Messi in croce senza scuse e senza aiutini: 4-0. Tutto qui il Milan?

Parliamoci chiaro. Per quanti elogi si possano fare al Barcellona, formazione i cui giocatori erano sempre ben messi in campo, era difficile immaginare che quattro gol potessero essere messi in conto sul groppone del Milan, con il solo palo di Niang come recriminazione.

I rossoneri erano così dimessi che sembravano il Pescara di Bergodi. In campo non sono esistiti, annientati sin dall’avvio con quel titic-titoc misto a un pressing costante che determinava un forcing senza tregua dei catalani. Un gioco dal quale era difficile uscire e per il quale erano inutili i tanti falli commessi. Non si può neanche dire che i giocatori di Allegri fossero malmessi in campo, e del resto il gol in apertura della pulce argentina ha avuto benefici influssi sui giocatori del Barcellona. Dopo averli rimessi in moto, Leo ha fatto sì che i padroni di casa si siano sentiti riammessi al discorso qualificazione senza neanche dover faticare troppo. Il raddoppio dopo l’unica occasione del diavolo ha devastato gli avversari e li ha messi a sedere. E al di là delle dichiarazioni della vigilia i due gol alle spalle di Abbiati prima del riposo i rossoneri non li avevano evidentemente messi in conto. Si sono così ripresentati in campo per così dire sommessi, quasi che il destino fosse ormai segnato. Le due reti di Boateng e Muntari realizzate all’andata sembravano ormai assegni emessi a vuoto, di nessun valore. Colpa del messia che ha voluto riscattare con gli interessi la prova opaca dell’andata con il suo arriba-arriba Messico stile Speedy Gonzales. Rimessi i sogni nel cassetto, agli orfani di Balotelli non resta ora che puntare al secondo posto in campionato. Non ci saranno più permessi che tengano, casomai con i proverbiali aiutini saranno gli avversari a sentirsi manomessi. Ma di tutto questo ai giocatori blaugrana poco importa. Sono loro gli ammessi ai quarti di Champions.

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4 Pensieri su &Idquo;Messi in croce senza scuse e senza aiutini: 4-0. Tutto qui il Milan?

  1. Rossoneri MESSI a tacere da un argentino. A Quartu, per quanto riguarda lo stadio Is Arenas, sono stati MESSI in agitazione da un ex Prefetto che avrebbe consigliato di realizzare un nuovo stadio in località più idonea. E non è una MESSInscena. Chissà che non si torni davvero molto presto al vecchio, ma recuperabilissimo, Sant’Elia.

    • E sarebbe anche ora che il Comune di Cagliari si desse una mossa. Perchè io finora sono stato molto critico con la società, ma di certo anche quest’amministrazione ha fatto zero finora per risolvere il problema.

  2. Se è per questo, a non brillare per presenza attiva sono state le amministrazioni precedenti che hanno fatto pochissimo in fatto di manutenzione straordinaria; anzi, proprio per evitare interventi di consolidamento delle tribune, hanno pure consentito che venisse “cancellata” la pista di atletica per far installare le…provvisorie e vergognose tribune in tubi Innocenti. Provvisorie dovevano essere e provvisorie sono state perchè sono state smontate per trasferirle a Is Arenas. Ecco che l’attuale amministrazione si è trovata con un stadio che aveva bisogno del recupero delle tribune in cemento armato, una pista in meno e, da quel che si legge, un contenzioso con la società del Cagliari calcio ( in pratica, il Comune dovrebbe recuperare un bel po’ di soldi). E nel frattempo la Società rossoblu, anzichè trovare una soluzione con l’amministrazione comunale (che ha fatto esclusivamente gli interessi della città e dei cittadini) non ha saputo fare di meglio che indicare alla Lega il Nereo Rrocco di Trieste per le partite interne, cercare improbabili soluzioni ad Elmas ed infine approdare a Quartu. Ed ora sappiamo com’è andata a finire.

  3. Una prima apertura, da parte dell’attuale amministrazione comunale, c’è stata. Si tratta di spendere un po’ di soldi per consolidare le gradinate che hanno bisogno di una buona manutenzione e mettere a norma tutto ciò che non lo è. A cominciare dalla striscia di terreno che ospitava la pista in quanto faceva parte ( e deve ancora far parte) della zona denominata “campo per destinazione”. E chissà, poi, quanti altri soldi occorreranno per rimettere in ordine tutto ciò che è andato in rovina, oppure è stato trafugato. Ma tutto – nella chiarezza – si può fare pur di riportare la squadra di calcio del Cagliari nella sua sede naturale.

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