Il segreto del Sassuolo schiacciasassi in B è sempre Squinzi

C’è una squadra in serie B che ha vinto 8 partite su 9 e pareggiato l’altra, segnando 19 reti e subendone appena 3. Stavolta ha rispedito a casa l’avversario con un perentorio 4-0 (il Varese, non certo l’ultimo arrivato), e più passa il tempo e più si capisce che non teme rivali. Il Sassuolo se vogliamo non è neanche una sorpresa, perché da cinque anni è salito in B dopo le due promozioni in tre anni ottenute dalla C2 nel 2006 e 2008. Da diverso tempo opera bene sul mercato con una giusta miscela di giovani ed esperti. Merito del diesse Nereo Bonato che ha ricevuto carta bianca dalla società, ma merito soprattutto del patron Giorgio Squinzi che, seppur assorbito in misura sempre più crescente dai suoi impegni di presidente di Confidustria, non ha rinunciato all’idea di ottenere nel calcio i grandissimi successi avuti nel ciclismo quando la sua industria, Mapei, sponsorizzava i campioni delle due ruote. Peraltro stiamo parlando di un dirigente con la D maiuscola, che non esitò a mollare tutto quando scoprì che il doping la faceva da padrone nel mondo della bicicletta che tanto amava.

L’unica cosa che ancora non ha avuto la squadra emiliana (oltre ad uno stadio adeguato visto che deve giocare gli incontri interni al Braglia di Modena) è la continuità dei suoi allenatori. Nelle ultime cinque stagioni ne ha avuti ben 8 (Allegri, Mandorlini, Pioli, Arrigoni, Gregucci, Mandelli, Pea e Di Francesco). Quest’ultimo ha saputo riscattare l’anno nero di Lecce dando fiducia agli esperti Pomini (il portiere che ha la maggior anzianità di servizio visto che gioca nel Sassuolo da nove campionati), l’ex difensore del Cagliari Bianco, ormai 35enne, il centrocampista Magnanelli (28 anni) e la punta Troianiello che va per i trenta. Con loro i giovanissimi nigeriani del 1993, Chibsah (proveniente dalla Primavera della Juve) e Boakye (che è tornato dopo aver effettuato la preparazione estiva con i campioni d’Italia). Il primo, centrocampista, ha segnato 1 gol in 7 presenze, Boakye non ha perso le buone abitudini e ne ha fatti 3 in 5 partite. Ancor più giovane è l’attaccante del 94, Berardi, altro osservato speciale della A (5 partite 1 gol). La sorpresa maggiore finora è stato il lungo attaccante livornese Pavoletti (1988) con 8 partite e 5 gol. L’anno scorso ne aveva fatti 17 col Lanciano, portandolo dalla C1 alla B. A centrocampo brillano Bianchi (1988) e Missiroli (1986), inspiegabilmente bocciato dal Cagliari in serie A.

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6 Pensieri su &Idquo;Il segreto del Sassuolo schiacciasassi in B è sempre Squinzi

  1. Ricordo Missiroli, piedi buonissimi e bella visione di gioco rispetto ai compagni di squadra di allora. Davvero un mistero come sia stato possibile non sfruttare uno così

    • Stimo Donadoni ma credo che buona parte del demerito fosse sua. Missiroli giocava nel ruolo di Lazzari, ma lui Lazzari non lo toglieva neanche quando giocava da fermo e schierava Missiroli sempre in altre zone del campo.

  2. I misteri del Cagliari, come abbiamo più volte sottolineato, sono tanti. Gli ultimi tre, a parte Missiroli, riguardano l’utilizzo costante di Larrivey; l’accantonamento di Nenè; la cessione di Agostini. Naturalmente sono tre dei tanti esempi che si potrebbero fare. Ma proprio perché sono misteri, o vengono spiegati dai diretti interessati, oppure misteri resteranno, con buona pace di quanti continuano a rinnovare l’abbonamento, magari turandosi il naso quando si sentono certi nomi.

  3. E’ piacevole sentire che una autentica provinciale come il Sassuolo ( 40.000 abitanti circa)continua a ben comportarsi in serie B dove lo portò Massimiliano Allegri. Bravo l’allenatore, bravi i giocatori ( con qualche ex rossoblu), bravi i dirigenti. Bravi tutti, insomma, nonostante la squadra prima in classifica del campionato cadetti sia costretta, per mancanza di un suo stadio, a giocare a Modena. A Modena, però, a meno di 20 chilometri di distanza, e non, ad esempio, in una località distante mille chilometri. Questo dimostra due cose: che si può giocare lontano da casa senza finire a due ore di volo ed essere comunque primi in classifica. In serie B, certo, ma sempre primi in un campionato dominato da squadre che batterebbero molte formazioni della serie A.

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