Il punto sui tecnici: Stramaccioni finora guida tra le rivelazioni, poi Petkovic, Ferrara, Maran

Sette giornate sono decisamente poche per arrivare a conclusioni che non si possano smontare nel giro di pochi incontri, però se devo fare un’istantanea agli allenatori della serie A, qualche sorpresa l’ho comunque avuta. E sono tutte sorprese positive. Mazzarri col Napoli al primo posto poteva starci se si considera che quest’anno non ha l’impegno stressante della Champions e se, aggiungo io contro il parere di molti, è partito Lavezzi che ho sempre considerato uno dei giocatori più fumosi della storia. Per rimanere all’orticello della città in cui vivo, mi ricorda Montesano, un tornante che infiammò i tifosi cagliaritani nel periodo della serie B (metà anni Ottanta) ma che alla fine stringi stringi, otteneva poco. Ma se l’unico allenatore della massima serie che non ha ancora subito un esonero può essere considerato una conferma, qualcuno è sicuramente una sorpresa.

Non pensavo ad esempio che Stramaccioni potesse superare certe difficoltà e arrangiarsi nelle avversità come invece ha dimostrato di saper fare cambiando pelle con successo alla sua squadra quando è stato necessario. Finora ha ottenuto 15 punti che non sono tantissimi ma abbastanza per guardare con fiducia il futuro; ha vinto il derby, cosa di per sé importantissima per poter lavorare in santa pace, e lo ha fatto pur giocando con un uomo in meno. Ha vinto sei partite su sei in trasferta che sono un record o quasi. Ha mostrato un’inaspettata continuità valorizzando in Europa League (condotta finora con grandi risultati) i giovani che allenava sino a un anno fa. Dico inaspettata perché solitamente quando vengono promossi alla prima squadra i tecnici delle giovanili sembrano avere una crisi di rigetto con gli ex allievi finendo per ignorarli sistematicamente. Ha saputo gestire casi spinosi come Cassano e Sneijder nel migliore dei modi (questo forse è l’aspetto più difficile del suo lavoro nonché quello che va monitorato giorno per giorno perché entrare nella testa di quei due non è sempre facile). Ora è atteso dalle conferme che sono sempre difficili, intanto però ha fatto cadere quell’alone di scetticismo che regnava sul suo conto sia nella stampa che negli addetti ai lavori. Sicuramente lo aiuta il fatto di avere più del doppio dei punti del Milan.

Alle spalle di Stramaccioni sono stati finora più bravi del previsto Petkovic, Maran, Ferrara, Cosmi e Stroppa. Con i dovuti distinguo. Pur essendo tutti nuovi per le panchine di competenza, il compito di Maran è stato finora più agevole perché il gioco del Catania va ormai a memoria da anni. Petkovic è stato intelligente a cambiare in corsa con la Lazio, e Ferrara deve solo evitare i piagnistei nei dopogara perché per il resto la sua Samp è un avversario rognoso per tutti. Cosmi a Siena ha un solo grande nemico: la visione della classifica. Quando si ha a che fare con una penalizzazione così forte sino a febbraio marzo bisognerebbe avere la forza di non guardarla. Ma gli 8 punti effettivi sono un ottimo risultato finora. Infine Stroppa: nessuno a bocce ferme avrebbe dato al Pescara 7 punti dopo 7 gare, ma l’impressione che la squadra abruzzese sia comunque una delle più scarse del lotto rimane. All’ex milanista il compito di smentire gli uomini di poca fede.

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3 Pensieri su &Idquo;Il punto sui tecnici: Stramaccioni finora guida tra le rivelazioni, poi Petkovic, Ferrara, Maran

  1. Analisi che condivido a questo punto della stagione….ti do appuntamento al girone di ritorno per avere le dovute conferme….io credo che alcuni di questi finiranno “il fluido magico”….chi? Stroppa e petkovic su tutti….(secondo me)

  2. Ignoro gli allenatori per congratularmi sul giudizio controcorrente su Lavezzi. Entusiasmante nel ribaltare il gioco (ma non sono cosi’ tutti i contropiedisti?) quanto esasperante nello spreco di palle gol. Da vecchio milanista, e pazienza se il paragone sara’ giudicato irrispettoso da quei pochi che sanno di chi parlo, mi ricorda Rognoni, complice il boato di delusione dei napoletani che suonava uguale a quelli nostri quando partiva l’ultimo tocco di palla dopo la sgroppata

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