Le “dimissioni” di Stroppa? Con quel Pescara aveva fatto anche troppo

Non so se le dimissioni di Stroppa da allenatore del Pescara siano frutto di una convinzione personale oppure se siano state “incoraggiate” dalla dirigenza e da un clima ostile di tutto l’ambiente. Leggo però che nelle scorse settimane ci sono state pesanti contestazioni da parte dei tifosi abruzzesi all’indirizzo della squadra e segnatamente del tecnico. Rimango francamente allibito, perché in un campionato in cui sono bastate 13 partite (anzi, ne erano bastate 12) per consentire al Milan di eguagliare il numero di sconfitte totali della passata stagione (6); in cui rimane al suo posto un allenatore come Delneri che dopo aver raccolto il Genoa con 9 punti in 8 gare ne ha fatti 0 (diconsi zero) in 5, mi chiedo che pretese e che aspettative potessero esserci intorno alla formazione della squadra in riva all’Adriatico.

Sono convinto che Stroppa sia giunto in A troppo presto perché non può bastare un campionato di C1 alle spalle (da metà classifica peraltro) col Sud Tirol per sedersi tra i grandi. E questo lo dico anche se Lopez potrebbe smentirmi perché lui in A ci è arrivato dopo appena un mese con la Primavera e sta andando benissimo. Però con Stroppa il Pescara ha ottenuto 11 punti in 13 gare, non moltissimi d’accordo, ma è terz’ultimo sulla stessa lunghezza d’onda di Bologna, Palermo e Chievo. In rosa ha solo quattro giocatori che hanno conosciuto la A con una certa continuità: Blasi che è ormai un ex da qualche anno; Colucci e Modesto che non sono certo dei fulmini di guerra, e Terlizzi che ha giocato solo 3 volte per problemi vari. Qualche esperienza nella massima divisione se l’era fatta anche Antonio Bocchetti (da non confondere con il cugino Salvatore, l’ex nazionale oggi in Russia col Rubin Kazan), ma giusto due assaggi in tempi lontani.  Il resto è un’accozzaglia di esordienti, taluni ultratrentenni, altri giovani di belle speranze ma pieni di limiti attualmente. Come se non bastasse la società ha imposto al tecnico l’utilizzo in pianta stabile del giovane portiere Perin, un classe ’92 molto promettente, ma che rischia di bruciarsi perché evidentemente non è pronto per giocare a certi livelli e non passa domenica che non prenda gol evitabili.

Il Pescara sta procedendo secondo i piani, anzi, a mio avviso anche oltre. E’ in piena lotta salvezza, cosa si aspettavano che veleggiasse in zona Europa League? Certe volte la gente è strana, mah! Voglio vedere se Colomba o chi per lui farà molto meglio con questi giocatori. Il diesse Delli Carri dovrebbe farsi un bell’esamino di coscienza, salvo che non faccia parte del solito carrozzone che impone i suoi tecnici e che spinge perché vengano esonerati gli altri.

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Un pensiero su &Idquo;Le “dimissioni” di Stroppa? Con quel Pescara aveva fatto anche troppo

  1. Sei ultimo in classifica ? Paga l’allenatore. E questo a prescindere dal valore della squadra. Il Pescara, appena arrivato in serie A e terz’ultimo in classifica a pari punti con Chievo, Palermo e Bologna, non potrà mai andare al di là della salvezza: faticosa da raggiungere, come per altre squadre. Ma Stroppa deve andarsene perché non sufficientemente motivato. Una scusa per giustificare le carenze di una squadra che ha ceduto i suoi migliori elementi. Forse, tra poco, leggeremo dell’allontamento di Del Neri e Gasperini: due allenatori chiamati da Preziosi e Zamparini a sostituire i tecnici che avevano guidato le squadre per le prime cinque-sei giornate di campionato. Ma non sono gli unici a rischiare. Anche Corini ( Chievo) ed Allegri (Milan) potrebbero essere esonerati se non otterranno i risultati che i presidenti si attendono. Così si creano i posti di lavoro: via uno, avanti un altro. Tutto bene se i risultati cambiano, altrimenti …via anche il secondo allenatore ed avanti un terzo. Per la gioia dell’Associazione allenatori. E i presidenti stanno sempre li a pretendere vittorie che non arriveranno mai con la frequenza pretesa, o almeno sperata.

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