Ibra e Balotelli devono fare un monumento a Raiola, ma di questa stampa appiattita non se ne può più

C’è un signore che in questo periodo dispone a proprio piacimento dei quotidiani sportivi italiani: li utilizza come vuole e soprattutto li fa titolare come vuole. Si chiama Mino Raiola ed è l’agente dei calciatori (ma, come abbiamo visto nel caso del Milan, anche delle società) in questo momento più potente in Europa se non addirittura nel mondo. Credo che ci sia del suo anche nell’inserimento di Balotelli (suo assistito) tra i 100 personaggi più influenti del mondo stilato dal Time. Un riconoscimento basato sul nulla e che non significa nulla, ma che intanto regala grandissima notorietà e risonanza .

Dico questo perché c’è sicuramente lo zampino di Raiola dietro i continui attestati d’amore (?) di Ibrahimovic al calcio italiano. Dopo essere stato pagato a peso d’oro dal Paris St Germain, lo svedese-bosniaco anche quest’anno ha toppato il tentativo di conquista di un trofeo continentale. Una cosa abnorme se si considera che, non contando gli anni nell’Ajax, tra Juventus, Inter, Barcellona, Milan e Psg sono ormai nove anni che ci prova senza lo straccio di un risultato, con l’aggravante di aver giocato in cinque tra le società che hanno investito di più.

Sono bastati pochi giorni al pennellone per capire che l’aria dalle parti della torre Eiffel non è per lui salubre e non perde mai occasione per dichiararlo. E così al suo potentissimo agente non resta che gettare l’amo componendo i numeri delle redazioni (o forse non ha neanche bisogno di farlo) per dire che sì, in questo momento non è pensabile un ritorno di Zlatan in Italia, ma che domani è un altro giorno e si vedrà.

Atteggiamento stucchevole sia quello del calciatore, scostante e umorale come pochi, che quello dei giornali che gli danno bordone in nome delle vendite (ma siamo sicuri che i lettori ci tengano tanto a questi balletti?). Raiola beniteso fa il suo mestiere e lo fa bene come  nessuno, ma anche lui esagera.

Prendiamo le dichiarazioni di Nedved, che nella Juventus non è proprio l’ultimo arrivato, a proposito della squalifica di Balotelli. “Mi auguro che possa giocare contro di noi” ha detto ieri per forzare in qualche modo la mano alla Disciplinare sul ricorso del Milan. Tutti a elogiare la sportività del biondo che fece impazzire i tifosi bianconeri e ancor prima quelli biancocelesti della Lazio, ma nessuno ricorda che anche Nedved fa parte del carrozzone Raiola (fu il primo vero campione della sua scuderia) e che quindi questa sportività non è proprio sincera. I miei colleghi queste cose le sanno bene, ma allora perché fanno finta di non conoscerle e non le evidenziano?

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