Tra pali e Paloschi gode solo il Chievo

Il Cagliari gioca con i pali, il Chievo con Paloschi; Sorrentino para, Agazzi non impara; gli ospiti hanno Hetemaj, Pinilla non segna mai. Tentiamo anche con Ibarbo, ma s’ingarbuglia e fa lo sgarbo. Non ci resta che Thiago, ma è meglio non dargli spago. Morale della favola, dopo l’ubriacatura dei quattro successi consecutivi il Cagliari ha ottenuto appena due punti nelle ultime sei partite ed è di nuovo a due sole lunghezze dalla zona retrocessione.

Come abbia potuto perdere questa sfida col Chievo è uno dei tanti misteri che rendono il calcio bello e ingeneroso. Non che l’inizio facesse promettere chissà che, ma quando i veronesi sono andati al riposo ancora sullo 0-0 grazie a quattro paratone di Sorrentino su Sau (2 volte), Pinilla e Conti, neanche il più accanito dei sostenitori veneti avrebbe scommesso un euro su un risultato diverso dalla sconfitta per i propri beniamini.

E la scena è proseguita nella ripresa, quando alle conclusioni rossoblù si sono aggiunti i pali dello stesso Sau e di Pisano.

Il Chievo in avanti era assente ingiustificato. Non un tiro nello specchio della porta di Agazzi che fra i pali poteva leggersi comodamente un libro di John Grisham, completare l’ultimo numero della Settimana Enigmistica, e ridere riguardando un vecchio fumetto di Geppo, il diavolo buono della sua infanzia.

Ma forse il portiere si è immedesimato troppo nelle vicende del suo eroe dei fumetti, perché quando gli è arrivato il primo tiro dopo un’ora abbondante di gioco, non ha trovato di meglio che accompagnarlo in rete nonostante quella conclusione fosse più centrale della piazza Costituzione a Cagliari.

A quel punto hanno perso la testa anche in panchina, dove Pulga e Lopez hanno visto bene di levare Sau che era stato fino a quel momento il più pericoloso, e di ignorare Nenè che volenti o nolenti quest’anno è molto più affidabile di Pinilla (Ribeiro neanche lo conto e Ibarbo non lo considero una punta).

Però siccome di avvicinava il recupero e su qualche palla sporca si poteva sempre rimediare, Geppo-Agazzi ha visto bene di eliminare l’inquietudine concedendo agli ospiti il raddoppio su punizione di Thereau. Si dirà che il francese ha calciato a fil di palo, e nessuno potrebbe obiettare, ma basterebbe guardare il punto da cui ha battuto quella punizione, per capire che l’angolo in cui si è infilato il pallone era anche l’unico che il giocatore del Chievo potesse cercare. Geppo-Agazzi per essere chiari, si è piazzato sull’altro palo nonostante la distanza siderale gli consentisse di starsene tranquillamente al centro. Ovvio che poi non ci sia arrivato.

Peccato davvero per il Cagliari, mentre Corini se la ride sotto la pelata. Dopo sei ko su altrettante partite, in trasferta la sua squadra gli ha regalato due vittorie consecutive. Mica male.

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3 Pensieri su &Idquo;Tra pali e Paloschi gode solo il Chievo

  1. Per giocare con i “se” ed i “ma” dico subito che se i palloni calciati da Pisano e Sau anziché finire contro i pali fossero finiti in fondo alla rete, ora – con tutta probabilità – parleremmo di una vittoria del Cagliari sul Chievo. Ma così non è stato e siamo costretti a parlare del successo dei veneti. Tante le cause di questa ennesima sconfitta: Pinilla, sfortunato contro il Chievo ( ma bravo Sorrentino, dobbiamo aggiungere) continua a non trovare il gol; poco fortuna anche per Sau, che , comunque, secondo me resta l’attaccante rossoblu più pericoloso; Nenè ancora una volta relegato in panchina e neppure preso in considerazione nel corso dei novanta minuti; Ibarbo nullo quando tutti, a cominciare da Pulga e Lopez, speravano di vederlo correre e servire palloni così come aveva fatto contro il Pescara in coppa; Thiago Ribeiro chiaramente “svuotato” psicologicamente per essersi visto “scaricato” nonostante i tre gol realizzati mercoledi in coppa; Cossu non è ancora nelle sue migliori condizioni di forma. Se a tutto questo aggiungiamo qualche distrazione dei difensori ( il primo gol del Chievo doveva essere evitato), avremo un quadro completo di questo Cagliari che ci aveva fatto sognare dopo l’esonero di Ficcadenti. C’è qualcosa che non va; certamente non sono le vicende dello stadio a rendere i giocatori meno attenti e incapaci di segnare gol, nè gli anatemi lanciati da quei 17 studenti lasciati senza biglietti omaggio in occasione della partita col Napoli. Proviamo ad indovinare, tutti noi frequentatori di questo blog, che cosa manca al Cagliari.

  2. Pinilla non è lo stesso dell’anno scorso, c’è una netta mediocrità tecnica a centrocampo che rende la manovra lenta e prevedibile, Cossu è l’unico dai piedi buoni ma non basta ed è già da qualche tempo che corre meno, i due terzini non fanno un cross decente ( ne ho visto solo uno di Pisano ), in difesa alcuni singoli sono insufficenti e anche il portiere lo è.
    Nonostante questi aspetti critici comunque il Cagliari ha avuto parecchie occasioni anche perchè il Chievo è apparso inferiore ma ha vinto perchè aveva Il coltello tra i denti.Il fantastico Duo (Pulga-Lopez) +1 (Cellino) dove sono ora dopo un inizio con idee semplici ma efficaci?

  3. I primi due ( la coppia Lopez – Pulga) a tentare di capire dove stanno sbagliando, il presidente a divertirsi in tribuna tra i tifosi oppure a fare gesti scaramantici. Speriamo che cerchino anche di intervenire nell’interesse della squadra. Il campo c’è; Ficcadenti non c’è più; le strade vengono regolarmente sbarrate per evitare un traffico che potrebbe distrarre i giocatori; i tifosi sono tornati ( forse anche quei 17 studenti che minacciavano di far perdere il Cagliari nelle successive partite interne); i bar (all’interno) ci sono; la città di Quartu, nonostante i mille problemi, è perennemente in festa, e chi più ne ha ( di rilievi positivi) ne aggiunga, ed allora: che cos’è che non va ? Facciamocelo dire dai responsabili e da chi , una volta , parlava di squadra in grado di competere per la qualificazione ad una competizione europea e scaricava tutte le responsabilità su Ficcadenti e su uno stadio che non c’era.

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