Corini forse non meritava la A, ma intanto ha vinto all’esordio

Quanto è importante un allenatore in una squadra di calcio? Mariano Delogu, avvocato, senatore, sindaco, ma soprattutto per tanti anni dirigente e presidente del Cagliari, sosteneva che la figura dell’allenatore può essere assimilata a quella dell’avvocato. In questo senso: se hai per la mani una causa buona, ovvero una buona squadra, puoi far danni e rovinarla; al contrario se hai una causa scannata o una squadra mal costruita non c’è niente da fare. Questo per dire che gli allenatori la differenza la fanno soprattutto in negativo. In sostanza non ci sono quelli che fanno miracoli, ma bisogna fare attenzione soprattutto a quelli che combinano guai.  Non so se Eugenio Corini appartenga all prima o alla seconda specie, certo è che centrando la vittoria all’esordio col Chievo, dopo una sequela di cinque sconfitte consecutive, ha impresso perlomeno una svolta a un tran tran molto pericoloso. Del resto l’ex regista bresciano a Verona è di casa avendo vissuto in gialloblù una seconda giovinezza da calciatore alle dipendenze di Gigi Del Neri che per lui stravedeva. Forse per una sorta di affinità intellettiva (anche Del Neri era stato un regista e aveva giocato in serie A con le maglie di Foggia e Sampdoria). Fin qui il ricordo del Corini calciatore. Ma se andiamo a chiederci perché fra i tanti tecnici sfornati a Coverciano il diesse Sartori abbia scelto proprio Corini viene difficile spiegarlo. L’anno scorso tra serie A, B e C1 ce n’erano almeno quindici con credenziali superiori fra quelli che possono rientrare nelle mire del Chievo. Corini aveva allenato infatti il Frosinone in Lega Pro prima divisione, subentrando a Sabatini, e non aveva incantato, sfiorando a più riprese l’esonero. In precedenza a Crotone in B prese il posto di Menichini ma glielo restituì dopo 11 partite nelle quali aveva collezionato solo una vittoria a fronte di cinque pareggi e altrettante sconfitte. Ma allora per arrivare in A i risultati non servono più? Evidentemente no.

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Un pensiero su &Idquo;Corini forse non meritava la A, ma intanto ha vinto all’esordio

  1. Un allenatore incide, eccome: nel bene e nel male. Dipende, ovviamente, da tanti fattori: preparazione tecnica, carisma, psicologia, carattere. Conosciamo tanti allenatori bravi, ma che non riescono a legare con il gruppo e puntualmente falliscono a causa di un carattere non esattamente gioviale. Oppure che cercano di fare i sergenti di ferro senza avere il necessario carisma. Naturalmente, la fortuna di un allenatore la fa la squadra: puoi chiamarti Mourinho o Lippi o Guardiola, ma – se non hai giocatori di talento – non vai da nessuna parte. Senza neppure scomodare gli eventi miracolistici. Fatta la premessa, auguriamo al duo Lopez-Pulga (o Pulga-Lopez, se preferite) di compiere in quel di Torino la prodezza che è riuscita a Corini. Se il Cagliari oggi mostrerà carattere e, magari, un equilibrio maggiore tra i reparti (con tutti i giocatori nei loro veri ruoli), credo che possa scapparci una bella sorpresa. In ogni caso, servirà qualche settimana per rimettere ordine dopo il negativo lavoro di Ficcadenti, un allenatore che non riesce ad imparare neppure dalle esperienze negative e, dunque, a correggersi.

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