Cagliari: tutta qui l’ambizione?

Ora si dirà che il Cagliari ha ottenuto il punto che cercava (vero) e che la salvezza è a un passo (vero, peraltro lo era anche prima), ma qualcuno mi deve spiegare perché i rossoblù si sono accontentati. Hanno preso il pareggio che volevano, ma dove sta scritto che giocando a viso aperto non avrebbero potuto vincere?

Il Siena era in piena rimonta in classifica, d’accordo, dopo essersi ritenuto per mesi retrocesso ha scalato qualche posizione e non è più ultimo. Sicuramente senza i sei punti di penalizzazione il suo campionato sarebbe stato di diverso tenore, ma al Cagliari di tutto questo cosa importava?

Il campo ha detto chiaro e tondo che la squadra toscana (almeno quella vista oggi) avrebbe potuto giocare per sette ore senza trovare lo straccio di un gol. Era di una povertà imbarazzante nei suoi schemi d’attacco dove nessuno riusciva a trovare la misura per servire le punte.

E allora perché il Cagliari si è accontentato di presidiare gli spazi e ha rinunciato a cercare la vittoria? Nel primo tempo qualcosa perlomeno ha fatto e se al posto di Ibarbo (che nonostante la tripletta di sette giorni fa continuo a definire un tornante) ci fosse stato un centravanti di ruolo quell’occasione davanti al portiere l’avrebbe probabilmente tramutata in rete. Ma per il resto è stato un pianto, sembrava che per contratto non potesse entrare nell’area toscana. Mi domando: perché?

Probabilmente il difetto dei rossoblù consiste nella mancanza di ambizione, oppure credono poco nelle proprie qualità che non sono invece da scartare. Lo dico non solo alla luce di questa scialba prestazione dove non hanno fatto nulla per vincere, ma anche dopo la precedente trasferta di Bologna dove giocarono con analogo schieramento difensivo (c’era Sau ma rimase fuori Cossu).

In settimana ho evidenziato il buon lavoro di Pulga e Lopez che a parte i poco coraggiosi “obbedisco”, anzi “obbediamo”,  ad alcune assurde direttive della società (vogliamo tornare sulle panchine di Cossu, di Nenè, sulla costante presenza di Thiago o sulle assenze di Sau?), hanno saputo ben guidare la barca tra i mari in tempesta. Ciò non toglie che anche da loro adesso che il traguardo salvezza è virtualmente raggiunto, un po’ di coraggio sarebbe lecito pretenderlo.

E invece procediamo così, tentennanti alla meta, nonostante a pieno regime il Cagliari disponga di un centrocampo tra i più completi d’Italia e di un attaccante, Sau, che sebbene suo malgrado debba darsi malato, rimane tra le sorprese più belle del campionato.

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4 Pensieri su &Idquo;Cagliari: tutta qui l’ambizione?

  1. Forse sei stato troppo benevolo nei confronti del duo aziendal/aziendalista. Il tifo si dovrebbe nutrire di qualcosa di più dell’ennesimo campionato anonimo. Ho compassione di chi ancora crede in qualcos’altro

  2. La verità vera è che il Cagliari ha un solo attaccante capace di segnare puntualmente (Sau); un altro che segna quando capita (Ibarbo); un terzo ( Pinilla) oramai privo di carica agonistica; un quarto ( Thiago Ribeiro) che proprio attaccante non è; un quinto ( Nenè) che quasi mai ha saputo centrare la porta. In sostanza, se Sau resta fuori squadra ( per scelta tecnica, per calcolo o per febbre), l’attacco del Cagliari vale poco. E non sono i tre gol realizzati contro il Torino che fanno di Ibarbo un attaccante affidabile. Ha segnato tre gol ( con tante grazie a Cossu), ma a Siena si è visto poco ( a parte l’unica occasione capitata ai rossoblu). Pulga e Lopez hanno puntato sul pareggio e quindi pensato a non perdere fin dall’inizio. E’ andato tutto bene perché l’attacco del Siena non ha effettuato un tiro in porta, ma con un po’ di coraggio in più, oggi il Cagliari avrebbe avuto due punti in più. C’è da augurarsi che Sau si riprenda molto presto, e torni in squadra in tandem con Cossu. Se così sarà, ne vedremo delle belle.

  3. Le ambizioni di questo Cagliari, considerato che sta giocando un campionato senza il “suo”stadio” e che è stato affidato a due giovani allenatori senza grande esperienza, non può che essere una immediata salvezza ed un onorevole posto tra le prime dieci. E’ vero che a Siena si poteva fare di più, ma è anche vero che a fare qualcosina in più dovevano essere i toscfani. Anche un pareggio, in conclusione, non è da buttare.
    Piuttosto è bello sottolineare lo straordinario campionato della Dinamo Sassari. La vittoria sul Varese, con relativo aggancio in vetta alla classifica, ci ricorda- o dovrebbe ricordarci – il Cagliari dello scudetto. E chissà che il tricolore non arrivi davvero anche a Sassari. Sarebbe un trionfo per tutta la Sardegna.

  4. Grazie a questo pareggio il campionato del Cagliari non è ancora finito.
    Mi spiego meglio: se avessimo conquistato la salvezza avremmo potuto disdire l’abbonamento a Sky e, dopo le abbondanti scorpacciate domenicali, farci un sonnellino ristoratore.
    Ancora molti non avranno capito, infatti se avessimo vinto e raggiunto la matematica salvezza, tutte le altre partite fino alla fine del campionato non avrebbero avuto più senso, tranne che per gli avversari o “beneficiari” del
    Cagliari. Se ben ricordate è da diversi anni che la nostra squadra con i primi tepori
    primaverili si scioglie….

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