Perchè gli arbitri sono diventati 6? Perchè è più difficile individuarli quando cambiano l’esito delle partite

I clamorosi errori arbitrali evidenziati ieri in serie A, ci fanno capire finalmente per quale motivo il calcio si è dotato di una marea di assistenti dell’arbitro piuttosto che utilizzare da bordo campo lo strumento della moviola.

Il motivo è abbastanza subdolo e consente a chi gestisce il potere sulle giacchette nere (perché c’è sempre stato, da Boniperti a Moggi a Galliani, prima e dopo di loro) di accrescerlo a dismisura senza che i colpevoli vengano individuati.

Già prima i guardalinee riuscivano a indirizzare partite e incontri senza pagare dazio perché i loro nomi non vengono quasi mai portati alla ribalta. Immaginarsi ora che sono in sei a prendere le decisioni.

Ma credete davvero che le società non si muovano per avere nelle designazioni l’arbitro che non le fa perdere o il giudice di porta che nel dubbio “vede” a loro favore?

Se credete che sia tutto un caso fate bene, perché così vi gustate una partita in santa pace senza retropensieri che finiscono in ogni caso per rovinarvela. Purtroppo sono entrato da tempo nell’ordine delle idee che la casualità degli errori, che finiscono sempre per essere commessi a favore delle grandi, non esiste. E non esisterà finchè i Gervasoni, i Rizzoli e i Maggiani, che si sono resi protagonisti a Catania togliendo di fatto 3 punti ai padroni di casa per assegnarli alla capolista, verranno designati regolarmente fra una o due settimane come se nulla fosse successo. Non basta che Braschi dica in tv “hanno sbagliato”, o meglio, basterebbe se l’avesse fatto anche a parti invertite (cioè se i suoi uomini avessero rubato tre punti alla Juve per darli al Catania). Invece dopo quei rarissimi casi in cui una grande viene danneggiata a favore di una provinciale, bene che vada l’arbitro e la sua squadra ritrovano quella grande per restituirle il maltolto, oppure a fine anno vengono mandati a casa. La casistica è piena. In quanto alle frasi dell’amministratore delegato della Juventus, Marotta (“Tanto alla fine avremmo vinto lo stesso”) non fanno che evidenziare l’arroganza con cui queste ignominie vengono perpetrate.

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3 Pensieri su &Idquo;Perchè gli arbitri sono diventati 6? Perchè è più difficile individuarli quando cambiano l’esito delle partite

  1. Non pochi, compresa la stampa “parlata”, hanno fatto finta di non capire lo spirito delle lamentele del Catania. Il presidenti Pulvirenti ha tenuto a sottolineare che le proteste non nascevano dal fatto che fosse stata commessa una ingiustizia ai danni della sua squadra, ma dal come si era giunti ad annullare una decisione (giusta) già adottata dall’arbitro Gervasoni. Secondo Pulvirenti, a far cambiare parere a Gervasoni sarebbero stati gli altri collaboratori condizionati dalla proteste della panchina bianconera. Che poi l’amministratore delegato della Juventus, Beppe Marotta, e non pochi giornalisti ( pare anche il presidente del Coni, Petrucci) abbiano insistito nel dire che gli arbitri possono sbagliare (ma qui si parla di due errori e sempre a sfavore delle squadre che contano meno), è il discorso che troppe volte è stato fatto per mettere tutto a tacere. E non si è trattato di un solo errore a sfavore del Catania perché da annullare era la rete della vittoria juventina. Ma questa volta non credo che si possa tacere sul comportamento di un gruppo di sei arbitri (Gervasoni, due guardalinee, due giudici di linea ed il cosidetto quarto uomo) che si sono riuniti, hanno parlottato tra loro – sempre circondati dai giocatori bianconeri – e alla fine hanno deciso di prendere una decisione sbagliata. Il designatore Braschi ha ammesso l’errore degli arbitri di Catania – Juventus, ma questo niente cambia se “i sei del Massimino” torneranno subito in campo . Piuttosto sarà interessante leggere il referto arbitrale per capire se quanto accaduto è stato fedelmente riportato. Se così sarà, non pochi giocatori bianconeri, compresi alcuni che in quel momento dovevano stare in panchina, dovrebbero essere squalificati.

  2. Nanni, hai concluso perfettamente. A parte l’ennesimo misfatto a favor della Juventus (ma in generale a favore di una cosiddetta “grande”) quel che colpisce e’ l’arroganza. Ma, in fondo, cos’altro dovremmo attenderci in un paese dove l’arroganza e’ stata ampiamente sdoganata, non solo a livello dei capi tribu’ (Berlusconi, Marchionne, etc.) ma anche a livelli molto piu’ bassi, fino a Marotta, cioe’ un signor nessuno.

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