Per Quagliarella il copyright vale anche in Champions

C’è una nuova categoria di calciatori, che vengono definiti gli schiavi dell’agiatezza. Giocatori che non possono mettere in mostra le proprie doti perché questo significherebbe dover trovare altre squadre di rango inferiore e rinunciare ai lauti guadagni che si sono meritati con le loro qualità tempo addietro. E così accettano situazioni difficili (leggi la panchina) in nome del dio denaro. Borriello era un esempio lampante finchè non si è deciso ad accettare il Genoa, dove aveva già dato il meglio di sé, che gli consente di giocare titolare dopo alcuni anni trascorsi a guardare gli altri. Idem dicasi per Pazzini, fino a poco tempo fa panchinaro dell’Inter. Vive ancora questa situazione Matri, scarsamente considerato da Conte nonostante il buon bottino di reti fatto registrare prima dell’arrivo del tecnico e anche nella prima parte con lo stesso.

Di questa categoria solo apparentemente fa parte  Quagliarella, fra tutti il più ingiustamente bistrattato. Non ha preso in considerazione un paio di mesi fa i trasferimenti alla Fiorentina e alla Sampdoria perché pensava di essere ancora utile alla Juventus, ma soprattutto perché voleva misurarsi nella Champions che aveva visto solo in televisione. Lui che con l’Udinese in una sola stagione aveva segnato 8 gol in 11 incontri in Coppa Uefa e che in nazionale la sua bella esperienza se l’è fatta, non poteva chiudere la carriera senza misurarsi con la coppa dalle grandi orecchie. E’ rimasto a Torino malgrado la scarsa considerazione di Conte, che gli ha sempre regalato pochissimo spazio, per dimostrargli che si sbagliava. E’ vero che l’anno scorso è andato a segno solo 4 volte in 23 presenze, ma poi scava scava ha giocato solo 2 partite intere.

Quest’anno per lui è cominciato in maniera ancora peggiore se possibile, con appena 13’ minuti giocati nelle prime due gare. Un altro si sarebbe rassegnato, ma Fabio da Castellamare non ci ha pensato neanche un attimo a mollare. E così, non appena per qualche strano e tortuoso percorso contro il Chelsea detentore del trofeo è arrivata l’occasione di mettersi in mostra in Eurovisione, in un quarto d’ora ha tirato fuori un gol e una girata che solo il suo repertorio poteva mostrarci così bella e naturale. Quella palla che ha scheggiato la traversa valeva da sola il prezzo del biglietto. Già, perché questo attaccante partito da Castellamare di Stabia a soli 16 anni per trasferirsi nella fredda Torino (sponda granata) sui quei colpi ha il copyright.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...