Poker facile della Fiorentina con un Cagliari privo di Conti, Nainggolan,… Agazzi e Lopez-Pulga

D’accordo le quattro vittorie consecutive, ma  che  questa trasferta a Firenze per il Cagliari fosse proibitiva lo si poteva intuire dal momento in cui Conti e Nainggolan avevano rimediato mercoledì scorso il cartellino giallo che li metteva fuori gioco. Se Lopez e Pulga hanno avuto un merito rispetto a Ficcadenti è stato infatti quello di sfruttare il centrocampo dai piedi buoni che l’allenatore esonerato non aveva mai impiegato nella sua totalità. Un po’ perché considerava Ekdal una riserva, e un po’ perché vedeva Nainggolan come una diga difensiva e ne sfruttava solo a metà l’enorme potenziale.

A margine di questa forte penalizzazione l’incontro appena terminato con i viola non ha convinto per un’altra serie di scelte del magico duo di allenatori che oggi si è concesso evidentemente un pomeriggio di pausa, unitamente al portiere Agazzi, protagonista in negativo di tutti i gol fiorentini.

Naturalmente poi si può discutere sui quattro minuti (dal 50’ al 54’) che hanno trasformato un probabile pareggio in una goleada. Dopo i gol di Gonzalo Rodriguez e Casarini nel primo tempo (Agazzi non è uscito nell’area piccola dando l’opportunità al difensore di segnare di testa e poi l’ex bolognese ha agguantato il pari con un destro dal limite grazie alla deviazione decisiva di Roncaglia), Jovetic ha sfruttato l’inusuale piazzamento del portiere sul corner (Agazzi si è messo sul primo palo e la palla è giunta sul secondo per il montenegrino che ha battuto quasi a porta vuota). Tre minuti dopo Sau con un diagonale ha battuto Viviano, ma Tomovic ha salvato sulla linea. E sul rovesciamento di fronte, Astori è scivolato e i viola hanno avuto via libera con il cross rasoterra da destra che Agazzi ha inopinatamente lasciato passare a due passi dalla porta, consentendo a Toni di appoggiare in rete. Il quarto gol di Cuadrado, con un pallonetto dopo un errore di Dessena in disimpegno, ha uccellato Agazzi mentre il portiere si era attardato dopo il rinvio al limite dell’area.  

Portiere a parte, molte scelte della panchina non hanno convinto. In primis l’esclusione di Nenè, il giocatore più in forma col Siena, e non solo per i due gol. Anche considerando gli impegni in rapida successione (dopo la lunga esclusione) che avrebbero potuto infiacchirlo, sarebbe potuto entrare come minimo all’inizio della ripresa. Invece è rimasto a marcire in panchina e la sua presenza a referto indica che non era comunque infortunato.

In un contesto simile non doveva essere mandato allo sbaraglio Murru, un ragazzo molto promettente ma che deve ancora compiere 18 anni. C’erano tante opportunità per vederlo, proprio oggi che la squadra era in emergenza, in trasferta, e con cotanto avversario, è sembrato il modo migliore per bruciarlo. C’è da augurarsi che non venga messo in un cantuccio, se no gli ci vorranno anni per riprendersi.

Altra scelta che fa discutere è l’utilizzo di Casarini a sinistra, dove non aveva mai giocato in vita sua, e quello parziale di Eriksson sul centro destra (idem come sopra). Un’inversione tra i due sarebbe stata molto più logica.

Continua poi il mistero Ribeiro, titolare con Nenè, Pinilla e Ibarbo in panchina. Per mettere lui la squadra ha giocato senza una prima punta e quindi si è snaturata. Al contrario è rimasto sin troppo in campo Cossu, per il quale era facile prevedere che avrebbe finito presto la benzina vista la lunga assenza.

Tutto sommato però è meglio che queste manchevolezze, se proprio dovevano mostrarsi,  siano venute tutte assieme. Così si può pensare per bene al Catania che oggi ha rullato la Lazio manco fosse il Real Madrid dei tempi d’oro. Anche loro hanno fatto un’indigestione (seppure per motivi opposti) e magari arriveranno a Is Arenas credendo di essere diventati chissà chi. Il Cagliari non aspetta altro.

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8 Pensieri su &Idquo;Poker facile della Fiorentina con un Cagliari privo di Conti, Nainggolan,… Agazzi e Lopez-Pulga

  1. Caro Nanni, hai illustrato tutto ciò che ho detto in presa diretta, guardando la partita a casa di amici. Innanzi tutto su Murru: sembra quasi che volessero dimostrare a tutti i costi che Avelar sia più maturo e pronto per questi palcoscenici. Ma perché non provarlo, magari per un tempo, contro il Siena? Perché aspettare una trasferta impegnativa e con la squadra a ranghi ridotti?
    Poi Nenè: se la stanchezza è un ragionamento che vale per lui, a maggior ragione doveva valere per Cossu dopo il primo tempo. Ad ogni modo, meglio che questa sagra di errori sia arrivata tutta in una volta, concentrata in una partita: forse servirà come un salutare ceffone che può riportare tutti con i piedi per terra. Anche se ho la sensazione che Agazzi, quest’anno, abbia subito un’involuzione mica da ridere. E con un portiere così in difficoltà, diventa tutto difficile. Anche con la squadra a ranghi completi.

  2. Anche secondo me gli allenatori hanno sbagliato molto. Resta un mistero l’esclusione di Nenè, come resta un mistero le pessime condizioni fisiche di Pinilla. E poi quell’Ibarbo che non corre più… Speriamo che la logica e il buonsenso riprendano il sopravvento domenica prossima contro il Catania, altrimenti potremmo ritrovarci molto presto nella zona bassa della classifica.

  3. Per dirla alla Marotta, non si capisce la spensieratezza tattica di P&L nel chiedere un pressing alto così intenso già ad inizio gara e senza la presenza di un finalizzatore in area avversaria: era immaginabile che dopo il turno infrasettimanale non si potesse reggere a lungo; il risultato è stato che le due giocate di Sau e ThiagoPantofola nel primo tempo non hanno trovato nessuno in area x finalizzare. Cossu poteva essere utile nel secondo tempo x organizzare il gioco di rimessa (magari con Ibarbo).
    Agazzi nelle uscite è fermo quanto Marchetti era spericolato.
    Accettiamo il poker pensando a sabato prossimo

  4. e nonostante ci fosse di fronte una squadra di invasati dal pressing selvaggio (avete fatto caso allo sguardo di toni?), non si è nemmeno giocato male. con un’altra formazione sarebbe finita diversamente, troppo stravagante per non pensare che sia stata dettata dal pane e mortadella

  5. Adesso va di moda un altro sport: caccia all’ Agazzi! Buon divertimento a tutti! Quando l’avremo “estinto” torneremo ai grandi portieri: Pascolo, Marruocco, Katergiannakis. Agazzi è mediamente un portiere da sei in pagella e in serie A non ne vedo tanti meglio di lui. Ha i suoi pregi e i suoi difetti. Anche il IV gol diventa colpa sua quando è Dessena che fa un bel assist a Quadrado mentre lui era al limite dell’area perchè aveva appena dato la palla proprio a Dessena

    • Mi arrendo perchè per chi non lo sapesse Walter è stato portiere di buon livello. Ma se un secolo fa nelle nostre partite il nostro comune amico Copi avesse fornito una prestazione del genere me lo sarei mangiato vivo. Analizziamo i gol uno per uno: l’area piccola deve essere regno del portiere, e nell’area piccola sono finiti i cross del primo gol di Gonzalo e quello ancora più incredibile del terzo di Toni. Sul secondo poi hai visto dove si era piazzato in attesa del corner? Sul primo palo. Mi domando: è normale? Il quarto l’ho attribuito anch’io a Dessena, ma uno più reattivo avrebbe fatto a tempo a fare un passo in più e a prendere il pallonetto che non era irresistibile. E in ogni caso, anche se vogliamo salvarlo sull’ultimo credo che tre bastino e avanzino.

      • Non voglio certo cominciare una querelle su Agazzi. Concordo che non è molto reattivo sopratutto nell’area piccola e talvolta anche tra i pali. Ma tant’è. Mi piacerebbe che il Cagliari avesse in porta per es. uno Storari per citare il nome di uno bravo tra i più recenti. Sopratutto da tifoso sono preoccupato che le eccessive critiche anche magari durante le partite (es. fischi) lo possa rovinare
        Ps generoso il “portire di buon livello” ma ringrazio

  6. Tante cose da condividere, altre da ragionarci un po’ sopra. Aggiungo una considerazione : c’è da augurarsi che il duo Lopez -Pulga non si faccia prendere dalla mania del tournover. Soltanto così si spiega il Nenè in panchina e l’inguardabile Pinilla in campo.

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