Dai rigori sbagliati da Altobelli alle favole di Destro, Insigne e Peluso. Poi vedo Ghedin e ricordo Re Cecconi

E’ finita come la prima volta che Italia e Malta si affrontarono nel 1986. Si giocava a La Valletta e Spillo Altobelli che aveva raddoppiato il gol del compagno interista Ferri si pappò due calci di rigore. Ragion per cui Vicini alla fine più che complimentarsi con lui voleva sbranarlo. Da allora a oggi l’unico punto di contatto è rimasto Beppe Dossena, passato dal ruolo di interno di centrocampo (sostituito quel giorno da Arroddugò Matteoli) a quello di commentatore per la Rai.

Stavolta a fare la differenza è stata soprattutto la zampata di Destro, bravo a impiegare cinque minuti per riscattare i pesanti errori sotto porta commessi contro la Bulgaria. Ma il merito di quella rete è soprattutto di Marchisio che con un lancio millimetrico ha messo il compagno solo davanti al portiere. E questi gesti tecnici vanno rimarcati perchè sono sempre più rari.

 L’uno a zero risicato e tenuto con gagliardia dai modesti ospiti sin quasi al fischio finale avrebbe scatenato i soliti processi, ma ci ha pensato allo scadere l’atalantino Peluso a calmare i bollenti spiriti dei detrattori. I quali per inciso farebbero bene a rivolgere i loro strali alla federcalcio, alla Lega e all’associazione calciatori, i veri colpevoli delle figuracce storicamente riportate in questo periodo, perchè si ostinano a non anticipare l’avvio della serie A di un paio di settimane come avviene dalle altre parti.

Peluso, alla terza partita in nazionale dopo alcune belle stagioni all’Atalanta ha una storia che dovrebbe incoraggiare quanti vengono bocciati nelle giovanili. Lui nel 2001, a 17 anni, si trovò senza squadra perché i grandi soloni della Lazio, la società in cui era cresciuto, sentenziarono che non aveva stoffa e lo mollarono. Ebbe il coraggio di lasciare la sua città e ripartire da Vercelli, non proprio dietro l’angolo. Oggi a 28 anni non sarà diventato un fenomeno, ma la sua battaglia per dimostrare che non era così scarso l’ha già vinta.

Detto che nel tempo in cui ha giocato, l’esordiente Insigne ha regalato i lampi della sua ormai nota classe, mi piace spendere due parole su Pietro Ghedin, il Ct di Malta che nella sua carriera in panchina era stato il vice di Maldini, Zoff e Trapattoni in azzurro.

Ghedin in gioventù fu una discreta promessa del calcio italiano. Nato a Scorzè, in provincia di Venezia, giocava giovanissimo con la gloriosa squadra lagunare in serie C ed era compaesano del portiere Favaro con cui si sarebbe ritrovato nella Fiorentina. I viola lo fecero debuttare in serie A quando non aveva ancora compiuto 18 anni. E quel giorno, al cospetto di vecchi marpioni come Sormani e Altafini, Ghedin conobbe il calcio vero a sue spese (marcò proprio Sormani che realizzò il gol vincente per il Napoli). Dopo due anni a Catania arrivò alla Lazio fresca di scudetto e divenne l’amico del cuore di Luciano Re Cecconi che fingendosi un rapinatore perì tragicamente per uno stupido scherzo ad un gioielliere. Ghedin non subì la stessa tragica fine solo perché ebbe la prontezza di alzare le mani come vide che quello aveva preso la pistola. Quando si dice il destino

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2 Pensieri su &Idquo;Dai rigori sbagliati da Altobelli alle favole di Destro, Insigne e Peluso. Poi vedo Ghedin e ricordo Re Cecconi

  1. L’Italia ancora non c’è, anche se essere passati al 4-3-1-2 ( in effetti queste…combinazioni non mi piacciono anche perché in campo si va per giocare e non per correre con in mano la calcolatrice)ha dato maggiori sicurezze alla difesa. Sono gli attaccanti che ancora non riescono ad essere veramente pericolosi perché i lanci smarcamti e molto spesso sono imprecisi ( e qui molte colpe ce l’hanno i centrocampisti) e per questo motivo devono quasi costantemente giocare con le spalle rivolte verso la porta, restituire la palla al compagno più arretrato, correre sperando di ricevere palla. Tutto ciò non avviene perché praticamente non esistono i lanci verticali nè, quelli più insidiosi da fondo campo, per i colpi di testa. Le cose certamente miglioreranno quando si affronteranno squadre che giochino un po’ più aperte di Malta ( Ghedin ha fatto interpretare magnificamente il gioco all’italiana: tutti indietro e poi palla avanti e pedalare), ma in questo avvio di stagione sarà sempre più difficile fare bene proprio perchè si è ancora indietro con la preparazione rispetto a certi avversari. Sperare che le cose cambino in futuro è, secondo me, una pia illusione: troppi interessi da difendere come era stato già segnalato: comandano le Tv. Per quanto riguarda, infine, i nuovi innesti, credo proprio che Destro e Osvaldo sia una buona coppia, così come mi sembra che Insigne abbia le qualità per diventare un altro Bruno Conti (naturalmente a sinistra).

  2. La partita di ieri lascia il tempo che trova per il ritardo di preparazione dei nostri che non possono certo aver espresso il loro valore. Aggiungiamo poi alcune assenze direi rilevanti. Mi sembra pero’ che oramai la nostra nazionale sia diventata un insieme di tanti onesti mestieranti del pallone ma con una evidente scarsita’ di talenti veri, eccezion fatta per Pirlo e De Rossi, e se vogliamo Buffon (che pero’ mi pare aver iniziato la parte finale della sua brillante carriera). Mi piacerebbe, caro Nanni, che tu mi suggerissi nomi di potenziali giovani talenti che potrebbero fare la differenza negli anni a venire. Grazie

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