In casa non si vince più: il Cagliari può esultare

Sei vittorie in trasferta, appena due in casa: Il dato statistico della terza giornata dovrebbe far sorridere il Cagliari, unica squadra che un campo vero, con spettatori che la sostengono, ancora non ce l’ha. Ma al di là della battuta è un sintomo di come gli allenatori italiani siano sempre più impreparati a condurre le danze attraverso gli schemi offensivi. Viceversa, il vecchio calcio italiano di rimessa, seppur con i dovuti adeguamenti del periodo, è sempre quello che paga di più. O forse l’unico che sanno fare? Non necessariamente, anche perché se nel primo turno successi esterni e interni si erano equivalsi (4 e 4), nel secondo le formazioni di casa hanno vinto 6 volte contro 3 successi esterni. Di certo giocare nella propria sede finora non ha sortito grossi effetti.

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2 Pensieri su &Idquo;In casa non si vince più: il Cagliari può esultare

  1. Oggi sapremo se il Cagliari rischia di perdere con la Roma, nel senso che sapremo se il campo di Is Arenas sarà giudicato agibile oppure no. Gli amanti delle statistiche ( le sconfitte interne superano le vittorie) ed i superstiziosi probabilmente sperano che i cancelli non si aprano; i veri tifosi, magari muniti di una grande quantità di sale fino da gettare in campo, si augurano il contrario; i sindacati di polizia, a tutela delle forze dell’ordine da loro rappresentate, chiedono, giustamente, che le norme esistenti in fatto di sicurezza vengano fatte rispettare; gli amministratori locali sperano nel si della commissione di vigilanza per poter finalmente entrare trionfanti nell’impianto; per il si sono pure ristoratori e albergatori di Quartu che , con l’apertura di Is Arenas, vedranno salire vertiginosamente i loro affari ( così è stato detto); Sau e compagni sono gli unici indecisi se tifare per l’apertura dell’impianto o per il rinvio, in attesa che le squadre di casa riprendano a vincere. Stati d’animo differenti per obiettivi differenti. E il calcio, quello vero, quello giocato, quello fatto di gol fatti e subiti ? Beh, c’è sempre tempo per parlarne.

  2. Scampato il pericolo, ora si che il Cagliari può battere la Roma. Is Arenas resta chiuso al pubblico; forse non si potrà giocare neppure a porte chiuse quindi si va a Trieste. Ed il Cagliari vincerà. C’è un però : cosa faranno i giocatori nel caso la partita dovesse disputarsi in terra giuliana ? Minacceranno nuovamente lo sciopero, oppure eviteranno di apparire ancora ridicoli visto che la commissione di vigilanza li ha anticipati ed ha giudicato inagibile il campo di Quartu ? Questa volta le pressioni lascerebbero il tempo che trovano: se si deve andare a Trieste si vada a Trieste, si scenda in campo con la voglia di giocare e possibilmente vincere, quindi tutti nuovamente a casa. In attesa che venga completato Is Arenas e diventi, dopo tante chiacchiere, un impianto agibile.

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