Vidimato un nuovo proverbio: se il Cagliari non ha campo per gli avversari non c’è scampo

Entra Pinilla, li sveglia e li striglia. Ci prova anche Ibarbo e non riesce a far lo sgarbo: colpisce la traversa, ma L’Inter è ormai riversa. Il Cagliari le aveva provate tutte per far vincere i nerazzurri, ma gli è andata storta. Niente Nainggolan per squalifica; un tridente d’attacco con Ibarbo-Cossu-Thiago, ovvero tutte le prime punte in panchina (Sau-Pinilla-Nenè). Come se non bastasse dopo sei minuti se n’è andato anche Cossu sostituito da Cabrera.

Neanche la volta in cui affrontò i nerazzurri con Capecchi tra i pali la formazione rossoblù sembrava così male in arnese. E invece prima ha barcollato (palo di Cambiasso solo davanti ad Agazzi, destro poco oltre l’incrocio di Alvarez), poi dopo aver visto che di fronte aveva una squadra di morti che giocavano a un ritmo inferiore a quello della polka, è bastato che Lopez e Pulga inserissero il Pinilla in palla di questi tempi per sistemare la pratica e decretare (ormai con sicurezza) il siluramento di Stramaccioni a fine stagione.  Aggiungiamo che Celi di Campobasso, un portafortuna per i rossoblù visti i precedenti, ha decretato forse il rigore meno evidente fra i quattro richiesti dal Cagliari per capire come alla fine il successo sia più che legittimo.

La tragedia per l’Inter è data da un altro fatto piuttosto significativo: la presenza di Thiago nelle file rossoblù. Come a dire che i nerazzurri hanno perso nonostante l’uomo in più. Peggio per loro. In quanto al Cagliari le avversità temprano se è vero che è riuscito a vidimare un proverbio: “senza campo per gli avversari non c’è scampo”.

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  1. In effetti, il mancato inserimento di un attaccante di ruolo nella formazione iniziale aveva sollevato non poche perplessità. Un Cagliari costretto ad applicare un modulo inusuale ( Cossu quasi una prima punta per lasciare spazi ad Ibarbo a destra e Thiago a sinistra) è apparso subito una stravagante novità; ed infatti l’Inter, nella prima parte del primo tempo, sembrava in grado di poter passare ad un momento all’altro( il palo di Cambiasso è suonato come segnale premonitore). Le cose si sono aggiustate strada facendo e Pinilla ha fatto il resto. Col contributo di un’Inter davvero male in arnese. Mi auguro che le scelte iniziali siano dipese un po’ dalle condizioni del terreno di gioco ( Cossu si è fatto male dopo pochi minuti e Sau certamente avrebbe trovato non poche difficoltà ad agire secondo le sue caratteristiche), ed un po’ dalla necessità – considerato il potenziale valore dell’avversario – di “coprirsi” un po’ di più. Se così non fosse ci sarebbe da pensare che la coppia Lopez-Pulga sia davvero diabolica sotto l’aspetto tattico.

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