E il Cagliari “balla” in attesa del sì del prefetto

“Sciolgo le trecce e i cavalli – corrono – e le tue gambe eleganti – ballano – balla per me balla balla, tutta la notte sei bella, non ti fermare ma balla, fino a che… “. Ricordate il ritornello di quella canzone che ci fece venire l’esaurimento nervoso verso la fine degli anni Settanta? A distanza d’anni quello stesso esaurimento stanno rischiando di prenderlo quelli del Cagliari per la vicenda dello stadio.

Solo adesso si accorgono che la scelta di giocare a Trieste l’anno scorso è stata una delle più grandi sciocchezze commesse nella storia rossoblù. Fino a ieri sembrava la più grande dritta della storia. Così dritta che gli abbonati buggerati dal trasferimento delle partite interne a mille km di distanza da Cagliari indissero una class action per essere rimborsati. Ci voleva la minaccia della Lega che ha imposto di giocare al Rocco la gara interna di domenica con l’Atalanta, in assenza dell’ok del prefetto per l’impianto di Is Arenas, per fare uscire Cellino dalla barzelletta che quella di Trieste era da considerarsi la soluzione migliore. Così la società, non potendone più di quello stadio così lontano, ha concordato una sorta di agitazione con la squadra (prima si era parlato di sciopero ma il rischio era quello di essere penalizzati in classifica), al fine di indurre il prefetto a concedere il nullaosta per l’incontro a Is Arenas a porte chiuse. Cosa che in qualche modo avverrà per la grande pressione esercitata dagli organi di informazione (L’Unione Sarda in primis) che da sempre appoggiano l’assurda scelta del piccolo stadio quartese noto come Rio Mare o se preferite Nostromo perché altro non è che una scatoletta come quelle che contengono il tonno.

Curiosamente Trieste è anche la sede precedente del prefetto Giovanni Balsamo, concittadino e omonimo del più noto Umberto che ci tartassò per anni con quella canzoncina di cui sopra. Corsi e ricorsi storici. Speriamo che non si ripetano anche gli esaurimenti.

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6 Pensieri su &Idquo;E il Cagliari “balla” in attesa del sì del prefetto

  1. Il comunicato ufficiale della Lega calcio, n. 32 del 29 agosto 2012, dice chiaramente che è stato il Cagliari, all’atto dell’ammissione al campionato serie A Tim 2012-2013, a indicare Trieste per l’attività interna ufficiale della Società. Anche il calendario delle partite, riportato dalla medesima Lega, indica Trieste per tutte le partite interne. Come mai è stato indicato Trieste come prima sede e non Quartu, con Trieste come seconda sede ? E’ chiaro che l’Atalanta non accetterà mai di giocare a Quartu, neppure a porte chiuse. E questo per ovvii motivi. Ora si ricorre allo sciopero dei giocatori per fare pressioni su Prefetto, Questura, Commissione di vigilanza e così via. Ma intanto lo sciopero non si farà mai ( averlo proclamato è semplicemente ridicolo), la partita con l’Atalanta -secondo il comunicato ufficiale – si giocherà a Trieste e chi di dovere dovrebbe recitare un bel mea culpa. Con buona pace di quanti attribuiscono i guai del Cagliari a coloro che hanno il dovere di far rispettare leggi e regolamenti.

  2. A quest’ora in Questura a chiedere al Questore l’elemosina di un terreno di gioco dove far disputare la partita con l’Atalanta. E’ semplicemente vergognoso che si sia arrivati a questo punto perché convinti che si potesse prima realizzare lo stadio ad Elmas ( a due passi dall’aeroporto: figuriamoci !), poi di sconfiggere il tempo a disposizione per “rivedere” e mettere a norma lo stadio di Is Arenas. Nel frattempo si chiedono soldi ai Comuni di Elmas e Cagliari. E l’Atalanta ? Mai e poi mai accetterebbe di giocare a Quartu ora che la Lega ha ufficializzato la sede richiesta dello stesso Cagliari: Trieste. E’ tutto una grande buffonata, compresa la storiella dello sciopero. E intanto a Quartu, tra pista distrutta e palazzetto occupato, tante Società di basket, calcio a cinque, basket in carrozzina, pallavolo, atletica e così via, dovranno cercarsi …alloggio. Bell’affare per gli sportivi quartesi ! E fra tre anni, Cellino porterà via la squadra e le tribune Innocenti perchè scadrà la convenzione, e gli amministratori dovranno provvedere a ripristinare la pista e chissà quant’altro. Mentre interi quartieri sono senza luce, strade e servizui.

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