Milan: il fuoriclasse non è Balotelli ma Raiola

Il passaggio di Balotelli al Milan, per il quale si attende da un momento all’altro solo l’ufficialità, è la conferma che Mino Raiola è ormai il vero padrone del calcio italiano. L’agente 45enne figlio di emigranti di Angri in Olanda, dove si trasferì a soli 4 anni, e che per questo prese la nazionalità orange, ha compiuto un’impresa che pochi al suo posto avrebbero saputo mettere a segno. Da anni, è noto, è il consigliori e qualcosa di più di Galliani, ruolo in cui ha saputo scalzare una vecchia volpe come Bronzetti, ma stavolta è riuscito come non mai a fare le nozze con i fichi secchi. L’imput di casa Milan era chiaro: con le elezioni in vista serve un colpo di mercato anche se non ci sono quattrini. E lui il colpo l’ha fatto col botto, perché portare Mario Balotelli non era proprio semplice. Ha usato tutte le armi secondo stile, lecite e… meno lecite. Perché se Supermario ha rotto definitivamente con Mancini e con l’ambiente è anche per certi atteggiamenti preordinati. E’ riuscito a far prendere al suo assistito un ingaggio ben oltre il tetto imposto dai rossoneri (quattro milioni netti di euro più uno di bonus per non perderci nel passaggio dal Manchester City); lo ha imposto come il colpo del secolo facendo dimenticare che Balotelli dall’Europeo a oggi ha segnato un solo gol in sette mesi; ma soprattutto ha fatto rimangiare a Berlusconi la famosa affermazione della “mela marcia” che sembrava aver chiuso ogni possibilità per il suo assistito. E se è vero che siamo abituati ai dietro front repentini dei nostri politici, non era semplice ottenere una virata di 180° dal Cavaliere.

Il Milan pagherà il cartellino del giocatore in un numero mai visto in passato di rate (cinque o sei) e alla fine quei 22 milioni non peseranno più di tanto in bilancio. In quanto all’ingaggio andrà anche meglio se è vero che sempre Raiola farà fare le valigie a Robinho, altro suo assistito, che prendeva (oserei aggiungere in maniera scandalosa visto il rendimento) la bella sommetta di 6 milioni di euro netti all’anno.  

Tanto di cappello a Mino e poco importa quale potrà essere il rendimento di Supermario. Il clamore per il suo trasferimento l’ha già ottenuto ed era in fondo questo che interessava a Sua Emittenza.

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2 Pensieri su &Idquo;Milan: il fuoriclasse non è Balotelli ma Raiola

  1. Che cosa non si fa in periodo di campagna elettorale ! Si sparla di un giocatore, si fa credere ai tifosi che nell’interesse di tutti è meglio rinunciare a certi personaggi, e poi, con un colpo di teatro, ecco arrivare la “mela marcia” per la quale , ora, quegli stessi tifosi devono sorridere felici. Le restanti partite di campionato ci diranno se la “mela marcia” sarà davvero utile al Milan, ovvero se l’affare lo ha fatto il Manchester City, quindi Mancini, che è riuscito a “sbolognare” ad Allegri una bella ( o brutta ?) gatta da pelare.

  2. E se Balotelli fallisse nel Milan di Allegri ? Non ci sarebbero problemi: le colpe verrebbero addossate all’allenatore che non avrebbe saputo valorizzare un giocatore “mollato” prima dall’Inter ed ora dal Manchester City. Se invece le cose andassero bene, i meriti sarebbero tutti da chi ha voluto l’attaccante definito “mela marcia” prima dell’acquisto.

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