Mitrovic e Picci: bravo Brescia a scovare due goleador così

La serie B va al meritato riposo invernale lasciandoci nell’ultimo turno le prime prodezze di due attaccanti del Brescia che vale la pena conoscere.  Uno è Marko Mitrovic, lungagnone del 1992, che ha realizzato la prima rete tra i cadetti alla nona apparizione part time (nelle ultime 10 giornate è entrato solo 3 volte). Il suo impatto non si può certo definire devastante e ciononostante gli assistenti di Corioni acquistandolo a costo zero hanno dimostrato di avere buon fiuto. Mitrovic è infatti uno svedese di Malmo con chiari origini serbe e non a caso sin da giovanissimo venne accostato a Ibrahimovic. Si mise in luce con la nazionale u.16 scandinava realizzando 7 reti in 4 gare in un torneo giovanile e gli osservatori del Chelsea fecero sul suo conto una relazione così positiva che in pochi mesi la società di Abramovich tirò fuori 4 milioni di euro per portarlo a Londra appena sedicenne.

 In Inghilterra le cose andarono molto bene la prima stagione e in parte la seconda, ma alcuni brutti infortuni subiti negli ultimi due anni (tra i quali la rottura dei legamenti nel 2011) hanno fatto sì che a Stamford Bridge non gli proponessero un rinnovo di contratto e così a giugno 2012, proprio in corrispondenza del suo ventesimo compleanno, il giocatore si è trovato a spasso ed è stato bravo il Brescia a portarlo a casa.

L’altro debuttante del gol con le rondinelle è invece un attaccante più maturo, il 27enne Antonio Giulio Picci. Anche lui sopra l’1,85, per arrivare a giocare fra i cadetti ha dovuto percorrere l’intero stivale partendo da Bari dove è nato e dove è cresciuto calcisticamente. Quattro volte ben oltre la doppia cifra nelle ultime quattro stagioni in serie D, prima di arrivare al Brescia (11 presenze quest’anno, ma neanche 2 come minutaggio) ha giocato in Puglia, Calabria, Sicilia, Abruzzo ed Emilia e Romagna, quasi sempre in quinta serie o al massimo in C2. Una gavetta lunga e una voglia di arrivare incredibile. Prova ne sia che la passata estate, appena arrivato in ritiro, durante un’amichevole con l’Albinoleffe svenne. Tutti preoccupati per le sue condizioni lo portarono fuori in barella, ma lui appena ripresosi volle rientrare in campo. Solo il provvidenziale intervento dell’allenatore Calori lo convinse che fosse meglio non rischiare. Per fortuna si trattò solo di un calo di pressione. I suoi gol li ha sempre fatti e continuerà a farli perché l’istinto è innato. A patto che gli diano l’opportunità facendolo giocare un po’ di più.

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