Cuper, le sconfitte e la camorra. E’ vivo per miracolo

Quando il Sole 24 ore ha riportato la notizia confesso che non ci volevo credere. Hector Cuper che intasca 200mila euro dalla camorra è già difficile da immaginare. Se poi rifila il bidone scrivendo in un foglietto le quattro partite combinate dei campionati spagnolo e argentino e queste partite finiscono in maniera diametralmente opposta, o è un genio o uno che ha fretta di morire.

Eppure questo giochetto non è una barzelletta raccontata da chi gli vuole male. Hector Cuper è tuttora indagato dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli per riciclaggio e per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Ci sono le conversazioni registrate con i malavitosi (che avevano deciso di ricattarlo) e la sua stessa ammissione quando, messo alle strette, non ha potuto più negare. “E’ vero, ho preso quei soldi ma servivano a mia suocera” è stata l’ultima perla di questa vicenda che poteva finire molto male per l’hombre vertical che batteva la mano sul cuore dei propri giocatori.

Già, perché la camorra aveva scommesso e perso un sacco di soldi su quelle partite del 2006-07, ragion per cui partì la rappresaglia con due uomini del clan D’Alessandro che arrivarono a Santander in Spagna, dove Cuper allenava, ben due volte, riuscendo ad entrare in campo per minacciare davanti ad arbitro ed avversari l’allenatore argentino. “O ci ridai i 200mila euro o muori”. E Cuper si fece piccolo piccolo (ecco come nacque la Mini Cuper) poi prese il primo biglietto aereo e scappò con destinazione Turchia. Lì allena l’Ordusport, squadra non molto conosciuta della massima divisione dove gioca un certo Agus, che non è un sardo trapiantato ma uno spagnolo il cui nome intero è Agustin.

Calcisticamente Cuper è stato uno degli allenatori più perdenti in assoluto. Al grido di battaglia “Yo estoi con tigo” (che evidentemente porta una sfiga planetaria) ha raccolto i fiaschi di una vita.  Nel suo palmares “al contrario” spiccano gli insuccessi nelle finali di Champions League col Valencia (per ben due volte) e in Coppa delle Coppe (contro la Lazio). Poi c’è lo scippo di uno scudetto che sembrava già vinto all’ultima giornata quando guidava l’Inter (sconfitta ancora dalla Lazio che gli fece sbottare: “ma allora ditelo che ce l’avete con me!”). Da Ct della Georgia ha fatto più danni della grandine (che in Georgia ne fa più che in ogni altro posto) perdendo 7 partite su 10 senza vincerne una. Cosa che lo costrinse a fuggire nottetempo per evitare guai. Pare che il commento del boss finito quasi sul lastrico per le “dritte” del tecnico sia stato: “Lo chiamano hombre vertical perché è tutto di un pezzo. Proprio un bel pezzo di…”

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2 Pensieri su &Idquo;Cuper, le sconfitte e la camorra. E’ vivo per miracolo

  1. Storia triste di un personaggio (?) sportivo che ha lasciato ben poco di positivo dovunque sia stato. Poi, se le storie dei 200mila Euro e delle partite truccate …all’inverso sono reali,vuole dire che questo Cuper è anche fesso. Infatti, spesso in Italia sono arrivati allenatori stranieri affatto bravi. L’ultimo è scappato dopo una stagione.

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