Tutti chiedono Nenè, ma il Cagliari farebbe bene a tenerselo

Nel Cagliari che ritorna a soddisfare le aspettative dei tifosi (anche se la classifica dice il contrario) continua a risultare misterioso il trattamento riservato a Nenè. Non parlo della scelta di escluderlo a Roma con la Lazio, perché ritengo che siano proprio quelle le situazioni in cui Ibarbo riesce a dare il meglio di sé (casomai si potrebbe studiare di sistemare il colombiano sulla fascia facendo la spola da un’area all’altra e schierare contemporaneamente Nenè davanti con Sau). MI sfugge nel complesso proprio la scarsa considerazione di cui gode questo brasiliano. Lo dico perché ogniqualvolta si rende protagonista di una bella prestazione finisce presto nel dimenticatoio e trattato come l’ultima delle riserve. Cosa che per esempio non capita a Pinilla nonostante il rendimento del cileno quest’anno sia distante anni luce da quello dell’anno scorso (per inciso, riferendoci a questa stagione la media gol di Nenè è una rete ogni 2.7 partite, quella del cileno andato a segno peraltro solo con due rigori è un gol ogni 3.6 gare) .

Mi riferisco anche alle voci di mercato che vorrebbero Nenè in partenza ovunque pur di liberarsi di lui. Ora lo chiede il Napoli per fare la riserva di Cavani, ora il Torino per sostituire Bianchi in rotta con la società, ora chissà dove. Ma davvero il Cagliari inteso come società e tecnici lo considerano così scarso? Io non sono affatto d’accordo. Se c’è un difetto che trovo nel centravanti è solo quello di essere troppo generoso, come dimostra l’eccessivo dinamismo che lo fa rientrare sino alla linea dei terzini. Tutte cose che piacciono molto agli allenatori, ma che all’atto pratico significano scarsa lucidità sotto porta. E invece lui è un attaccante che sa usare bene sia il destro che il colpo di testa.

E allora non commettiamo l’errore di cederlo a cuor leggero, un professionista così va tenuto ben stretto.

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Un pensiero su &Idquo;Tutti chiedono Nenè, ma il Cagliari farebbe bene a tenerselo

  1. In effetti non si capiscono bene i criteri seguiti da Pulga e Lopez in fatto di utilizzo dei giocatori che hanno a disposizione. Se lo spiegassero, anche senza cadere nei particolari, certamente farebbero un buon servizio a se stessi ( specie ora che la squadra non vince da molte giornate) ed ai giocatori esclusi. Purché non ci parlino di turnover: diventerebbero ridicoli. Di Cossu si stanno lentamente perdendo le tracce ( la reazione contro l’arbitro per il rigore assegnato alla Lazio probabilmente è frutto della scarsa considerazione di cui gode in questo momento); Nenè resta fuori squadra subito dopo una buona prestazione; Pinilla lo danno costantemente alle prese con qualche problema di salute ( e poi magari va in panchina); anche i meno competenti capirebbero che Ibarbo dà il meglio di sè soltanto quando gioca sulla fascia destra; Sau si trova regolarmente a dover costituire, di volta in volta, coppia d’attacco con un compagno diverso, oltre che a dover “pietire” palloni giocabili. E le osservazioni potrebbero continuare.La perla nella gestione degli uomini resta comunque quel cambio che, con Avelar in panchina, vide l’inserimento di Perico a destra con relativo spostamento di Pisano a sinistra. Infine le voci di mercato: non fanno bene nè ai giocatori, nè ai tifosi che attendono acquisti seri.

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