La Juve stravince con Valeri e Giovinco

Quando l’arbitro cancella la partita. Valeri di Roma ha deciso l’esito di Udinese-Juventus dopo appena 14 minuti. Fischiando il rigore dopo parecchi secondi ha fatto capire di non aver visto, ma di essere stato informato di quello che era che era successo nell’area friulana da qualche suo assistente. Peraltro questi ci ha preso a metà, nel senso che il rigore andava fischiato, ma non per  l’uscita di Brkic su Giovinco, semmai per la spinta di Danilo ai danni del piccoletto. Il particolare non è secondario perché dallo scambio di persona è nata l’espulsione del portiere che invece non aveva commesso fallo da ultimo uomo.

Fatto sta che da quel momento, l’Udinese sotto di un gol per il rigore trasformato, si è trovata a dover inseguire in dieci. E con i problemi scaturiti dalla bramosia di guadagni dei Pozzo (con 15mila abbonati avevano proprio bisogno di smantellare la squadra per fare un attivo di quasi 20 milioni?), è sparita dalla scena facendo puro atto di presenza per i restanti 76 minuti.

Da segnalare la doppietta di Giovinco che alla vigilia sembrava non dover neanche giocare. Due gol, un rigore procurato e la Formica atomica è tornato quello che a Parma imperversava. Conte può stare tranquillo. Valeri pure. Chi sbaglia a favore delle grandi male che vada diventa internazionale, e se lo è già viene designato per i mondiali.

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Un pensiero su &Idquo;La Juve stravince con Valeri e Giovinco

  1. Gli errori continuano, nonostante l’aumentato numero di uomini che devono giudicare i falli, verificare se il pallone ha superato oppure no la linea di porta, evitare scambi di persona e così via. Dagli attuali sei ( con notevoli spese in più) si potrà arrivare ad avere dieci giudici in campo, ma gli errori non potranno mai essere eliminati del tutto. Forse ridotti, mai eliminati. C’è solo da sperare che si tratti, eventualmente, di errori commessi in buona fede. Del qual cosa non ne dubito. Per quanto riguarda il risultato, forse è eccessivo, ma l’Udinese, quest’anno, è partita davvero male. Guidolin lo sa che difficilmente potrà ripetere il campionato scorso ( anche per questo aveva lasciato intendere che potrebbe non restare a Udine) e sa pure che non sempre Di Natale potrà togliere le castagne dal fuoco. Il…pozzo , prima o poi, si prosciuga. Ed è quanto è accaduto con le non poche importanti cessioni.

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