Mercato: la competenza paga sempre

Nel vasto panorama calcistico, una figura sempre più rara è quella del direttore sportivo che decide le operazioni di mercato. Nel Cagliari, per esempio, non esiste. Il presidente Cellino così come molti suoi colleghi hanno rapporti con quattro o cinque procuratori cui chiedono consigli per i ruoli che ritengono scoperti e di conseguenza hanno un orizzonte molto limitato su cui operare, perché spesso questi consigli non sono disinteressati, anzi. Nella maggior parte delle volte, se non in tutte, i nomi indicati sono quelli di giocatori della stessa scuderia dell’agente.

Ecco perché avere un direttore sportivo che conosce bene l’universo calcistico, se non mondiale, almeno europeo, e se non europeo almeno di casa nostra,  consente di risparmiare molti quattrini e di proporre ragazzi semisconosciuti che una volta affermati consentiranno alle società di incassare tanti soldi e di mettere a bilancio le famose plusvalenze.

In tal senso la Fiorentina dovrebbe fare un monumento (tardivo visto che nel frattempo l’ha licenziato) a Pantaleo Corvino, il diesse che ha lasciato il posto a Pradè. Sui motivi dell’allontamento concordo in pieno, visto che nelle ultime due stagioni il crollo verticale dei viola è dipeso anche dalle scelte sbagliate del diesse, forse distratto dalla figura del figlio procuratore e dai dissidi nati con molti giocatori della rosa che non volevano sentire di firmargli la procura… Resta il fatto che con un paio di operazioni portate a termine a prezzi non eccessivi, Corvino ha consentito alla famiglia Della Valle di mettersi al riparo dalla crisi e di poter operare su questo e sul prossimo mercato. Basterebbe citare il fiore all’occhiello Jovetic, per il quale qualche giorno fa è stata rifiutata un’offerta di 30 milioni cash dalla Juventus. Jovetic, per la verità era già abbastanza noto quando arrivò alla Fiorentina nel 2008 a 18 anni e mezzo. Tanto è vero che costò 8 milioni di euro mica bruscolini. In tal senso se non un monumento, almeno una statuetta la meriterebbero anche i Della Valle che diedero l’ok all’operazione.

In proporzione il diesse (che scoprì alla stessa età Vucinic e sfiorò Berbatov ai tempi del Lecce) ha avuto un fiuto ancora maggiore con il difensore Nastasic, serbo arrivato a Firenze nel mercato di gennaio del 2011 quando i 18 anni doveva ancora compierli, per 2,5 milioni. Ora finirà alla corte di Roberto Mancini al Manchester City per una cifra vicina ai 15 milioni più il difensore Stefan Savic, classe 1991, montengrino come Jovetic, nazionale assai promettente, rifiutato anni fa dall’Arsenal dopo un periodo di prova, quindi al Partizan che lo cedette per 6 milioni ai Citizen. Alla resa dei conti in 18 mesi il valore di Nastasic è cresciuto di 8 volte  e mezzo quello che era stato pagato. Mica male no?

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2 Pensieri su &Idquo;Mercato: la competenza paga sempre

  1. Certi club non hanno interesse ad avere un Direttore sportivo. Bastano alcuni osservatori, neppure tanto bravi nello scoprire talenti, e si procede agli acquisti. Che sono quasi sempre sballati, nel senso che agli osservatori basta incassare il compenso e sperare che qualcuno riesca a fare qualcosa di buono. Certo, non tutti i club si comportanto così, ma i casi non sono rari. Mi sono sempre domandato: come mai in Sardegna non nascono più ( o non vengo volutamente scoperti) i vari Matteoli, Cuccureddu, Virdis, Piras, Piga e vari altri ? Una domanda che meriterebbe una risposta che io, in verità, mi sono già data.

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