Mandiamoli via tutti, ma prima cambiamo nome allo stadio!

Dovrei analizzare come il Cagliari sia riuscito a perdere contro un Pescara che aveva paura della propria ombra; dovrei chiedermi perché quella rossoblù sia la squadra che ha conquistato meno punti di tutte (ricordando che il Siena, che di certo non ha un organico da Champions, ne ha fatti sei in più); vorrei sapere inoltre, ma guarda che curioso, perché sempre il Cagliari è l’unica della serie A che non sia riuscita  ancora a vincere. E infine, perché rispetto all’anno scorso di questi tempi ha perso per strada la bellezza di nove punti (diconsi 9).

Sarebbe sin troppo semplice girare tutti i quesiti al presidente Cellino e all’allenatore Ficcadenti. Ma le risposte già le conosciamo senza che i due aprano bocca. Il presidente è stato il peggior nemico di sé stesso acquistando giocatori attualmente inadatti alla A come Camilleri, Avelar, Rossettini, Smit e lascio il beneficio del dubbio per Casarini (oltre a Sau, tornato dal prestito), dopo che l’anno passato solo quattro formazioni si erano piazzate peggio in classifica.

 Fare qualche osservazione all’allenatore Ficcadenti sarebbe poi come sparare sulla croce rossa. Non lo stima la squadra, il presidente finora l’ha tenuto per non stipendiarne un altro, il pubblico lo fischia e l’ultimo posto lo condanna. Peggio di così…

Allora mi viene in mente un commento rilasciato in tempi non sospetti su “… e tu tira” da James Bond, assiduo propagatore di riflessioni mai banali su questo blog. “Guardate che Is Arenas è un nome da cancellare al più presto se si vuole bene al Cagliari – sosteneva il nostro agente speciale – perché porta sfortuna. Ne sa qualcosa il Sant’Elena che dopo tanti gloriosi campionati giocati al Rosas in C2, su quell’impianto è scomparso”. Aggiungeva che un modo per aggirare l’ostacolo poteva essere quello di ribattezzarlo “I fenicotteri”, ma evidentemente non gli hanno dato ascolto.

 E così sono arrivati i due rigori sbagliati con l’Atalanta, lo 0-3 con la Roma senza neanche giocare e adesso questa sconfitta con quindici (diconsi 15) parate dal portiere avversario Perin, cifra che non era stata totalizzata in tutte le precedenti partite messe assieme. Se vogliamo continuare a farci del male insistiamo con Is Arenas. Giusto per vedere come va a finire

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4 Pensieri su &Idquo;Mandiamoli via tutti, ma prima cambiamo nome allo stadio!

  1. Questo pomeriggio mi trovavo pochi metri dietro Ficcadenti: non ho mai visto un allenatore così incapace di dare indicazioni alla squadra, soprattutto nei momenti più difficili. Silenzio. E in campo ciascuno faceva ciò che sapeva fare…. Anche alla fine, in 10, non ha saputo dire ai difensori se scendere o stare dietro, ai centrocampisti (sigh) se lanciare lungo o aggirare…. Insomma: il nulla. e che dire dei giocatori fuori posto: Pisano, Ibarbo, Sau …Affrettiamoci a cambiare allenatore, oltre che nome allo stadio. Così magari riusciamo a sperare di salvarci. GS

  2. Nanni, da sempre piuttosto scaramantico, può scherzare quanto vuole sul nome dello stadio. Purché, alla fine, si indichino con chiarezza gli artefici di queste figuracce: il presidente, per quanto di sua competenza, ma – restando sul piano del gioco e dei risultati – certamente il tecnico e parte della squadra. Di Cellino abbiamo già detto in abbondanza e non mi ripeterò. Ficcadenti, invece, riesce di partita in partita a peggiorare, se possibile, quanto di negativo ha mostrato sinora. La squadra, mi sembra chiaro, non è il Barcellona ma neppure così scarsa da meritare questa posizione in classifica, dunque c’è soltanto una spiegazione: al di là dei limiti di alcuni innesti e dello scarso utilizzo di alcuni giocatori di valore, ritengo che stiano giocando per far esonerare un allenatore che non solo ha evidenti limiti tecnici e di personalità, ma che non è riuscito a legare con i veterani e neppure con tanti nuovi. Soltanto un Cellino in evidente stato confusionale, come mai gli era capitato in 21 anni, può continuare a scommettere su di lui (e su giocatori che, al massimo, possono aspirare alla serie B). Altro che Is Arenas o I Fenicotteri: al Sant’Elia non sarebbe andata meglio.

  3. Altro che sfortuna legata al nome dello stadio ! Il Cagliari ha perso anche col Pescara, nonostante i chili di sale sparsi in tutto il campo, perchè ha dei limiti tecnici e tattici da far paura. La difesa (orfana di Agostini e Canini) è improvvisamente diventata un colabrodo; il centrocampo fatica a fare filtro; l’attacco stenta a trovare la via del gol. Ficcadenti avrà pure le sue colpe, e forse sarà esonerato, ma il problema non è soltanto l’allenatore. La “rosa” è sostanzialmente modesta perché modesta è stata la campagna acquisti. Forse distratti da uno stadio che doveva essere costruito a tutti i costi prima dell’inizio del campionato per non trasferirsi a Trieste,i responsabili hanno dimenticato di costruire una squadra vera. E così ci siamo trovati all’ultimo posto, in compagnia del Siena, che sul campo ha però conquistato otto punti. Ma non tutto è perduto. Finchè nelle botteghe si potrà acquistare del sale molti (quintali), una speranza c’è. Anche per questo proporrei di cambiare il nome dello stadio e ribattezzarlo: Le Saline.

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