L’esame di Zè Eduardo

E’ durato poche ore il sogno del povero Zè Eduardo al Milan, trattato come l’ultimo dei novellini (nessun riferimento ad Adriano Novellini, nato a Mariana Mantovana nel 1948, autore di una carriera discreta con Atalanta, Juve, Cagliari e Bologna e di una tipletta in Coppa delle Fiere con il Rumelange nel 1971 che lo impose come sostituto dell’infortunato Bettega). Questo Zè Eduardo, classe 1987), da non confondere con l’omonimo del 1991 che il Parma ha prestato al Padova,  di professione attaccante, ha girato mille squadre in Brasile prima di trovare il successo col Santos dove ha vinto due campionati e una coppa Libertadores. Non ha propriamente l’aspetto di un atleta perché tende ad avere qualche chilo di troppo (non molti per onestà), ma decisamente non può definirsi fortunato il suo approccio con il campionato italiano. Già l’anno passato avrebbe dovuto vestire la maglia del Genoa, ma l’accordo venne trovato dopo la chiusura del mercato e dovette rimanere un altro anno in prestito al Santos. Quando poi arrivò in Italia, giocò solo 9 volte in campionato. Adesso, secondo le sinergie introdotte ormai da tempo fra Genoa e Milan, avrebbe dovuto effettuare un periodo di prova in rossonero, ma quando Allegri glielo ha detto, ha risposto  piccato che per uno che aveva vinto la Libertadores era assurdo dover sostenere un esame. Eppure un altro celebre Eduardo avrebbe dovuto insegnargli che “gli esami non finiscono mai”.

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