Il Cagliari per un tempo esalta, per 75′ si illude, poi si fa male da solo contro una Juve sbiadita

Peccato davvero Cagliari, aveva dato tutto per battere la Juventus: l’ha annichilita sul piano del ritmo, l’ha disorientata su quello della personalità, l’ha annientata su quello del palleggio. Ma solo sino al 70’. Ed è paradossale come poi abbia dovuto soccombere più per i propri colpi bassi che non per quelli dei campioni d’Italia. Il primo glielo ha inferto la triade Cellino-Pulga-Lopez schierando titolare Ribeiro a discapito di Cossu. E quindi si è partiti da 10 contro 11 perché il brasiliano non l’ha proprio mai vista. Ma neanche quello è bastato per far andare i bianconeri, imbolsiti come non mai. Il rigore procurato da Sau al quarto d’ora e poi trasformato da Pinilla è stato la logica conseguenza di una superiorità rossoblù perfino imbarazzante nel gioco. Agazzi è andato al riposo senza dover compiere alcun intervento degno di questo nome. Nella ripresa la triade ha inferto la seconda stilettata tenendo in campo Pinilla che non può aver certo i 90’ sulle gambe per via del suo modo molto personale di concepire la vita da atleta. Ma anche in questo caso la Juve non sarebbe andata oltre il predominio territoriale piuttosto sterile. A complicare dannatamente le cose ci ha pensato allora il capitano Astori, che ha visto bene di farsi dare il secondo giallo quasi a volerlo cercare (da dieci minuti l’arbitro era assediato dagli juventini non senza ragione per qualche decisione a loro danno e non vedeva l’ora di… rimediare). Peccato, perché a quel punto col Cagliari in 9 (ricordiamo che c’era sempre Thiago Ribeiro, o meglio non c’era mai), la squadra campione d’Italia ha cinto d’assedio i rossoblù penalizzati anche dall’uscita di Sau (altra perla della triade: Pinilla e Ribeiro che si trascinavano sono invece rimasti).

Vidal ha sbagliato un rigore ma Agazzi, che pure un paio di belle parate le ha fatte, si è esibito nel suo passatempo preferito, la mancata presa, consegnando finalmente a un quarto d’ora dalla fine la palla a Matri per il pareggio. In campo i grandissimi Nainggolan, Ekdal e Dessena non potevano più nulla e nel ridicolo recupero di 6 minuti (poverini questi arbitri, che pena che fanno, quando si sentono in debito con le grandi perdono ogni forma di dignità). Ed è così giunta la seconda rete di Matri e il sigillo finale di Vucinic. Vorrei chiudere opinando sull’opportunità di schierare il diciassettenne Del Fabro nel finale in cui la squadra in 9 aveva ormai perso la bussola. Ma mi sembrerebbe di infierire sulla triade. Questo Cagliari oggi ha perso perché il nemico ce l’aveva in casa, altro che storie. E una volta per tutte dico che la Juventus potrà conquistare anche il secondo scudetto consecutivo ma è una squadra che non ha nulla di trascendentale, basta che non giochi al massimo del ritmo perché mostri precisi limiti. Il tragico è che da due anni domina il campionato. Figurarsi le altre.

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5 Pensieri su &Idquo;Il Cagliari per un tempo esalta, per 75′ si illude, poi si fa male da solo contro una Juve sbiadita

  1. La formazione e i cambi sono stati davvero geniali…..il secondo tempo per esempio era la situazione ideale per far correre ibarbo. il “trio tafazzi” (o è un solista?) continua a darsi bottigliate sulle palle

  2. C’erano tutte le premesse per elogiare la grande prova dei giocatori del Cagliari : generosi, decisi, attenti , quasi spavaldi contro la Juventus capolista. I bianconeri hanno tremato e temuto che oramai la sconfitta fosse inevitabile. Poi, l’espulsione di Astori ( ma come si fa, già ammonito e perdonato per un abbraccio in area, a commettere un altro fallo a metà campo !) e l’infortunio di Ekdal senza possibilità di cambio, hanno consentito ai bianconeri di vincere nei minuti di recupero. Queste le premesse. In seguito sono venute le inopportune dichiarazioni del presidente contro la Juventus ( antisportiva e opportunista, quindi protetta ), contro il direttore di gara ( e ci mancherebbe !) , e perfino contro la Lega di cui è vice presidente. E la bella prova della squadra è andata a farsi benedire. Le statistiche diranno che il 21 dicembre del 2012 il Cagliari, impegnato a Parma ( campo neutro) contro la Juventus per l’indisponibilità in Sardegna di un impianto sportivo omologato per la serie A, fu sconfitto per 3-1. Non parleranno di un bel Cagliari, di un bravissimo Sau, di espulsioni, ammonizioni, infortuni, fortuna e sfortuna, di Juventus ingrata, di arbitro che ha visto e non visto rigori. Sempre le statistiche non diranno che il presidente del Cagliari si è dichiarato disgustato di questo calcio . Ecco: disgustati. Ma non soltanto di questo calcio.

  3. Una recentissima inchiesta tra lettori di un giornale online dice che il Cagliari avrebbe bisogno di nuovi acquisti. Al secondo posto si piazzano le risposte relative alla necessità di mettere fine alle polemiche sullo stadio e contro gli arbitri. Forse sono due verità che vanno a braccetto: qualche rinforzo “serio” in difesa e centrocampo, e poi tranquillità. Quest’ultima, a quanto pare, tornerebbe molto presto: il Sindaco di Quartu ha promesso di firmare subito, per Cagliari- Genoa, l’autorizzazione all’utilizzo dello stadio di Is Arenas. Un bel passo avanti. Speriamo che altrettanto possa fare la Commissione che controlla che tutti i lavori siano stati eseguiti secondo le norme vigenti. E allora via col girone di ritorno e la risalita che tutti i sardi si augurano. Anche quanti non erano d’accordo con le polemiche che hanno portato alla quasi rottura ( o rottura del tutto) con le Amministrazioni comunali di Cagliari, Elmas e Quartu, con il Prefetto, la Commissione di vigilanza, la Lega calcio, la Juventus e gli arbitri.

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