Cagliari a Catania: chi si contenta gode (si fa per dire)

Se siete andati a vedere l’ultima impresa di Ben Affleck al cinema o avete riempito bustoni di spesa alle città mercato, o semplicemente se vi siete seduti in poltrona a leggere un bel libro, avete fatto bene. Vedere questo Cagliari-Catania non vi avrebbe dato nulla di più. Tolta la vivacità di Sau, che peraltro ha fallito l’occasione più nitida, quella giocata a Is Arenas non è stata certo una partita da tramandare ai posteri. Le due formazioni si sono accontentate della divisione della posta in palio senza gettare il cuore oltre l’ostacolo. Hanno svolto un compitino da 6 meno-meno- meno a voler essere buonisti.

 Fondamentalmente i due tecnici (anzi i tre tecnici) hanno impostato la partita più per bloccare le fonti di pericolo altrui che per crearne di proprie e lo 0-0 finale è lo specchio fedele dell’incontro quantunque nella parte finale del primo tempo e nei primi minuti della ripresa il Cagliari abbia creato tre pericoli. Sui primi due è stato bravo Andujar a frenare Sau; sul terzo lo stesso attaccante di Tonara ha ciccato la non facilissima conclusione dalla breve distanza.

Il Catania ha avuto la scusante dell’assenza di Bergessio che oltre ad essere sostituito col semi esordiente Doukara (l’anno scorso in C2 a Vibo Valentia) ha di fatto reso orfano il compagno d’attacco Gomez che è sembrato la brutta copia della punta frizzante vista altre volte. A centrocampo poi si è sentita l’assenza di Almiron entrato solo nel finale.

Il Cagliari ha cercato di innescare il duo Sau-Nenè unicamente con Cossu, peraltro ancora indietro rispetto alla sua condizione abituale, chiedendo a Conti e Nainggolan compiti quasi esclusivi di copertura e a Dessena doti tecniche in costruzione che non rientrano tra le sue peculiarità. Raramente ha appoggiato le sovrapposizioni di Pisano sulla destra e mai quelle di Avelar che se ne è rimasto sempre in copertura.

 Ovvio che in questo contesto le emozioni siano state rarissime, anche perché sull’altro fronte Maran ha fatto ancora meno, limitandosi a impartire direttive ai suoi in chiave di recupero della palla, mai per affondare l’azione.

In un simile contesto le difese hanno avuto vita facile e gli attaccanti hanno potuto fare solo atto di presenza o poco più. Per l’arbitro Di Bello, alle prime armi, una serata tranquilla.

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7 Pensieri su &Idquo;Cagliari a Catania: chi si contenta gode (si fa per dire)

  1. Se il Cagliari avesse giocato come a Firenze (formazione a parte) avrebbe vinto tranquillamente. A vedere “spettacoli” del genere si può pensare legittimamente, come intuisco concordi anche l’amico maurizio, che non valga più la pena di seguire un calcio in cui buona parte delle partite hanno il risultato già scritto

    • Allora non ho capito io. L’atteggiamento del Cagliari avrei potuto capirlo se si fosse giocato in trasferta… se invece è stata una pastetta concordata anche per il ritorno perchè non farla più sporca e prendere tre punti a testa, il Cagliari a Is Arenas e il Catania al Massimino?

  2. Forse ci eravamo illusi dopo le quattro vittorie di fila. Ci eravamo illusi di avere trovato, col duo Lopez-Pulga, un Cagliari in grado di inserirsi nel gruppo di squadre che lotterà per un posto in Europa. Firenze – purtroppo – ha detto no, e col Catania abbiamo avuto la conferma che il Cagliari non potrà che lottare per la salvezza. Nenè a Pinilla no hanno confermato quanto promettevano; Conti ha confermato la sua tendenza a farsi ammonire e poi squalificare; Nainggolan, almeno contro il Catania, è sembrato rassegnato al peggio; Agazzi qualche limite lo ha; Avelar fa il suo compitino ino-ino ( ma così non si va lontano); Cossu sembra predicare nel deserto. In sostanza soltanto Sau ci è sembrato attaccante vero e con prospettive interessanti, al contrario di Thiago Ribeiro e Ibarbo che hanno evidenti limiti caratteriali ( e forse anche tecnici, almeno il secondo, che comunque andrebbe utilizzato diversamente). Resta da parlare dello stadio ( certamente bello da vedere). Non si capisce il perché da parte della Società e del Comune di Quartu siano state divulgate notizie inesatte alla vigilia dell’incontro, per poi essere ancora smentiti. Ma non sarebbe più corretto e intelligente attendere il benestare di Prefetto, Questura, Commissione di vigilia e così via per dire ( e non essere clamorosamente smentiti) che finalmente lo stadio di Is Arenas è agibile e può ospitare i tifosi in tutti i settori ? Ne trarrebbero beneficio sia la Società, sia il Comune di Quartu, sia certa stampa che sembra impegnata a far credere alla gente che parte dell’impianto resta chiuso perché le istituzioni ( tranne il Comune) si divertono a fare dispetti al presidente della società.

    • Credo che su questa annosa vicenda dello stadio se c’è giustizia Cellino dovrà pagare le figuracce che da un anno in qua sta facendo fare alla Sardegna in tutta Italia. E tutto per la bramosia di incassare quattrini dalle attività collaterali. Perchè alla fine tutto nasce dalla sua conclamata avidità. O ci siamo dimenticati che se il Sant’Elia è finito come è finito è perchè lui (in quanto moroso sul canone d’affito da decine d’anni) non ha mai potuto alzare la voce con il Comune (buono anche quello) che non eseguiva la manutenzione straordinaria ?

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