Ficcadenti svegliati: Ariaudo, Ekdal e Sau dentro. Basta con Perico, Dessena e Thiago

Pagato il consueto e scandaloso contributo alle buone relazioni con Sua Emittenza, il Cagliari si domanda come abbia potuto sperperare otto punti in appena quattro giornate. Sono quelli persi rispetto alla scorsa stagione di questi tempi (cinque se consideriamo lo 0-3 con la Roma ancora sub iudice). Non siamo ancora al limite più basso, raggiunto da Allegri nell’anno dell’esordio quando perse le prime quattro di fila e per sbloccarsi dovette attendere proprio il Milan in versione premio della bontà Livio Tempesta (per una volta le parti si rovesciarono!), ma la preoccupazione esiste.

 Ora c’è questa partita con il Pescara che sino a qualche giorno fa sembrava l’ideale per rimettere le cose a posto, e che invece si presenta tutt’altro che semplice. Un po’ perché la formazione abruzzese comincia a ingranare nonostante l’inesperienza dei tanti giovani (soprattutto stranieri) e dell’allenatore Stroppa che ha alle spalle solo un anno di C col Sudtirol. Ma preoccupa soprattutto perché il Cagliari rischia di giocarla  senza Conti (sicuramente) e Cossu (probabilmente).  

Si parla di ultima spiaggia per Ficcadenti, e può darsi che lo sia, ma concentrarsi su quest’aspetto metterebbe sotto silenzio i problemi che questo allenatore continua a ignorare e che invece deve risolvere assolutamente. Il primo è la scelta di Perico dall’inizio. Non esiste. L’ex Albinoleffe può entrare per uno spezzone di gara, al massimo della concentrazione può farne una ogni tanto, ma non si può presentare come titolare. Tanto più che Pisano a sinistra rende la metà. E allora l’allenatore può risolvere la faccenda nella maniera più semplice: Pisano nel suo ruolo e a sinistra dentro Ariaudo, con il giovane Murru primo cambio in panchina. Per sostituire l’ex juventino nei venti minuti finali, ogni tanto, e fargli accumulare una quindicina di presenze. Così si fanno crescere i giovani bravi del vivaio. Ariaudo del resto è al quarto anno in rossoblù, è ancora giovane e merita la chance da titolare. Sicuramente più di Perico.

Il secondo errore sistematico di Ficcadenti è quello di preferire Dessena a Ekdal. La differenza che passa tra l’ex doriano e lo svedese è enorme. Il primo è un mediano con una tecnica di base molto limitata, non certo da serie A, mentre Ekdal è un centrocampista completo, che sa difendere, impostare e che in prospettiva avrà tutti i requisiti per prendere il posto di Conti quando fra qualche anno il capitano abdicherà (a gennaio compirà 34 anni). Già domenica col Pescara l’allenatore dovrebbe far giocare Ekdal davanti alla difesa piuttosto che piazzare Nainggolan come ha fatto in passato, il cui spostamento aprirebbe un altro problema nel centrosinistra.

E infine basta con Thiago Ribeiro! Ficcadenti lo ha voluto, ha fatto spendere una cifra considerevole al presidente (quasi cinque milioni tra andata e ritorno!), gli ha dato tutta la fiducia di questo mondo, ma è stato ripagato da prestazioni anonime. L’allenatore non può continuare a considerare Sau come un ragazzino della Primavera. Lo butti dentro una volta per tutte e non aspetti che ogni volta faccia il miracolo nei venti minuti finali.

Ficcadenti insomma deve svegliarsi. Un mese di campionato è già passato, tempo di tentennamenti non ce n’è più. Se è un bravo tecnico torni sui suoi passi e riveda certi convincimenti che si sono rivelati sbagliati. Il Cagliari non sarà da scudetto, ma sicuramente non è neanche la squadra che può perdere 2-0 contro i resti del Milan.

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