Mancosu, l’ultimo talento bruciato dal Cagliari

Il Cagliari ha la capacità non comune di annientare le doti dei suoi giovani più promettenti fino ad annullarle. L’ultimo esempio in questione è rappresentato da Marco Mancosu, un ragazzo ormai non più giovanissimo (è del 1988 e proprio domani compie 24 anni), cui la società di viale La Playa ha dato probabilmente il colpo di grazia cedendolo al Benevento. Per chi non lo ricorda Marco Mancosu debuttò in serie A con la maglia rossoblù a soli 18 anni, segnando il gol della bandiera contro l’Ascoli (finì 2-1 per i marchigiani)  nell’ultima giornata del campionato 2006-2007. Era così promettente nel suo ruolo di mezza e all’occorrenza seconda punta, che giocò in ben quattro rappresentative azzurre: under 16, 17, 20 e 21, per un totale di 12 presenze. Col Cagliari fece 13 presenze, tutte in A, mentre altre 12 le sommò nei prestiti di Rimini e Empoli in B, quand’era ancora giovanissimo. Il Cagliari per sua sfortuna continuò e continua tuttora (seppur in comproprietà) a tenere il suo cartellino nonostante nelle ultime due stagioni Macosu abbia sempre giocato a Siracusa in C1. Sono stati due campionati difficili perché la C1 meridionale è un banco di prova estremamente selettivo e se non hai carattere non sopravvivi. Il giovane cagliaritano ha superato brillantemente lo scoglio del duro impatto giocando 32 gare nella prima stagione, impreziosita da una valanga di assist (il suo fiore all’occhiello) e 3 gol. Tutti parlavano di lui come di uno dei migliori giocatori della categoria, ma il Cagliari, impegnato com’è sempre stato a ignorare i suoi talenti per affidarsi ai Ceppelini di turno, non se l’è ripreso e l’ha lasciato un’altra stagione in Sicilia. Un altro al posto suo si sarebbe smontato, ma Mancosu, ormai diventato un vero professionista, ha fatto anche meglio della stagione precedente, inanellando 34 prestazioni, una migliore dell’altra, confermando le sue doti di uomo assist e migliorando sensibilmente anche in zona gol con 8 centri. Di nuovo tutti a magnificare le doti di Mancosu e tutti a invidiare il Cagliari che sicuramente lo riporterà a casa. Cosa ti combina invece la società rossoblù? Una bella cessione al Benevento e via. Cosa siamo certi che non se ne parlerà più. Con tutti i Rui Sampaio che ci sono in giro, cosa volete che ce ne freghi di un Mancosu qualsiasi. Fatto in casa per giunta. Tra i sanniti ha trovato come allenatore Carmelo Imbriani, che è stato uno dei calciatori più raccomandati della storia (tra l’altro debuttò in A in un Napoli-Cagliari 1-2 con Lippi allenatore). Basti pensare che pur giocando per buona parte della carriera da attaccante, in oltre 300 partite ha segnato la miseria di 15 reti. Però ogni anno trovava squadra in quanto raccomandato da Clemente Mastella che lo ha seguito passo passo, senza mai rassegnarsi alla sua evidente incapacità. Speriamo che come allenatore valga un po’ di più. Ora che ci penso, ma non sarà che Mancosu sia finito lì per fare un favore a Mastella, tuttora eurodeputato del Pdl?

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7 Pensieri su &Idquo;Mancosu, l’ultimo talento bruciato dal Cagliari

  1. Una storia triste per certi versi, ma sicuramente promettente per altri. Triste perché , a 24 anni e dopo avere dato prova di qualità, è costretto a giocare lontano dalla sua regione, e per giunta in una squadra del sud dove spesso finiscono molti giocatori senza un futuro o al termine della carriera. Così non è e non dovrebbe essere per il “nostro”ragazzo. Tuttavia, se proprio non volevano riportarlo a Cagliari, almeno lo avessero dato in prestito ad una squadra del nord, sicuramente più seguite dagli scopritori di talenti, dove sono finiti ( e si sono affermati)
    tanti giocatori sardi: Vanni Sanna nel Novara, Cuccureddu prima al Brescia e poi alla Juventus; Renato Caocci, Matteoli, Diomedi, i gemelli Piga e tanti altri ancora . Ma, e ne sono convinto, proprio questi precedenti dovrebbero insegnarci che , spesso, è meglio affermarsi fuori casa piuttosto che rientrare e trovarsi perennemente in panchina. Come è sempre accaduto e potrebbe ancora accadere. Buona fortuna, Mancosu.

    • Grande Diomedi che non giocò col Bari a Cagliari nel giorno dello scudetto. Sicuramente per infortunio o scelta tecnica, ma mi piace pensare che l’abbia fatto per non intralciare il sogno di tutta l’Isola.

      • Marcello Diomedi giocò con il Bari il 12/04/70, fu sostituito da D’Addosio a trenta minuti dalla fine. Lo ricordo perchè fu l’unico giocatore sardo in campo. Dico bene o non ho capito la tua replica.. 🙂

        • Grande Maurizio, il ragionamento che ho fatto resta, ma mi hai colto in castagna perchè è vero che giocò la prima parte di gara. Tra l’altro in quella partita c’ero perchè mio zio Angelo trovò miracolosamente due biglietti.

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