E se Klopp avesse fatto bene a dir no ad Abramovich?

  • Tutti parlano dell’impresa del Real Madrid a Manchester, dell’ennesima vittoria di Mourinho su Ferguson e della grandezza di Cristiano Ronaldo che contro il maestro che l’ha fatto diventare grande (e nel tempio dell’Old Trafford che l’ha cresciuto), ha saputo piazzare la botta vincente che nessuno alla vigilia avrebbe potuto prevedere (tranne forse l’ arbitro turco…). Ma la prima giornata del turno di ritorno degli ottavi di Champions ha messo in mostra soprattutto la facilità del Borussia Dortmund di accedere ai quarti eliminando lo Shakhtar Donetsk di Lucescu e ha imposto all’attenzione generale (anche per la vittoria finale) la squadra dell’allenatore emergente Jurgen Klopp. Questi è coetaneo di Massimiliano Allegri (classe 1967) e in carriera dopo aver giocato per diversi anni nel Mainz (per noi Magonza) prima in attacco e poi come difensore, ha allenato la stessa squadra per sette stagione prima di accettare la proposta degli eterni rivali del Bayern che con lui hanno vinto le ultime due edizioni della Bundesliga (quest’anno però il titolo tornerà in casa bavarese). Klopp è un tipo anomalo nel panorama calcistico. Non più tardi di un mese fa ha rinunciato a un contratto faraonico propostogli da Abramovich per il Chelsea dicendo che lui  sta bene a Dortmund dove deve finire il lavoro inziato nel 2008 solo fra quattro anni. Vedremo se la squadra di Santana e Blaszczykovski manterrà le promesse.

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2 Pensieri su &Idquo;E se Klopp avesse fatto bene a dir no ad Abramovich?

  1. Bravo Klopp e brava il borussia dei giovani! È la dimostrazione di come la programmazione paga anche nel calcio. Da piacere vedere dei giovani giocare bene e imporsi a livello internazionale. La germanica ha da insegnarci qualcosa anche stavolta.

  2. Per un allenatore, purtroppo, non sempre è facile lavorare bene, in tranquillità, con programmi a non brevissima scadenza e senza la preoccupazione di essere esonerato alla prima o seconda sconfitta di seguito.Di queste cose hanno spesso parlato Lippi e Capello divenuti allenatori della nazionale di Paesi lontani. Come ho detto altre volte, in Italia gli esoneri sono frequentissimi e portare a termine un progetto è pressoché impossibile. Tanto di cappello, pertanto, a Klopp che ha dimostrato che si può anche rinunciare a qualche Euro in più per rispetto di se stessi e del un programma-patto con la Società per la quale lavora.

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