Le incongruenze degli ingaggi della serie A

Leggendo sulla Gazzetta dello Sport gli ingaggi distribuiti dalle venti società di serie A e ai propri giocatori, balzano agli occhi diverse incongruenze. Non si capisce ad esempio perché alcuni giocatori che fanno più o meno le comparse percepiscano stipendi decisamente più alti dei compagni che giocano titolari. Questo succede soprattutto (ma non sempre) a vantaggio degli stranieri che spesso vengono comprati a scatola chiusa e che una volta conosciuti vengono spesso messi in un cantuccio per manifesta incapacità.

Ma prima ancora di fare riferimenti ai singoli, qualche osservazione si può fare per il monte ingaggi delle società. Stupisce per esempio che quello della Lazio sia il quinto posto nella classifica generale con 66 milioni e 200 mila euro. Che un presidente come Lotito, noto per parsimonia, elargisca 1 milione e 700 mila euro all’albanese Cana (15 presenze l’anno scorso, solo 3 intere), abbia prolungato l’ingaggio al 36enne Brocchi a 1milione 200mila euro (anche per lui 15 presenze l’anno passato e 0 quest’anno) e tenga a libro paga Stankevicius per 800mila euro (11 presenze), citando solo alcuni esempi, è francamente assurdo.

Stupisce anche il 10° posto del Bologna con 28,4 milioni per una squadra che sembra francamente destinata a lottare per non retrocedere. Al contrario, visto che c’era la possibilità di raggiungere i gironi della Champions League, avrebbe potuto evitare il braccino corto l’Udinese, al 14° posto con 21,2 milioni. Meravigliano Sampdoria e Genoa, rispettivamente all’8° e 9° posto con ingaggi da 29,8 e 28,9 milioni. Ma non erano i liguri i più tirchi?

Se il Pescara è fanalino di coda con un monte ingaggi di 10,2 milioni (Ibra da solo ne costa 5 in più), stavolta rischiano col fuoco Chievo e Cagliari che detengono il penultimo posto con 15,9 milioni. Con la differenza che la seconda squadra di Verona non si avvicina neanche lontanamente alle entrate per quasi 40 milioni (sponsor e diritti tv) di cui può godere la società di Cellino.

Tornando ai singoli, ecco squadra per squadre le stranezze. Nell’Atalanta i tre nazionali Consigli, Peluso e Schelotto guadagnano 400 mila euro mentre il carneade argentino Matheu (0 presenze quest’anno, 15 nella precedente esperienza italiana col Cagliari) 500.

Nel Cagliari Ekdal (300 mila) prende meno di Rossettini (400 mila), ma soprattutto Ibarbo (38 presenze su 38 l’anno scorso) guadagna come Avelar e Ceppelini (150mila).

Il Catania paga 300mila euro di ingaggio all’argentino Paglialunga che non è mai stato impiegato in campionato e 200mila al capitano Marchese (33 presenze e 3 gol l’anno scorso, 2-1 quest’anno).

Il Genoa ha appena fatto firmare un contratto da 500mila euro a Ferronetti che negli ultimi 8 anni non è mai andato oltre le 16 presenze stagionali, stessa cifra che dà a diversi titolari tra cui Jankovic (30 gare e 6 gol l’anno scorso).

L’Inter ha offerto ingaggi da 1 milione e mezzo a Mudingay (una riserva) e 1 milione 200 mila al brasiliano Jonathan (4 presenze due anni fa e 12 a Parma l’anno scorso). Stupisce anche il rinnovo a 2 milioni e 100mila per Chivu (14 presenze l’anno scorso) che non rientra da tempo nei piani di società e allenatore.

Nella Juventus il povero, si fa per dire, Giaccherini (comunque è un nazionale) guadagna 600 mila euro, mentre la riserva Storari prende 1milione e mezzo, l’altra riserva Caceres prende 1milione e 700 e, udite udite, il fuori rosa Iaquinta ha ancora un ingaggio da 3 milioni di euro.

Il Milan fa beneficienza con Mexes (4 milioni), Bonera (2, forse ancor più scandaloso), Traorè (1milione e 200mila) e il mai visto Didac Vila (600mila).

Il Napoli regala ingaggi da 900mila e tre giocatori che il campo non lo vedono mai o quasi (Vargas, Britos e Donadel) e 800mila a un altro desaparecido (Rinaudo).

Idem il Parma con Palladino (900mila).

 La Roma ha elargito senza pensarci un attimo 1milione e 600mila a Castan, altrettanto a Taddei che ormai è una riserva, si porta dietro un contratto assurdo per Perrotta (1milione 400mila) che non gioca quasi più, e al promettente Florenzi continua a versare il minimo tabellare di 30mila euro.

La Sampdoria paga 600 mila per Poli ed esattamente il doppio per il portiere argentino Romero. Inoltre continua ad avere sul groppone l’ingaggio di 1milione e 500mila di Palombo.

Il Torino ha offerto 800mila euro a Cerci, il pupillo di Ventura, che rischia però il posto a vantaggio del ventenne Seferovic (250mila).

Infine l’Udinese, che per il famoso cucchiaio non riuscito di Maicosuel (quantificato in 30 milioni di mancate entrate), paga 500mila euro.

 

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5 Pensieri su &Idquo;Le incongruenze degli ingaggi della serie A

  1. Cifre che lasciano senza parole. E intanto lo Stato, quindi noi, continua a pagare le Forze dell’ordine mobilitate per garantire la sicurezza dentro e fuori gli stadi. Si parla di 8mila persone che vengono messe a disposizione delle Società con notevoli spese per la collettività. L’ennesima denuncia è stata fatta nei giorni scorsi dai sindacati di polizia.
    Scandalo nello scandalo, in sostanza: centinia di milioni per tenere in piedi il baraccone calcio, e sole piccole bricciole per garantirsi un bene della comunità: lo stadio. A Quartu, ad esempio, il Cagliari garantirà 35 mila Euro l’anno al Comune ,per avere Is Arenas, che fra tre anni verrà abbandonato: senza le attuali tribune, che saranno smantellate e trasferite altrove, con una gradinata in cemento ora abbandonata ed in seguito fatiscente e senza la pista di atletica leggera cancellata per fare posto alle tribune innocenti.

  2. A mio avviso ci sono molti errori e i numeri della Gazzetta lasciano il tempo che trovano. Non credo che sia possibile che Casarini prenda piu di Ekdal e quasi quanto Nainggolan. Anche l’ingaggio di Cossu dovrebbe essere più elevato e raggiungere quello di Conti visto che uno o due anni fa gli era stato ritoccato.

  3. Queste tue osservazioni , fatte salve le dovute eccezioni , confermano quello che ho sempre sostenuto circa la stupidità degli italiani: possiamo avere le pezze al sedere ma non rinunciamo mai ad importare dall’estero tutto il possibile e l’inimmaginabile. Così facciamo con le auto, con le moto, con gli alimentari, con l’abbigliamento (specie sportivo dove siamo riusciti a portare al fallimento pressoché tutti i nostri celebri marchi), con i personaggi tv, con i calciatori etc etc. La crisi imperversa, la disoccupazione cresce, la gente fatica ad arrivare a fine mese, ma nessuno si rende conto che, con il nostro comportamento e le nostre scelte quotidiane noi stessi abbiamo la possibilità di condizionare l’andamento delle cose in meglio o in peggio. E’ più facile e comodo piagnucolare, scaricare le colpe sul prossimo e aspettare che cada la manna dal cielo.

    • In effetti riguardando quell’articolo che si riferiva alla passata stagione credo che le perplessità elencate a giochi fatti si siano rivelate tutte più o meno fondate. Con l’eccezione di Cerci che a Torino ha reso alla grande facendo poi incassare alla società di Cairo una vagonata di milioni per la cessione all’Atletico Madrid.

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