Il Cagliari si Irradja di immenso. Il Bologna è troppo melenso

 

Cominciamo col dire che i protagonisti di Cagliari-Bologna  avendo dovuto resistere sino alle 14,30 senza niente sullo stomaco hanno meritato indistintamente di entrare nella Hall of “fame”,  perché l’appetito a quell’ora si fa sentire eccome.

Per il resto, considerata la vittoria per 1-0 e visti i sei punti in due soli turni, il duo Pulga-Lopez, può tranquillamente essere beatificato. La classifica è diventata più tranquilla, alle spalle c’è addirittura il Milan di Massimiliano Tristi, e poco importa se l’attacco è il peggiore della serie A. Stavolta è bastato un destro piazzato (sotto l’incrocio, mica corbezzoli!) di Radja Nainggolan per mascherare alcune manchevolezze nello schieramento che, senza nulla togliere ai due beati di cui sopra, profumava inequivocabilmente delle direttive di Cellino.

Già, perché nonostante abbia affrontato un Bologna in stato comatoso (ricordo che l’avevo pronosticato tra le probabili candidate alla retrocessione. Oggi sostituirei probabili con sicure), il Cagliari ha fatto di tutto per non vincere, fallendo  l’obbiettivo. Al fischio d’inizio si è presentato senza Sau, Cossu e Pinilla, ovvero i tre più accreditati in fase offensiva, e dopo il vantaggio ha addirittura inserito Larrivey e Thiago Ribeiro. Come a dire ai derelitti avversari: noi ce l’abbiamo messa tutta per riportarvi in quota, ma siete proprio messi male.

E al di là delle battute è andata anche bene, perché nel primo tempo, quando le azioni da gol latitavano, Gilardino aveva dato l’impressione del gol su un colpo di testa sbattuto sul palo prima di finire tra le braccia dell’attonito Agazzi. Ma l’agguerrita formazione arbitrale spedita da Braschi dopo la rinuncia a Rocchi (quello per cui il sostituto procuratore di Napoli ha chiesto un anno e quattro mesi di reclusione nel processo d’appello di Calciopoli) ha giurato che la palla aveva un pelino sulla linea e quindi non si poteva parlare di gol.

Pioli, allenatore in odore di esonero, già dal nome sa bene che il calcio come la vita è fatto a scale, e la sua non può che portarlo ai sotterranei se continua a leggere le partite in maniera così maldestra.

 A destra aveva l’enorme opportunità di far male con chiunque visto che Avelar è portato per la marcatura come Pupo per la letteratura. E cosa ti combina il tecnico emiliano? In quella zona ci ha messo Garics, un terzinaccio dai piedi quadrati che ad ogni tentativo di cross colpiva guardalinee, bandierine, barellieri e perfino una maschera, ma la palla in mezzo proprio non riusciva a mandarla.

Come se non bastasse, dietro Gilardino l’allenatore bolognese ha piazzato quelle che in teoria dovevano essere tre mezze punte, ovvero Diamanti, Taider e Kone. Ma di… amanti proprio non se ne sono visti (si vede che sono fedeli) perché il nazionale fin quando ha giocato come seconda punta non è mai entrato nel vivo del gioco; Taider ha ricevuto solo l’ordine di marcare Conti, e Konè è evidentemente un refuso dell’anagrafe albanese. In realtà il suo nome è Non-è, nel senso che uno così non può essere un giocatore a questi livelli. Per non parlare di Guarente che nell’attesa… è sempre malato e perfettamente inutile. Aggiungiamo che di Pazienza i tifosi ne hanno avuto sin troppa e ora cominciano a perdere le staffe.

Il Cagliari contro questa accozzaglia di sbandati avrebbe dovuto passeggiare. Se non l’ha fatto è perché oltre alla brillante idea di rinunciare al trio dei titolari ha avuto quella di ripresentare Ibarbo attaccante. Stavolta addirittura come prima punta, la maniera migliore per mettere il colombiano in crisi d’identità. Per questo dico che certe scelte sono opera di Cellino. Lui in fondo può permettersele perché patentini non ne cerca, ma se Pulga e Lopez hanno davvero l’intenzione di fare gli allenatori da grandi… beh! Ci pensino un’altra volta.

Pensierino finale per Is Arenas. Stavolta lo stadio Le Sabbie (mobili?) non ha messo i bastoni fra le ruote. E anche queste sono soddisfazioni per il popolo rossoblù .

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2 Pensieri su &Idquo;Il Cagliari si Irradja di immenso. Il Bologna è troppo melenso

  1. Basterebbe vedere il modo in cui quei due disgraziati hanno sbagliato da posizione favorevolissima il 2-0 muovendosi con la rapidità di un comò per capire come a Sau e Pinilla (anche a una gamba) non si può rinunciare

  2. Sei punti in 180 minuti non sono pochi, soprattutto perché questo Cagliari pare giochi senza attaccanti veri. Contro il Bologna si è notata anche l’assenza di Cossu, così come non si capisce il perchè il povero Ibarbo debba vagare per il campo, magari scontrandosi con i compagni, quando potrebbe diventare imprendibile sulla fascia destra. Nenè dopo la buona prova di Torino, è praticamente tornato nell’anonimato. Attendiamo Pinilla, e attendiamo di vedere Sau giocare non soltanto nel finale quando, com’è accaduto contro il Bologna, c’è da difendere il vantaggio.

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