Sau, finalmente se ne sono accorti!

Cuddu chi esti  lasSau esti perdiu. (“ogni lasciato è perso” tradurrebbero più o meno i sottotitoli del mio campidanese maccheronico). Ma vi rendete conto? Il Cagliari per fare esordire in serie A Marco Sau – questo gran giocatore che fa della tecnica la prima virtù e che stasera ha cambiato la partita da così a così in una manciata di minuti, realizzando tra l’altro il gol del pareggio contro il Palermo – ha dovuto aspettare che segnasse oltre 55 gol in B e C1, rischiando di perderlo perché nelle buste non aveva messo un euro per riscattarlo; che compisse 25 anni perché prima mai e poi mai gli avrebbe dato una chance, e infine che Larrivey non venisse convocato dopo aver commesso chissà quale corbelleria. Poi  vengono a dirmi che sono esagerato quando sostengo che i ragazzi del settore giovanile rossoblù sono discriminati a favore di perfetti incapaci che arrivano da lontano. Ma  devo rifare l’elenco dei soliti noti che hanno avuto le loro chances in questi cinque anni in cui l’attaccante di Tonara ha dovuto peregrinare dal Manfredonia al Lecco, dall’Albinoleffe al Foggia sino alla Juve Stabia? Lasciamo perdere e prendiamoci questo punto che all’inizio della gara ci sarebbe stato stretto e che alla fine non avremmo mai sperato di trovare se il guardalinee non avesse fischiato il piccolo fuorigioco di Donati (ammesso che esistesse) sul gol del raddoppio.

Come gli 0-3 periodici subiti dal Palermo avevano lasciato intuire, il Cagliari ha avuto una grossa occasione per tornare a casa con 3 punti e l’ha sciupata. Era prevedibile che nella prima mezz’ora i rosanero fossero impacciati, timorosi, e che il pallone scottasse fra i loro piedi. Purtroppo in quel frangente il Cagliari non ha saputo sfruttare la netta superiorità, incidendo poco o nulla in fase di conclusione. A parte un bel tiro del sempre timido Thiago Ribeiro non ha prodotto nulla, e quando Cossu si è toccato la coscia uscendo dal campo, ha lasciato che Miccoli e compagni, pur fra mille problemi,  prendessero il sopravvento.

Le prime avvisaglie ancor prima dell’uscita di Andrea, sulla punizione di Miccoli respinta in maniera clownesca da Agazzi e sul successivo colpo di testa di Hernandez alto a porta vuota. Quindi il gol di Rios e un bel salvataggio di Von Bergen su una girata di Pinilla . A inizio ripresa Ibarbo è riuscito a servire un’altra palla gol per Pinilla ma senza esito, poi una seconda diabolica punizione di Miccoli con le tre dita, e stavolta la maldestra respinta di Agazzi non ha trovato avversari nei pressi.

Con l’ingresso di Sau a mezz’ora dalla fine si assiste ad alcuni lampi di bel calcio. Due cross insidiosi, tre smarcamenti che lasciano di sasso i rosanero e infine il gol liberatorio con colpo di testa e colpo alla costola (quest’ultimo non richiesto). In sardo esiste un altro detto:“pigau e lasSau”. In questo caso per fortuna è successo il contrario.

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2 Pensieri su &Idquo;Sau, finalmente se ne sono accorti!

  1. I maligni dicono che se Sau non avesse segnato il gol del pareggio, probabilmente sarebbe rientrato nei ranghi e, alla riapertura del mercato, spedito chissà dove. Certi commenti su Sau, infatti, non soltanto lasciano perplessi, ma denotano quasi rabbia per quel gol che ha mandato all’aria il vergognoso progetto. Sau, insomma, c’è, mentre altri hanno preferito non esserci. E il giocatore di Tonara, in mezz’ora, ha segnato un gol, evitato al Cagliari un’altra sconfitta, portato a due i punti in classifica e, forse, convinto Ficcadenti e c. che si può vincere e comunque non perdere anche con i sardi in squadra.

  2. Soltanto chi non comprende niente di calcio aveva bisogno di vederlo in azione in una partita di campionato con la maglia rossoblù, per rendersi conto che Sau è giocatore vero. Purtroppo, sino a quando continueranno a prevalere interessi di altra natura (ma di quale natura, poi? Se Sau esplode definitivamente, come gli auguro, non diventa forse un capitale per la società?), saremo costretti a vedere un Larrivey qualunque in campo e i giovani sardi in panchina, se non in tribuna o fermi del tutto (vedi Ragatzu). E poi Zamparini ha il coraggio di dire che lui e Cellino comprendono di calcio più di parecchi allenatori di serie A. Non so Zamparini, ma Cellino non è un grande intenditore di calcio: semmai, un imprenditore che ha il fiuto per gli affari. Sono due cose diverse.

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