Salvezza raggiunta o meno speriamo in un finale serio

E’ un periodo particolare quello concernente gli ultimi due mesi di campionato di serie A, almeno per quello che riguarda la zona salvezza. Da anni ormai assistiamo a comportamenti strani delle squadre in questione ed è difficile trovare un filo logico nel loro andamento. L’unica certezza è che le cosiddette provinciali, il cui obbiettivo dichiarato è la permanenza nella massima serie, volano quando hanno bisogno di punti e al contrario si addormentano quando sono virtualmente salve.

Logico? Mica tanto, dove sta scritto che una squadra da un certo momento in poi debba sbracare. Al contrario meraviglia chi, dopo aver rimediato figuracce in serie, comincia a volare. Non è serio per i tifosi che pagano il biglietto (o la tv), neppure per quelli che allo stadio non ci vanno ma sono appassionati di calcio. E se vogliamo non è serio neanche per chi ci gioca, giocatori e allenatori, perché fino a prova contraria sono pagati lautamente per dare sempre il massimo.

E invece da anni assistiamo a rimonte strepitose o pisolini esagerati, veri e propri letarghi.

Il discorso investe un po’ tutte le formazioni di fascia medio bassa: Atalanta, Siena, Catania, Cagliari, Chievo, Genoa, Bologna, Parma, Sampdoria, ovvero quelle che con qualche discesa e l’immediata risalita, hanno fatto la A nelle ultime dieci stagioni.

Faccio l’esempio del Cagliari che da quando è stato promosso gioca la nona stagione consecutiva nella massima serie.

Quando era tranquillo due anni fa, si lasciò andare in maniera tale da prendere 1 misero punto nelle ultime 9 partite. Al contrario tre anni prima coronò la sua rimonta con 18 punti nello stesso periodo, cioè con la media di 2 partita. Merito di Ballardini e demerito di Donadoni, gli allenatori delle due stagioni così differenti? Non credo, ho l’impressione che a panchine invertite si sarebbe registrato lo stesso andamento. Perché se andiamo a vedere la classifica finale, è quasi sempre la stessa: che si sia seduto Arrigoni, Giampaolo, Sonetti, Allegri, Ficcadenti o Melis.

E allora? Allora speriamo di assistere sempre a partite belle o quantomeno combattute. Come quelle ammirate contro Pescara e Torino, per esempio (al di là delle vittorie). I tifosi in fondo non chiedono altro che incontri veri.

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Un pensiero su &Idquo;Salvezza raggiunta o meno speriamo in un finale serio

  1. Sai bene che arrivare più in alto comporta un “rischio” di andare in Europa League o comunque un aumento della quotazione della squadra i cui giocatori magari verranno a battere cassa, inoltre non è detto che si lasci “volontariamente” punti a chi ne ha più bisogno in cambio di qualcos’altro che magari non sapremo mai… E’ un po’ come il discorso su Cossu o Sau che hai fatto negli scorsi giorni e che condivido in pieno.

    Massimo (Milano)

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