Finisce nell’abisso più profondo ma è un Cagliari ritrovato.

E’ incredibile l’epilogo di questa partita. Il Cagliari ha centrato a Roma il sesto ko di fila in campionato, record negativo assoluto nei suoi 34 anni di calcio in serie A, ma paradossalmente ha raggiunto l’abisso più profondo nella serata in cui ha dimostrato di essere una squadra vera e un gruppo ben affiatato. Mettere sotto la seconda in classifica, per giunta all’Olimpico, con una difesa totalmente rinnovata per tre assenze su quattro, significa avere dei valori. Lasciamo perdere la classifica che non può certamente essere bella, ma bisogna andar fieri di questo Cagliari che continuando a lottare così e a giocare al calcio in questo modo non potrà che rimettersi presto in carreggiata.

Ha perso, e alla fine è quello che conta, ma bisogna dire che sull’episodio decisivo ci sarebbe molto da discutere. Sono sempre molto critico con il portiere Agazzi, e anche in questa occasione mi domando se fosse logica quell’uscita ai limiti dell’area sui piedi di Klose. Ma a parte che fino a quel momento l’estremo difensore era stato finalmente impeccabile, non posso fare a meno di tenere in conto il giudizio di un ex portiere come Marchegiani, commentatore Sky, che nell’azione decisiva per la vittoria biancoceleste ha evidenziato un grossolano errore dell’arbitro Orsato e degli assistenti al seguito. Klose aveva ormai calciato e la palla stava volando alto sopra la traversa quando per una precisa legge fisica Agazzi è andato a franargli contro.

Peccato, perché nonostante la lunga attesa Candreva ha poi battuto Avramov consegnando così ai biancocelesti tre punti che avevano fatto ben poco per meritarseli. Anzitutto perché il Cagliari ha giocato la solita bella partita come ogni volta che non deve rimontare uno svantaggio, quindi perché Marco Sau ha proseguito la sua marcia di avvicinamento a Brasile 2014 segnando un gol da favola dopo 61′ di gioco. E infine perché l’1-1 di Konko su azione d’angolo era sembrato già un premio per i capitolini.

Perché non dimentico che la Lazio ha colpito due legni sullo 0-0, ma per una formazione che si pone come anti-Juve (così dice la classifica) sarebbe lecito aspettarsi uno schieramento più offensivo. Almeno negli incontri casalinghi e contro le squadre della bassa classifica. Avevano solo Klose come attaccante e infatti hanno penato tantissimo per rendersi pericolosi.

Detto che un Nainggolan così è da Resto del mondo e che il gol di Sau è roba per palati sopraffini (non tanto e non solo per la preparazione, ma soprattutto per come ha “chiuso” il destro tagliando fuori il possibile intervento di Marchetti), credo che nel giorno più nero per le sue statistiche il Cagliari si sia comunque ritrovato. Sarà poca cosa, anzi non lo è per niente.

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3 Pensieri su &Idquo;Finisce nell’abisso più profondo ma è un Cagliari ritrovato.

  1. Partita rubata senza dubbio! Detto questo possiamo dire che sau e naingolan sono di categoria superiore….che possiamo vendere astori senza problemi… Che proseguirei nello schierare un rombo “tosto” con naingolan vertice alto…. Io sono fiducioso per il futuro ma ci serve una spalla dignitosa per sau

  2. Come previsto, mai dire mai. Ed infatti il Cagliari stava per fare un brutto scherzo alla Lazio. Poi, lo scherzo lo ha fatto l’arbitro al Cagliari. Un rigore inesistente ( mi auguro che i commentatori siano leali con i rossoblu) ha tolto dai pasticci i biancocelesti e messo il Cagliari, con due esopulsioni, nelle condizioni di non nuocere. Resta l’amarezza per un risultato negativo immeritato, ma anche la soddisfazione ( magra) di avere messo in… imbarazzo la seconda in classifica. E poi quel Sau davvero grande. Ed un bravo anche a Del Fabbro, giovanissimo ma già in grado di opporsi con successo a campioni affermati. Per il resto proprorrei ottimi voti per tutti, in particolare per Agazzi e Nainggolan.

  3. È semplicemente una sconfitta che non abbiamo subito…Orsato avrebbe bisogno di uno psicologo perché solo con il suo desiderio di ergersi a protagonista si può dare spiegazione ad una tale nefandezza

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