Orsato in pieno raptus: ad un certo punto voleva espellere anche gli autisti e i raccattapalle

Agazzi, Cossu, Pulga e Congiu: due giocatori, un allenatore e un fisioterapista. Pare che Orsato, in pieno delirio da cartellino rosso, dopo la doccia sia corso in accappatoio sul piazzale davanti allo spogliatoio e abbia sventolato l’ineffabile cartellino anche all’autista del pullman rossoblù, ma questi gli avrebbe risposto: “Che vuoi me ne sto andando senza che me lo dica tu, li sto riportando  in albergo”. E il fischietto di Schio non senza un gesto di stizza è tornato sui suoi passi, rifacendosi però sui bambini che lo avevano accompagnato all’ingresso in campo con la maglia rossoblù. Li ha guardati e ha spento i loro sorrisi con il solito gesto. “Ma signor Orsato sono i miei figli” gli ha fatto notare Hernanes… Sembrava quella macchietta che faceva benissimo Verdone, un signore con gli occhiali con lenti tipo fondo di bottiglia che diceva a tutti: “Te caccio fuori questa. E come te le caccio fuori? Te la caccio fuori con questo, te la caccio fuori. Vidimato e timbrato”. Povero Orsato che a scuola per prenderlo in giro chiamavano Orzata. Con quelle che ha combinato stavolta sembrava piuttosto una cedrata. Una cedrata che voleva fare pagare la tassa a tutti. E che tassa! Una cedrata Tassoni insomma!

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2 Pensieri su &Idquo;Orsato in pieno raptus: ad un certo punto voleva espellere anche gli autisti e i raccattapalle

  1. A prescindere dal risultato finale ( alla Lazio sarebbe andata alla grande anche il pareggio), resta la beffa di un rigore inesistente. Agazzi altro non ha fatto che tentare di intercettare il pallone. Poi, non potendo restare in volo, è caduto e il laziale gli è andato addosso. L’arbitro , o forse “l’uomo” di fondo campo, ha visto il fallo del portiere cagliaritano e così lo ha espulso per doppia ammonizione. Una beffa, appunto. Ma resta l’ottima prova dei rossoblu che anche in nove hanno costretto i laziali a difendersi.

  2. Parlare di complotto per far retrocedere il Cagliari ( come non pochi tifosi hanno insinuato) mi sembra un po’ troppo; anzi, direi fuori da qualsiasi ragionamento sensato. Certo è che Agazzi non ha commesso nessun fallo su Klose (semmai ha rischiato di prendersi un bel calcione in faccia) e, pertanto, non meritava il secondo giallo e quindi l’espulsione. Un arbitro più attento, e meglio assistito dal collaboratore di fondo campo, non avrebbe assegnato il rigore decisivo per la vittoria della Lazio. L’inesistenza del fallo è stato ribadito anche da vari commentatori ( i cosidetti moviolista della carta stampata), da Gianni Mura sul Corriere della sera e, durante la telecronaca su Sky, dal commentatore tecnico Marchegiani. Detto tutto questo non ci resta che prendere atto dell’errore ( ma tanti altri sbagli sono stati commessi in vari campi), pensare in positivo e quindi preoccuparsi delle prossime partite. E’ pure necessario smetterla col pensare a complotti relativi alla vicenda Is Arenas. Se esistono delle leggi vanno rispettate; è da sciocchi continuare a sostenere che in molti casi le regole non vengono rispettate e che dietro i tanti problemi sollevati per lo stadio di Quartu ci sarebbero delle forze occulte. I giocatori del Cagliari non meritano tutte queste chiacchiere. Pur perdendo, hanno giocato bene sia contro la Juventus che contro la Lazio ( prima e seconda in classifica) e, di conseguenza, vanno soltanto aiutati a risollevarsi dopo tante sconfitte consecutive, senza trovare alibi ridicoli per quanto è accaduto e sta ancora accadendo.

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