché se il Sant’Elia si è ridotto in quelle condizioni è grazie ai mancati interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria che sarebbero dovuti spettare al Cagliari calcio e al Comune di Cagliari. Un sentito ringraziamento ai rappresentati dei due enti.

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12 Pensieri su &Idquo;Venti paganti a Trieste: perchè Cellino espone il Cagliari a queste figure?

  1. Chi conosce Massimo Cellino da tempo, sa che a lui dei tifosi interessa ben poco, salvo asserire il contrario (talvolta, non sempre). La figuraccia di Trieste è soltanto l’ennesima della lunga serie inanellata dal presidente rossoblù, ma non sarà l’ultima. La sua arroganza è nota, non si ferma neppure di fronte ai giudici dei tribunali. Figurarsi se si pone il problema di rispettare la gente che paga abbonamento o biglietto per seguire la squadra del cuore. Sono curioso di sapere come andrà a finire la “class action” intentata da decine di abbonati che, l’anno scorso, sono stati privati del piacere per il quale avevano pagato in anticipo. La vicenda dello stadio Arenas, infine, era annunciata da tempo: tutti gli impianti costruiti all’interno dei centri abitati, richiedono misure di prevenzione e sicurezza che creano inevitabilmente dei problemi ai residenti. Ma Cellino, lo sappiamo, non abita a Quartu Sant’Elena…

  2. Ma la Dinamo come immagine e risultati è già la prima realtà in Sardegna e se da sassarese non può che farmi piacere, da tifoso del Cagliari è piuttosto deprimente. Se fosse vero che l’anno scorso Cellino ha pensato di entrare nel basket, spero a questo punto che invece sia Sardara a interessarsi di calcio

  3. Proprio tutto non è stato detto. Ad esempio: se è vero che Cellino disponeva dei denari sufficienti per costruire un nuovo stadio, perché non l’ha fatto ? E’ vero che sperava di disporre di un terreno vicino all’aeroporto, ma chi ha mai creduto che lo stadio potesse davvero sorgere in una zona pressoché proibita ? La verità vera è che ha sempre sperato in una soluzione che non gli costasse tanto denaro. C’è riuscito a Quartu con il Comune pronto a spendere una barca di milioni per – si dice – valorizzare tutta la zona adiacente lo stadio. Tanti soldi in una volta per consentire lo svolgimento delle partite di una squadra che niente ha a che vedere con la città, mentre decine di altre zone sono prive di illuminazione, fogne, acqua e tanti altri servizi per i quali gli abitanti pagano le tasse. Meditate gente, meditate !

  4. Dopo tanti anni in cui abbiamo lottato per la salvezza, non è giunto il momento di tentare qualcosa di più? I tifosi del Cagliari vogliono sognare! In particolare ho il sogno di vedere il Casteddu in finale di coppa Italia o nelle prime 6 della serie A. Ci vuole la svolta.

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