Triago e Pinilla: servito il poker col morto (Il Pescara)

Ribeiro sembrava Alice nel paese della meraviglie o se preferite Calandrino nel paese di Bengodi (anzi di Bergodi). Un tripletta tutta sua, e quando mai l’avrebbe potuta realizzare se non contro lo squinternato Pescara? Quando scrissi che Stroppa con quella squadra aveva fatto miracoli mi riferivo proprio allo sfascio che puntualmente si sta verificando con il successore. Da quando è arrivato Bergodi solo sconfitte e per giunta subite in malo modo. Non perché quest’ultimo sia incapace, ma perché la situazione era delicatissima, legata a un filo, e siccome non stiamo parlando del miglior tecnico del mondo e neanche di uno che abbia esperienza di serie A, era prevedibile che con quel gruppo totalmente inesperto sarebbe naufragato (almeno finora; l’augurio è che possa rifarsi).

Al Cagliari poco importa, pur con lo schieramento dei ragazzini, secondo una sciocca usanza della Coppa Italia, con un Del Fabro addirittura del ’95 e Murru e Piredda del ’94, Lopez e Pulga hanno potuto divertirsi e far divertire il pubblico. E con il 4-2 finale sigillato dal ritorno al gol di Pinilla si sono regalati il prossimo turno con la Juventus.

Il protagonista assoluto dell’incontro è stato Ibarbo, che tra scatti, assist e allunghi avrà macinato trecento avversari e altrettanti chilometri. In porta Avramov ha alternato due grandi interventi a qualche leggerezza (come il fallo del rigore poi trasformato da Cascione), mentre Eriksson ha giocato a corrente alternata e Ceppelini al di là di un numero pregevole tecnicamente ha confermato che tre anni sono trascorsi inutilmente e che in quanto a saper stare in campo è ancora all’abc. Non ha mai tenuto le distanze tra i reparti, non si è mai proposto al momento giusto e quel che è peggio, a parte il cross in beata solitudine per il quarto rossoblù, non ha avuto mai la percezione dell’attimo giusto per servire il compagno smarcato.

Qualche ingenuità di troppo anche per Murru mentre in quanto a personalità il subentrato Piredda ne ha mostrato da vendere. Si è visto nel finale Camilleri, finora oggetto misterioso, mentre Thiago, anzi Triago, ha vissuto davvero una serata da ricordare. Tre gol, uno più facile dell’altro, d’accordo, ma sono sempre tre gol. E infine un applauso ai tifosi che si sono fatti sentire anche in un orario impossibile e in una sfida tutt’altro che di cartello. Alla fine i quattro gol se li sono proprio meritati.

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